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LO SCANDALO ANNA FRANK 

Quando si dice “società dello spettacolo”…

Una cretinata antisemita di un gruppetto di tifosi laziali —ma siamo sicuri poi che si tratti di un gruppetto? basta una persona a stampare e affiggere una decina di adesivi; vedi foto sotto della bacheca in cui sono state trovate affisse le pecette col fotomontaggio di Anna Frank— ha scatenato un putiferio.

Prime notizie sui Tg, prime pagine sui quotidiani. Tutti sono scesi in campo ad esecrare, ma proprio tutti. Anche la Cei. Per ultimo, addirittura, il Presidente della Repubblica.

Questo a me pare il vero scandalo: l’importanza esorbitante data al fatterello, trasformato non solo in fattaccio, ma in un crimine colossale.

La qual cosa che dimostra? Dimostra che Nietzsche aveva torto, che non è vero che siccome Dio è morto tutto sarebbe ormai possibile. Tutto in effetti è lecito in questa società sbrindellata, tutto è legittimo calpestare e smerdare, si tratti di Gesù o Maometto o della santissima Trinità, tranne una cosa, la setta ebraica. Se non t’inchini ad essa, se non ti senti moralmente colpevole per quello che i nazisti e i fascisti han fatto agli ebrei, beh, allora sei, per una improbabile proprietà transitiva, antisemita.

Dimostra, la cosa, che in questo Occidente postmoderno che pretende di avere seppellito ideologie, religioni e fedi, uno e uno solo è il rito ufficiale: non la penitenza per la crocifissione di Cristo, ma per l’olocausto. Di qui la devozione per l’ebraismo e per Israele diventata il paradigma metafisico, il marchio di fabbrica, del pensiero unico globalista.
Ci consentiranno, Lorsignori, di rifiutare questo strampalato culto idolatrico? Oppure saremo perseguitati come i cristiani che si rifiutavano di deificare l’Imperatore?
Qui sotto la bacheca con le pecette che ha fatto tanto scalpore

Sorgente: sollevazione: LO SCANDALO ANNA FRANK di Sandokan

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