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Radio Cora – 0,1% ingaggi Serie A per progetti contro razzismo

Più di otto milioni di euro, questa sarebbe la cifra per il 2017 se fosse accettata la proposta che alcuni docenti toscani hanno trasmesso alla Figc, perché Carlo Tavecchio la porti all’attenzione dei presidenti di serie A: devolvere lo 0,1% di quanto speso annualmente in ingaggi da parte delle squadre di calcio della massima serie, per finanziare progetti riconosciuti dal Miur volti a combattere antisemitismo ed ogni razzismo, a partire dalla conoscenza della storia del Novecento nelle scuole.

Un modo concreto e di semplice realizzazione; se davvero il calcio dei professionisti vuole attivarsi contro l’ondata razzista che ha dato nuovamente segno preoccupante di sé attraverso la foto “ritoccata” di Anna Frank, adesso c’è anche una strada tracciata da chi la formazione la frequenta e la propone giornalmente.

La prima cosa da fare è firmare la petizione online avviata dagli stessi docenti, perché in questo caso, sull’antirazzismo e sulla lotta all’antisemitismo sono i dettami della Costituzione a non permettere divisioni del corpo sociale democratico: il link lo trovate qui.

La lettera dei docenti toscani a Lotito ha saputo orientare il dibattito sulla lotta al razzismo negli stadi in maniera decisiva e finalmente chiamando chi può farlo (e le squadre di serie A possono fare qualcosa senza alcun dubbio) a passare dalle parole ai fatti.

Non siamo in un momento storico in cui in Italia non esistano forze ed impegno, perché, lo ricorda Gadi Luzzatto Voghera (direttore del Cdec) in un importante articolo su Moked (ed ha ragione): “sono decenni che vengono prodotti studi accurati, sondaggi, ricerche sociologiche…”, ma undici ragazzi della curva della Lazio lanciano un messaggio devastante per impatto sui media attraverso una foto che torna a parlare ed a diffondere antisemitismo. La risposta che è stata elaborata da chi si adoperava per arginare il messaggio razzista è stata per giorni quella sbagliata, fino alla catastrofe finale degli anticipi di campionato di mercoledì, quando ci ricorda ancora Luzzatto: “È capitato che le manifestazioni vietate per celebrare l’anniversario della Marcia su Roma del prossimo 28 ottobre hanno trovato il luogo ideale per riproporsi, in anticipo di qualche giorno.Cori fascisti, saluti romani, fischi e tutto il repertorio del neofascismo, riprodotto a favore delle telecamere”.

Da un lato le curve sono state gestite come zone franche nelle quali l’antisemitismo ed il razzismo hanno trovato una casa accogliente e dunque è necessario anche l’intervento deciso della legge che punisca chi è stato l’autore dell’episodio; dall’altro lato, questi eventi lasciano scorie nell’aria cui rischiamo tutti di abituarci, se non ci si impegna per dare una risposta migliore. Sulla distruzione di quelle scorie si lavora con la formazione di lungo periodo che ha la scuola come luogo naturale di sviluppo, perché questi percorsi vanno legati ai programma didattici e devono trovare un legame stretto nella collaborazione con gli insegnanti, altrimenti si riducono ad eventi spot in cui far comparire questa o quell’associazione, questo o quell’ente (tutti assai capaci, non è la preparazione che manca), ma spesso vissuti come elementi esterni al luogo scolastico. Non si scappa quindi dall’investire soprattutto sulla formazione dei docenti, perché sono loro i veri moltiplicatori delle politiche della Memoria.

Aggiungerei infine un ultimo punto alla discussione: la contaminazione con mondi estranei e spesso avversi all’antirazzismo; il mondo delle curve dello stadio è sovente uno di questi. Penetrare in quel luogo è possibile solo se i presidenti delle squadre di calcio finanziano e stanno costantemente dalla parte della formazione fatta a scuola (non altrove) su questi temi, se rendono quell’azione un punto essenziale del proprio programma interno; non c’è niente da inventare, chi se ne occupa conosce già cosa ha funzionato e che cosa ha sempre fallito miseramente, si tratta questa volta di sostenere senza tentennamenti chi nelle aule scolastiche può davvero fare la differenza.

Luca Bravi

Sorgente: Radio Cora – 0,1% ingaggi Serie A per progetti contro razzismo

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