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Sinistra Italiana: Decide da sola e perde pezzi – red@zione

Tutti partono dal basso ma convinti èèèè …..poi in realtà si mettono al tavolo e decidono per tutti, come se dice solo chiacchere e distintivo….riporto un commento che spiega ottimamente il tutto, sulla pagina di sinistra italiana.

 

È con rammarico che vi scriviamo per comunicarvi la nostra decisione di uscire dalla Segreteria Provinciale di Firenze di Sinistra Italiana.
Si tratta di una scelta maturata durante gli ultimi mesi, ognuno separatamente, ma con motivazioni simili. Già nell’ultima segreteria abbiamo spiegato le ragioni del nostro disagio.
La nostra non intende essere una critica al lavoro svolto dalla nostra Segretaria,alla quale va tutta la nostra stima.
Da tempo però fatichiamo a riconoscerci nella linea politica nazionale di Sinistra Italiana. Dopo il sofferto congresso di febbraio, al quale avevamo partecipato con entusiasmo, sono prevalsi orientamenti che con il passare delle settimane hanno reso sempre più nette le distanze tra le nostre posizioni e quelle del partito.
Nonostante tutto abbiamo continuato a svolgere le nostre attività locali con senso di responsabilità ed impegno, ma con sempre maggiore insofferenza verso scelte politiche nazionali che ritenevamo incomprensibili.
Oggi, la profonda delusione per le posizioni ambigue ed il poco coraggio dei vertici di Sinistra Italiana su un’impostazione programmatica realmente radicale, sui rapporti con le altre forze politiche, nell’approccio al percorso unitario della Sinistra, non ci permette di continuare a lavorare con la stessa motivazione iniziale.
Non condividiamo l’esclusione dalle trattative di forze politiche (AET e PRC) che con noi lavoravano all’elaborazione dell’unità, e che avrebbero positivamente contribuito alla creazione di una sinistra plurale e radicale, esente da ambivalenze e compatibilismi, così come nello spirito del nostro congresso fondativo, e in coerenza con le esperienze europee di Corbyn, Syriza, Melenchon.
Stigmatizziamo il metodo fortemente verticistico con cui i segretari di SI, MDP e Possibile, senza fare i dovuti passaggi istituzionali, sono giunti negli ultimi giorni al cosiddetto nuovo “progetto”.
Prima producendo un documento politico comune segnato da pesanti omissioni, poi accelerando con l’indicazione frettolosa di tempistiche, assemblee unitarie e leadership. Così scavalcando completamente il lavoro democratico e largamente partecipato delle assemblee locali del Brancaccio, dove noi stessi stavamo lavorando lealmente come esponenti di Sinistra Italiana, partito che aveva inizialmente individuato nel Brancaccio la via privilegiata al percorso unitario. Il drammatico epilogo dell’esperienza del Brancaccio, con le accuse dei suoi garanti ai vertici di partito, conferma la nostra lettura degli avvenimenti e il giudizio negativo su certe manovre.
Ci rattrista ammettere che non «c’è Alternativa», almeno non quella che era stata promessa, e per la quale ci siamo spesi dedicando tutte le nostre energie.
Energie che nostro malgrado vediamo confluire al consolidamento di quello che appare sempre più un partito di ceto politico, più che un partito di popolo.
Un partito fin troppo subordinato alle istanze di MDP, di cui sembra satellite. MDP che qui in Toscana e nel comune di Firenze continua a rivendicare politiche per noi inaccettabili, in contiguità con il peggiore renzismo.
Abbiamo deciso infine di rinunciare agli incarichi di Segreteria, in attesa di valutare che direzione dare al nostro percorso insieme a Sinistra Italiana.
Speriamo che possiate comprendere le ragioni di questa decisione. Un sincero augurio di buon lavoro a tutti Voi.
Juri Landi
Giuseppe Scappaticcio
Daniele Vichi

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