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Livia, contagiata dall’Hiv di Talluto: «Da lui neanche le scuse» L’«untore» sconterà 24 anni – roma.corriere.it

foto – Valenino Talluto, condannato in primo grado a 24 anni di carcere (Ansa)

roma.corriere.it –  Livia, contagiata dall’Hiv di Talluto:
«Da lui neanche le scuse» –  L’«untore» sconterà 24 anni – La giovane racconta la paura dei colleghi nell’ambiente di lavoro: «C’è ancora molta ignoranza, si crede che l’infezione si possa trasmettere con una stretta di mano». Le donne contagiate cercano di farsi forza restando in contatto anche via chat  –  di Ilaria Sacchettoni

«Questo processo è stato l’unica rivincita che abbiamo potuto concederci. Non è molto se pensate a tutto quello che Valentino Talluto ci ha tolto». Così dice Livia (nome di fantasia) la ragazza che, per prima, lo ha denunciato.

Due anni fra indagini e dibattimento, battaglie e accuse, ricordi e rammarico. La sua testimonianza è stata la prima. «Ci aspettavamo la curiosità morbosa di tutti, in realtà è andata bene» dice l’avvocatessa Irma Conti che la assiste.

video – Valentino Talluto, il racconto drammatico delle donne infettate…

Lacrime e rabbia: «Se ci pensate, da lui non è venuta neppure una parola di scuse. sarebbe cambiato poco. Ma la malattia sarebbe rimasta. Eppure sarebbe stato un gesto comprensibile». Poi però c’e’ anche la solidarietà: «Quella fra noi, vittime, è molto importante». Livia convive con la terapia da oltre due anni, ma la cosa più sconcertante, al solito, è l’ignoranza: «C’è ancora chi crede che l’Hiv si trasmetta con un bacio…

Chi mi ha ferito di più? La mia collega d’ufficio: al principio ha chiesto al capo di spostarla. Come se la semplice vicinanza di scrivania la mettesse in pericolo».

Certo, ormai si parla poco di questo virus. E a complicare tutto c’è la paura: «Un altro episodio, sempre con la mia collega. Un giorno entra in bagno e la sento gridare: “Sangue! Sul pavimento!” Era solo del fard caduto a terra. Capito che vuol dire la paura?». Il processo, poi, non ha esplorato le ragioni profonde di questa vicenda.

Talluto? «Lui aveva l’occasione di dire perché. Non lo ha fatto», sottolinea Livia. In effetti il ragazzo non ha mai saputo spiegare perché sia andato in giro a infettare donne per circa nove anni. Ma a questo, forse, punto importa poco: «Bisogna convivere con i perché. Perché proprio io, ad esempio?».

Lei ha imparato a coabitarci. La solidarietà e l’amicizia con le altre è venuta fuori in modo naturale: «Siamo collegate in chat, comunichiamo fra noi. Informazioni. Dubbi. Comportamenti assurdi degli altri. Ci raccontiamo ogni cosa».

È un modo per sentirsi meno sole. Livia e le altre, nell’aula bunker di Rebibbia  (in attesa della sentenza che lo condannerà poi a 24 anni di carcere per lesioni gravissime), raccontano come hanno imparato a fidarsi soprattutto di loro stesse. «In casa – prosegue lei – siamo tutte donne, non è stato semplice affrontare anche solo i timori legati alle perdite di sangue.

E il ciclo? Abbiamo capito che il virus non si trasmette così», spiega. «Invece – dice – ho dovuto parlare di incidenti stradali ai miei amici. Gli ho detto che se succede qualcosa devono portare gli altri fuori dall’auto e lasciare me dove sono, non toccarmi se sono ferita. Loro mi hanno rassicurata». Per vincere la paura, in fondo, basta poco.

Sorgente: Corriere della Sera

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