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Trump a Seul: “Voglio la pace garantita dalla forza”. La nebbia blocca blitz al confine tra le Coree – Repubblica.it

Fuori programma del presidente che prova una storica visita alla zona demilitarizzata, ma il maltempo lo frena. Nel parlamento sudcoreano discorso denso di minacce a Pyongyang

dal nostro inviato FEDERICO RAMPINI

SEUL – Che brutto compleanno di vittoria. Mentre dagli Stati Uniti arriva la notizia di due vittorie elettorali dei democratici (Virginia e New Jersey), qui in Corea è il maltempo che si accanisce contro Donald Trump. Il primo anniversario della sua elezione, lui voleva celebrarlo con un gesto storico: una visita alla cosiddetta De-Militarized Zone (Dmz), il confine in realtà ultra-militarizzato che separa le due Coree sul 38esimo parallelo. Un fuori programma, che nei giorni scorsi era stato escluso categoricamente. Un’improvvisata nella quale però Trump aveva coinvolto il presidente sudcoreano Moon. E sarebbe stato un evento storico davvero: non è mai accaduto che i due presidenti in carica, sudcoreano e americano, visitassero insieme il confine rovente dove potrebbe esplodere una guerra nucleare. Ma a metà strada, l’elicottero presidenziale Usa detto Marine One ha dovuto rinunciare e far ritorno alla base. Maltempo, condizioni atmosferiche avverse: soprattutto una fitta nebbia. L’atterraggio poteva essere pericoloso. Meglio non aggiungere il rischio della meteo all’azzardo politico di un gesto che sarebbe stato percepito come una provocazione da Kim Jong-un. Sorpresa fallita, compleanno amaro.

Trump ha ripiegato sul programma originario, pronunciando un discorso ufficiale al Parlamento di Seul. Anche in quel discorso si è preso però la sua piccola rivicinta elettoralistica, infarcendolo di auto-elogi: “Borsa alle stelle, disoccupazione ai minimi dal giorno della mia vittoria”. Per il resto, ha affrontato ovviamente la crisi con la Corea del Nord. “Voglio la pace garantita dalla forza, per questo vendiamo al vostro Paese le migliori armi del mondo. Io oggi spero di parlare a nome non solo delle nostre due nazioni, ma di tutte le nazioni civili, quando dico al Nord: non ci sottovalutate. E non ci mettete alla prova. Difenderemo la nostra sicurezza comune, la nostra prosperità condivisa, la nostra libertà sacra”.

Poi un accenno più specifico alla pericolosità dei più recenti test missilistici con cui Pyongyang ha dimostrato di poter raggiungere anche dei territori americani (a cominciare dall’isola di Guam). “Non lasceremo – ha detto Trump – che le città americane siano minacciate dalla distruzione. Non saremo intimiditi. Non lasceremo che le peggiori atrocità della storia siano ripetute qui, su questa terra per la quale abbiamo combattuto e i nostri soldati sono morti”. Infine un appello chiaramente rivolto ai prossimi due interlocutori di Trump: il presidente cinese Xi Jinping che vedrà già stasera a Pechino, e il russo Vladimir Putin che incontrerà a fine settimana ai vertici Apec e Asean in Vietnam e nelle Filippine. “Il mondo –  ha detto Trump – non può tollerare il pericolo di un regime-pirata che ci minaccia di devastazione nucleare. Tutte le nazioni responsabili devono unire le forze per isolare il brutale regime della Corea del Nord e negargli ogni forma di sostegno, di forniture, o di tolleranza. A quelle nazioni che decidono di ignorare la minaaccia, o peggio ancora di consentirla: il peso di questa crisi è sulle vostre coscienze”. Un richiamo evidente ai due paesi, Cina e Russia, che hanno confini aperti e rapporti economici con Pyongyang.

Infine l’avvertimento più duro rivolto a Kim: “Questa Amministrazione americana è molto diversa da quelle precedenti. Sottovalutarci sarebbe un errore di calcolo fatale”.

Sorgente: Trump a Seul: “Voglio la pace garantita dalla forza”. La nebbia blocca blitz al confine tra le Coree – Repubblica.it

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