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“GABAR”, Frèdéric Demonchaux, E’ MORTO COMBATTENTO PER L’UMANITA’ | NUOVA RESISTENZA antifa’

di Gianni Sartori

I partigiani e partigiane (anarchici, comunisti, ecologisti, femministe…) che lottano in qualche angolo del pianeta a fianco dei diseredati, dei popoli oppressi, delle vittime di colonialismo, capitalismo, fascismo, integralismo…sanno che se cadranno combattendo per loro non ci sarà nessun Walhalla.

Questo genere di consolazioni le lasciamo a fascisti, integralisti religiosi e alienati.

Ben che vada, i militanti caduti avranno soltanto il ricordo (e forse nemmeno imperituro) di coloro con cui e per cui avevano lottato, la gratitudine delle persone che li hanno conosciuti, di quei bambini e di quelle donne che, forse, grazie anche a loro potranno tornare a sorridere.

Persone, popoli per la cui dignità ognuno di questi volontari aveva scelto di prendere le armi.

Oggi in Kurdistan contro i fascisti di Daesh, come negli anni trenta nella penisola iberica contro Franco e i suoi alleati nazi-fascisti.

Tra i volontari internazionali che hanno raggiunto il Rojava a fianco del popolo curdo si trovano anche militanti di sinistra francesi. In particolare, quelli che hanno costituito la Brigade Henri Krasucki. In gran parte membri della CGT francese.

Recentemente uno di loro è caduto combattendo contro l’Isis. Il 7 settembre, a Raqqa, un cecchino ha ucciso il francese Frèdéric Demonchaux. Nome di battaglia, in curdo: Gabar.

Frédèric non mancava di esperienza in campo militare dato che in passato era stato nella Legione straniera. In Rojava, ancora nel 2016, si era integrato nelle Unità di protezione del popolo (YPG, ala combattente del PYD, Partito dell’unione democratica). Ferito a una gamba, era rientrato in Francia per curarsi; ma in agosto, appena fu in grado di camminare, stava nuovamente sul campo di battaglia.

La pallottola (secondo quanto hanno riferito le YPG) lo ha colpito in pieno petto mentre con la sua unità, francofona, ispezionava una casa.

Familiari e amici hanno richiesto che il suo nome venga scolpito sul monumento ai caduti di Juvisy-sur-Orge, la città dove Frèdéric Demonchaux era nato.Giustamente, a mio avviso: Frèdéric è caduto combattendo per una causa nobile, per la giustizia e per la libertà. Non solo dei curdi, ma di ogni essere umano.

A metà ottobre circa duecento militanti curdi lo hanno ricordato a Parigi con una semplice cerimonia. Per loro Gabar è un “martire”.

Partecipavano anche una quindicina di francesi, esponenti di “Initiative pour un confédéralisme démocratique”, sostenitori del progetto politico di autogoverno ispirato da Ocalan (con evidenti influenze del municipalismo libertario) e adottato sia dal PYD che dal PKK. Una conferma del valore universale di tale progetto politico, nella prospettiva di una società in cui l’abolizione dello sfruttamento e dell’oppressione procedano di pari passo.

La foto di Gabar, con sullo sfondo una bandiera gialla con la stella rossa, ora raggiungerà quelle di tutti gli altri caduti, esposte in una vetrina situata in prossimità del Centro culturale curdo Ahmet-Kaya (10 éme arrondissement, Paris).

Qualche polemica è venuta da parte dell’ambasciata turca secondo “ogni francese che raggiunge le YPG andrebbe considerato come un terrorista”. E quindi, dopo averle accusate di “incoerenza”, aveva chiesto alle autorità francesi di “agire di conseguenza”. Invano comunque.

Pronta risposta dal Quai d’Orsay. Ha precisato che “sia il PYD che le YPG non sono inseriti nella lista europea delle organizzazioni terroriste”. Del resto il governo francese è consapevole che senza il coraggio e la determinazione dei combattenti curdi, la Francia avrebbe dovuto mandare i suoi soldati a combattere Daesh direttamente sul terreno.

E questo in parte spiega la relativa tolleranza nei confronti di quei giovani volontari che si integrano

nella resistenza curda. Un atteggiamento simile viene adottato anche in Germania (almeno finora), mentre sarebbe diametralmente opposto quello del governo madrileno. In Spagna, alcuni giovani comunisti rientrati dal Rojava sono stati arrestati e incarcerati. Anche in Gran Bretagna ci sono state alcune condanne, ma a pene sostanzialmente leggere.

Chissà se anche George Orwell (quello di “Omaggio alla Catalogna”, volontario nelle Brigate internazionali con il POUM) oggi verrebbe arrestato?

 

Gianni Sartori

Sorgente: “GABAR”, Frèdéric Demomchaux, É MORTO COMBATTENTO PER L’UMANITÁ  | NUOVA RESISTENZA antifa’

 

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