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Cosa sono i Paradise Papers

‘Paradise Papers’ è il nome in codice della nuova inchiesta condotta dall’Icij, il Consorzio internazionale di giornalismo investigativo, che svela investimenti presso paradisi fiscali di politici in tutto il mondo, imprenditori, reali e star della musica internazionale. Dopo i ‘Panama Papers’, il fascicolo che l’anno scorso fece tremare capi di Stato, banche e politici, la nuova gigantesca fuga di notizie, svela una lunga lista di personaggi che hanno investito in società offshore. Ma di che si tratta? E chi è coinvolto?

DA DOVE VENGONO – Tutto è partito dal giornale tedesco Suddeutsche Zeitung, che ha ottenuto montagne di file sui segreti dei potenti del mondo, e che ha deciso di condividere con i giornalisti dell’Icji, cui fanno parte, tra gli altri, il New York Times, il Guardian, Le Monde, la Bbc, e per l’Italia L’Espresso, che li ha pubblicati in esclusiva insieme a Report, la trasmissione d’inchiesta di Raitre.

COSA SONO – I ‘Paradise Papers’ sono una database di 13,4 milioni di documenti riservati che provengono da due studi internazionali di professionisti che forniscono e gestiscono società offshore. Si tratta di Appleby, fondato nelle Bermuda, con nove filiali in altrettanti paradisi fiscali, e Asiaciti Trust, quartier generale a Singapore e altre 7 sedi in luoghi come isole Cook, Hong Kong, Panama e Samoa.

CHI E’ COINVOLTO – Oltre a reali e personalità del mondo dello spettacolo, del cinema e della politica, sono tanti gli appartenenti alle elite mondiali che avrebbero occultato le proprie ricchezze in trust e fondi d’investimento. Tra i nomi citati nei documenti figura la cantante Madonna e il leader degli U2 Bono Vox (al secolo Paul Hewson); il co-fondatore di Microsoft Paul Allen; il magnate George Soros.

Tra i politici statunitensi spicca Wilbur Ross, attuale segretario al Commercio del presidente americano Donald Trump, mentre tra i democratici emerge Wesley Clark, generale dell’esercito Usa, già in corsa per le elezioni presidenziali del 2004. Per il Canada fa scalpore il nome di Stephen Bronfman, consulente e amico stretto del primo ministro Justin Trudeau ma nel dossier figurano anche i nomi dei colossi Facebook, Twitter, Nike e Adidas.

COSA C’ENTRA LA REGINA? – Tra i clienti degli studi offshore compare la sovrana d’Inghilterra, con circa 10 milioni di sterline investite in un fondo delle isole Cayman e provenienti da una delle sue proprietà, il ducato di Lancaster. Ma tra i nomi dei personaggi coinvolti spunta anche quello di Noor di Giordania, indicata come beneficiaria di due trust nell’isola di Jersey. Contattata, scrive L’Espresso, la regina della Giordania ha precisato che si tratta di “lasciti destinati a lei e ai figli” dal defunto re Hussein, il padre di suo marito, “che sono stati sempre amministrati in base alle regole e ai più elevati standard etici e legali”.

E PUTIN? – Dai ‘Paradise Papers’, scrive la Bbc, è emerso che Wilbur Ross, segretario al Commercio del presidente statunitense Donald Trump, avrebbe delle partecipazioni in una società che elenca tra i suoi principali partner il genero del presidente russo, Vladimir Putin.

Sorgente: Cosa sono i Paradise Papers

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