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“Torino non è razzista” Solidarietà a Giulia insultata sul bus per il colore della pelle – lastampa.it.torino

lastampa.it.torino – “Torino non è razzista” Solidarietà a Giulia insultata sul bus per il colore della pelleDopo l’aggressione verbale alla giovane promessa del basket, sono arrivate decine di messaggi, anche dalla sindaca Appendino e dalle istituzioni. – lodovico poletto

torino  – Se le telecamere di sicurezza montate sul bus funzionano bene, allora è soltanto una questione di ore. O al massimo di qualche giorno.

Poi l’uomo che ha colpito con un calcio e poi ha insolentito con insulti razzisti la quindicenne giocatrice di basket – figlia di una coppia mista e promessa di questo sport nel quale ha addirittura giocato in una nazionale giovanile – sarà identificato e denunciato.

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federico callegaro

Questione di tempo, appunto, perchè la denuncia presentata dalla ragazza è – tutto sommato – molto dettagliata. Ci sono orari e ci sono dettagli personali.

C’è cioè il racconto di una giovane ragazza rimasta scioccata dal comportamento di quell’uomo: «Che aveva circa sessant’anni».

LA CITTÀ INDIGNATA

L’episodio, raccontato ieri sulle pagine della «Stampa», ha causato un’ondata di indignazione, sui social, e non soltanto: «Perché Torino è da sempre una città solidale e accogliente. E certi atteggiamenti non appartengono in alcun modo al suo Dna». E proprio ieri la società in cui milita la ragazza – arruolata sotto quei colori dopo aver giocato in altre regioni – ha incassato anche la solidarietà della sindaca Chiara Appendino. Che ieri a mezzogiorno sul web ha scritto: «Il razzismo non può trovare nessuno spazio e nessuna tolleranza. La città di Torino è vicina alla ragazza insultata».

Sulla questione interviene anche l’ex sindaco Piero Fassino che su twitter scrive: «Tutti i torinesi civili e per bene sono vicini a #Giulia, aggredita dalla ignorante viltà di chi non sa rispettare l’identità altrui».

Non parla invece la società di basket in cui la quindicenne milita. Anzi, i vertici si trincerano dietro il più assoluto silenzio: «Perché stiamo parlando di una ragazzina. E sarebbe dannoso offrire elementi che possano portare qualcuno alla sua identificazione». Fine.

Di più non vogliono dire. Era invece stato proprio il presidente della società, l’altra sera, a spiegare che: «Denunciare era assolutamente doveroso. Quell’uomo ha usato espressioni come “negra di m…” e termini con cui si indicano in modo dispregiativo le donne che si prostituiscono».

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IL SINDACATO

Sull’increscioso episodio si è espressa anche la Giba, il sindacato del basket, che ha espresso la propria solidarietà alla giovane cestista, dichiarando con il presidente, Alessandro Marzoli: «In queste ore siamo vicinissimi a “Giulia”, per la brutta vicenda che l’ha coinvolta suo malgrado.

Il basket, come tutti gli sport, insegna a rispettare compagni e avversari e non importa certo il colore della loro pelle».

MARIA TERESA MARTINENGO

E mentre i carabinieri invitano chi sa – oppure chi ha assistito alla scena – ad andare a denunciare per raccogliere altri dettagli utili per dare un nome e un cognome al passeggero del bus – la quindicenne è tornata alla sua vita da adolescente.

Tra allenamenti con le compagne di squadra – milita in una società che ha immediatamente fatto quadrato attorno a lei – e impegni scolastici, sebbene, dice chi la conosce: «Sia rimasta gravemente turbata dall’episodio».

Sorgente: “Torino non è razzista” Solidarietà a Giulia insultata sul bus per il colore della pelle – La Stampa

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