Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

La vittima del blog pro-Ana: “Troppe umiliazioni a scuola: volevo essere bella subito” – lastampa.it.torino

lastampa.it.torino – La vittima del blog pro-Ana: “Troppe umiliazioni a scuola: volevo essere bella subito”Parla la ragazza di Ivrea che in chat riceveva consigli per diventare anoressica. La mamma: “Era in un periodo difficile: non si è ribellata ai bulli della classe”. La polizia di Ivrea ha denunciato una ragazza di 19 anni di Porto Recanati per istigazione al suicidio e lesioni: dava consigli alle ragazze per diventare anoressiche: una quindicenne di Ivrea la rischiato di morire – di gianpiero maggio

IVREA – Carolina è il nome vero della ragazza di Ivrea finita nella trappola dell’anoressia. Scrivendo di lei l’avevano chiamata con un nome di fantasia, Marina: per tutelarne l’identità.
Ora, però, è lei stessa a dire che non ci sono problemi a scrivere il suo nome vero: «Tanto l’omertà non porterebbe da nessuna parte. Mentre credo che la mia storia, in fondo, potrebbe aiutare tante ragazze come me».
Oggi al suo fianco c’è mamma Cristina, che ora se la coccola e la guarda con occhi carichi d’amore.

Carolina, quando è cominciato?

«È una classica storia di bullismo, di quelle che leggi sui giornali, che senti in televisione. È capitato anche a me. C’erano dei ragazzi nella mia vecchia scuola che mi prendevano in giro per il mio aspetto fisico. Una mattina sono entrata in classe e loro ridevano, mi indicavano e mi prendevano pesantemente in giro».

LEGGI ANCHE La madre della ragazzina anoressica: “Quel blog le diceva cosa mangiare e quando vomitare”  

E tu?

«Io avrei dovuto mandarli a quel paese. Invece ho iniziato a vedermi grassa, brutta, inadeguata. Così ho cercato un modo per perdere peso velocemente. Volevo diventare bella e in fretta e così ho cercato risposta a tutti i miei dubbi su internet. Ecco, quello è stato un errore».

Mamma Cristina, lei non si è mai accorta di nulla?

«Sì, vedevo mia figlia che continuava a perdere peso. Ho provato a parlarle, ma si sa come sono gli adolescenti: con i genitori si confidano con difficoltà. Eppure aveva perso 7 chili in un mese».

LEGGI ANCHE: Istigava all’anoressia, denunciata una blogger  

Come ha scoperto dell’anoressia?

«Devo ringraziare alcune sue compagne di scuola. Erano preoccupate anche loro, hanno provato a parlare con Carolina, perché avevano notato quel repentino calo di peso. Così un giorno le hanno preso il cellulare e hanno scoperto tutti quei messaggi».

Che tipo di messaggi?

«Li aveva ricevuti su una chat di WhatsApp: erano un’infinità. Sempre lo stesso numero, un 328… ma ora non ricordo a memoria il numero. Ricordo però che le scrivevano consigli su cosa doveva mangiare e quando doveva vomitare. Questa tizia le scriveva che doveva leccare il limone, che doveva bere acqua e masticare chewin-gum in continuazione. Le diceva che doveva ricordarsi che era grassa e altre cose assurde di questo genere. E poi le dava orari precisi, subito dopo pranzo o la cena, per andare a rimettere in bagno o a scuola».

E lei, signora, che cosa ha fatto?

«Ho chiamato immediatamente quel numero. Mi ha risposto una voce di ragazza: ha idea di come possa essere una voce che arriva dall’oltretomba? Ecco, era una voce così e ho avuto paura. Le ho detto: “Ma ti rendi conto di quello che stai facendo, che stai rovinando mia figlia, una ragazzina di 15 anni?”».

E l’interlocuture cosa le ha risposto?

«Niente, ha staccato la telefonata e non ha più risposto alle altre chiamate».

Poi avete presentato una denuncia, non è vero?

«Era fine novembre, inizio dicembre di un anno fa. Con le amiche di Carolina siamo andate a Ivrea, in Commissariato per fare denuncia. Ma ho affrontato immediatamente la questione con mia figlia».

Cosa vi siete dette?

«Non stava passando un bel periodo. Da principio ha negato l’evidenza, diceva che non era vero niente. Poi però mi ha raccontato di quei ragazzi che l’avevano presa in giro, del bullismo che aveva subito e che l’aveva spinta a cercare un appoggio esterno alla famiglia. Le ho detto: ‘Stai tranquilla amore, ce la faremo insieme”. E così è stato».

È vero che Carolina adesso ha cambiato scuola?

«Carolina frequentava il liceo, ora studia ragioneria. Ha voluto lei cambiare aria perché quell’ambiente non le piaceva, le evocava brutti ricordi. Adesso, per fortuna, è decisamente più serena».

Come ne è uscita?

«È stata seguita da una psicologa per diversi mesi, perché quando Carolina ha preso coscienza di questa malattia ha voluto fare tutto con le sue forze. È passato soltanto un anno e dall’anoressia non si esce così facilmente. Pensi che ad un certo punto a mia figlia veniva automatico vomitare, non si sforzava nemmeno più».

Sua figlia è una bella ragazza, perché, secondo lei, ha sentito così forte l’esigenza di dimagrire. E rapidamente?

«Sarà anche banale dirlo, ma la televisione, Internet, tutto ciò che ci arriva dai mass media in qualche modo alimenta il concetto che bisogna avere un fisico perfetto. Che l’aspetto estetico è ciò che conta maggiormente in questa società.

Sono messaggi che condizionano tantissimo i nostri figli. E quando mia figlia si era sentita presa in giro da quei ragazzi e non aveva avuto la forza di mandarli a quel paese, è andata in cortocircuito».

Gli inquirenti dicono che anche la diciannovenne di Porto Recanati – ora indagata – e autrice di uno dei blog sui Pro Ana, è anoressica: che cosa si sente di dirle?

«Provo pena per lei, ma non riesco a giustificarla. Mia figlia è stata fortunata, è riuscita con la sua volontà e con il nostro appoggio ad uscirne. Ma ci sono altri genitori che, purtroppo, se ne sono accorti troppo tardi e ora hanno i figli in clinica che pesano 30-35 chili. Credetemi: con l’anoressia non si scherza. Si muore, ecco. Non si trova di una nuova felicità».

Sorgente: La vittima del blog pro-Ana: “Troppe umiliazioni a scuola: volevo essere bella subito” – La Stampa

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.