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L’appello di Pisapia: Mdp e gli altri ci ripensino. Ma c’è il no di Bersani | Il Mattino

ilmattino.it – Pisapia: Mdp e gli altri ci ripensino, non regalare il Paese a chi l’ha rovinato. No di Bersani: parliamo dopo le elezioni.

Mdp e altri «ci ripensino. Trovino o troviamo insieme il modo di non regalare il nostro Paese a chi l’ha rovinato tante volte». L’ha detto il leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, a Bologna.

Pisapia ha rivolto un «richiamo affettuoso di amicizia, gentile e non polemico e senza entrare nelle scelte degli altri. Perché in questo momento storico, si trovi il modo di fare, magari non tutta la marcia, ma almeno un pezzo di strada insieme».

Sulla possibilità di una coalizione di Centrosinistra «c’è stata troppa irrisione, il pensare che non fosse più possibile, divisioni che erano considerate insanabili. Ma se il punto fondamentale è il bene del Paese, le divisioni che ci sono per motivi politici ma anche per motivi personali, vanno superate.

Soprattutto nel nostro campo. E questo è quello che possiamo ancora fare», ha aggiunto Pisapia. «Ce la possiamo e ce la dobbiamo fare e ce la fremo se riusciremo a superare le incomprensioni», ha proseguito l’ex sindaco.

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«Noi stiamo sempre dalla stessa parte, lavoriamo a costruire un progetto alternativo alle politiche sbagliate degli ultimi anni. Più che cambiare idea noi non vorrei che sia Pisapia ad aver cambiato idea, spero proprio di no», ha replicato Roberto Speranza all’assemblea di Mdp tenuta oggi Roma.

«Se non si vuole cambiare davvero con una nuova coraggiosa piattaforma noi non ci siamo», ha insistito Speranza. «Propongo alla assemblea la creazione di una lista aperta con tutte le forze progressiste, civiche e di sinistra che condividono questa sfida», ha proseguito Speranza.

«Ma non basta un cartello elettorale. Dobbiamo costruire un nuovo grande soggetto politico popolare. Costruire una forza che abbia allo stesso tempo un’ambizione di governo e sia radicale nel merito. Non siamo qui per fare testimonianza ma per cambiare l’Italia. Con i nostri valori, le nostre storie e le nostre parole d’ordine».

I «mediatori» del Pd come Fassino «secondo me sottovalutano la situazione e il perché un pezzo di popolo se ne è andato. Io lascio aperta la porta però bisogna leggere la legge elettorale: non vince nessuno, ci si ritrova comunque in Parlamento», ha sottolineato Pier Luigi Bersani arrivando all’assemblea di Mdp. «La sinistra deve chiedersi come mai perde il treno.

Non do per scontato niente ma non ho visto nel Pd una sincera riflessione su nulla», ha aggiunto l’ex segretario del Pd. «Renzi ora ci ama? Allora i gufi sono diventati delle allodole, delle cinciallegre…», ha poi scherzato Bersani rispondendo a Enrico Lucci.

«Noi andiamo avanti con il nostro progetto», ha poi argomentato Bersani a In Mezz’ora su Rai 3. «Provino a considerare la nostra proposta. Noi andiamo avanti e facciamo la sinistra plurale.

Il giorno dopo le elezioni discuteremo con il Pd, se cambia registro», aggiunge Bersani. Ma «no ad accrocchi e teatrini».

«Sono ben consapevole delle difficoltà della sinistra e delle ragioni per cui una parte del nostro popolo si è allontanato. Ma so anche, come Pier Luigi Bersani sa, che dalla nostra gente sale una forte domanda di unità, a cui nessuno può e deve sottrarsi.

Per questo ho parlato in questi giorni della necessità di aprire ‘una nuova stagione del centrosinistrà e a questo obiettivo è finalizzato il mio impegno», ha dichiarato Piero Fassino, che il vertice del Pd ha incaricato di tentare una mediazine con le altre componenti della sinsitra.

«Un nuovo centrosinistra aperto, largo e inclusivo – ha sottolineato Fassino – che al centro del suo programma e della sua azione metta il lavoro, la protezione sociale, l’ambiente, la cura delle persone, il diritto alla salute, la frontiera dei diritti.

E primi atti in questa nuova direzione possono essere assunti già nella legge di bilancio in corso di esame e con l’approvazione entro la legislatura dello ius soli e della legge sul fine vita.

»Sono i temi – ha concluso Fassino – che, anche con il contributo prezioso di Romano Prodi, abbiamo messo al centro del confronto positivo avviato con Giuliano Pisapia, Emma Bonino e gli altri rappresentanti delle forze politiche di centrosinistra.

Sono temi su cui da Bersani e da Mdp può venire un contributo concreto su cui mi auguro possa svilupparsi al più presto un confronto vero e rigoroso a cui sono del tutto disponibile».

«A chi ci chiede l’alleanza, a chi ci chiama gufi e rosiconi, minoritari e irrilevanti, a quelli che ci chiedono alleanza nel nome del voto utile, se qualcuno ci chiede un incontro lo facciamo.

Ma vogliamo dire a Fassino e Prodi, che il tempo è scaduto perché non ci sono ragioni politiche e culturali.

Noi contro la destra lavoriamo a una prospettiva incompatibile con questo Pd». Lo ha detto il segretario di Si, Nicola Fratoianni, nel suo intervento all’Assemblea del partito.

«Abbiamo provato a mettere insieme tutto ciò che faceva fatica a capirsi e riconoscersi all’interno del percorso del Brancaccio, convinti che fosse necessario ogni sforzo in direzione dell’allargamento».

Fratoianni ha ricordato come questa estate si scelse «tutti insieme un percorso di accelerazione» ma poi di fronte al cambio di scenario che eliminava il precipitare al voto anticipato, «abbiamo provato a tenere aperto ogni terreno di confronto anche quando sembrava impossibile».

Il segretario di Si ha fatto quindi un sarcastico «elogio della coerenza di Pisapia» che ha sempre espresso «un punto di vista sbagliato e irragionevole, che ha mantenuto fermo, bollando come proposta velleitaria la costruzione di un polo alternativo».

«Oggi noi discutiamo in questa assemblea congressuale nazionale di una lista unica, unitaria della sinistra politica del sociale di questo Paese.

Una lista alternativa ai poli esistenti, al M5S, alle destre, al Partito Democratico e alle sue politiche», ha affermato ancora Fratoianni.

«Una lista – ha proseguito il segretario di SI – che rimetta al centro i diritti delle persone, del lavoro, la lotta alla marginalità e alla povertà che stanno crescendo drammaticamente in Italia.

Una lista che inverta la rotta – ha concluso Fratoianni – rispetto a politiche che hanno peggiorato la vita reale dei cittadini».

Sorgente: L’appello di Pisapia: Mdp e gli altri ci ripensino. Ma c’è il no di Bersani | Il Mattino

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