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QUANDO IN “CAMPO” C’E’ LA BANCA D’ITALIA I MASS MEDIA SI UNIFORMANO E I “BUONI” SONO TUTTI DA UNA PARTE SOLA 

In questi giorni l’importantissima vicenda di Banca d’Italia tiene banco sui mass-media con una lettura convergente. Come raramente capita. Il messaggio uniforme è: certo, nella vigilanza Banca d’Italia qualche omissioni l’ha compiuta, ma non è il caso di occuparsene perché – fidatevi – gli ultimi Governatori sono tutti “buoni” e il “cattivo” è uno solo: Matteo Renzi.

In questa storia le sgrammaticature compiute dal Pd sono tante. La regia della mozione parlamentare affidata alla figlia di un amministratore sotto inchiesta, una sottosegretaria seduta nel cuore dello Stato: incredibile. Una mozione parlamentare così impegnativa preparata all’insaputa del presidente del Consiglio, titolare della nomina del Governatore: grave, senza precedenti. La mozione probabilmente non poteva essere presentata? Controverso ma non irrilevante. E quanto all’avvicendamento di Ignazio Visco, da quel che trapela, si poteva ottenere per altra via: con una moral suasion. E la strada era già battuta in questo senso.

Queste storie, queste critiche le abbiamo lette, per fortuna, grazie ad un buon lavoro svolto dai giornalisti impegnati su questi temi. Ma al tempo stesso sarebbe stato interessante leggere e capire come mai negli ultimi 15 anni la gestione clientelare e criminale (titoli-spazzatura) di molti importantissimi istituti sia spesso sfuggita al controllo preventivo della Banca d’Italia. Semplice incapacità? Connivenza? Umana distrazione? Su entrambi i fronti di denuncia, sui media ci sono stati contributi non tifosi e difformi dal coro, (“La Stampa” e non solo), ma nel complesso il mondo dell’informazione è sempre timido davanti a questi ambienti.

Stiamo parlando di ambienti che fanno riferimento ad uno dei “patti” fondativi della Repubblica, quell’accordo nel 1945 tra Raffaele Mattioli e Alcide De Gasperi che sancì la divisione delle sfere d’influenza: i cattolici avrebbero tenuto le fila della politica, i laici avrebbero curato i propri interessi nella finanza, nel mondo dell’impresa e in quella editoriale.

Quando cattolici e laici interpreti di questo patto sono stati De Gasperi, Einaudi, Menichella, Carli, Ciampi, tutto è filato. Ma le crisi bancarie degli ultimi anni richiederebbero uno sguardo più largo da parte dei mezzi di informazione. – Fabio Martini

 

Sorgente – Ricerca di Facebook – Quando in “Campo” c’é la Banca d’Italia i mass media si uniformano e i “buoni” sono tutti da una parte sola

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