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Indipendenza Catalogna, in 750 mila alla marcia di Barcellona per i «detenuti politici»

«Siamo una Repubblica»: migliaia di persone hanno preso parte oggi alla manifestazione a Barcellona per l’indipendenza. Trasmesso un video registrato a Bruxelles da Puigdemont e dai quattro ex consiglieri che sono con lui

BARCELLONA — «Siamo una Repubblica» e «Libertà per i prigionieri politici»: i due striscioni alla testa del corteo in marcia oggi pomeriggio a Barcellona lungo il Carrer de la Marina sintetizzano i sentimenti delle centinaia di migliaia di persone arrivate da tutta la Catalogna a manifestare per l’indipendenza. Ma rischiano di non giovare alla liberazione dell’ex vice presidente del governo catalano, Oriol Junqueras, dei sette ex ministri e dei due leader dei movimenti indipendentisti Assemblea nazionale catalana e Omnium Cultural, Jordi Sanchez e Jordi Cuixart. Tutti accusati di ribellione e sedizione (chi era nelle istituzioni anche di malversazione). Su consiglio dei suoi avvocati, infatti, non partecipa alla marcia — durante la quale è stato trasmesso un video registrato a Bruxelles da Carles Puigdemont, e dai quattro ex consiglieri che sono con lui — la presidente del parlamento catalano, Carme Forcadell, che ha evitato il carcere proprio sostenendo davanti al giudice del Tribunale Supremo, giovedì scorso, che la proclamazione della Repubblica avvenuta in aula il 27 ottobre scorso aveva carattere puramente simbolico e non aveva alcun effetto giuridico. Sfumatura che non sembra aver convinto gli indipendentisti in piazza.

Sulla stessa linea difensiva, che attribuisce valenza politica e non pratica, alla dichiarazione unilaterale d’indipendenza, si sono schierati i vice presidenti e i segretari della presidenza del Parlamento, tranne Joan Josep Nuet, il terzo segretario, che si era dissociato con netto anticipo sulla votazione e che è così l’unico del gruppo a essere stato rilasciato senza il pagamento di una cauzione. Forcadell ha dovuto depositare un assegno da 150 mila euro e gli altri dovranno versarne 25 mila a testa entro giovedì prossimo.

Nel frattempo gli avvocati degli otto ex consiglieri della Generalitat, tutti detenuti, stanno studiando nuove strategie difensive: il primo passo verso la scarcerazione potrebbe essere la riunificazione della causa davanti al giudice Pablo Llarena del Tribunale Supremo (attualmente è l’Audiencia Nacional a occuparsi dei governanti catalani destituiti da Madrid con l’articolo 155 della Costituzione), in modo da uniformare le misure cautelari e ottenere, come per la presidente del parlamento, la libertà su cauzione. Il 30 ottobre gli otto arrestati avevano rifiutato di rispondere alle domande del pubblico ministero, che aveva chiesto e ottenuto dalla giudice Carmen Lamela il loro invio in prigione. Se chiedono di essere nuovamente interrogati e adottano la stessa strategia difensiva di Carme Forcadell, aumenteranno le loro probabilità di tornare liberi, in tempo per la campagna elettorale.

Sorgente: Corriere della Sera

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