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Vivere fino a 140 anni? Si potrà Qualcuno già ci guadagna

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Aziende, chi può raddoppiare i ricavi. Casa in ripresa: le zone calde da Milano a Roma

di Giuditta Marvelli

Vivere fino a 140 anni può essere un sogno o un incubo (dipende dai punti di vista). Di sicuro è già un business, che avrà enormi implicazioni etico-sociali, battuto non solo dalle multinazionali della farmacia ma anche dai giganti della Silicon Valley, guidate da condottieri giovani, visionari e con grandi disponibilità finanziarie. L’Economia, in edicola domani con il Corriere della Sera, ha ricostruito un quadro della situazione e delle iniziative sul campo. Si va da Novartis, che ha appena ricevuto l’autorizzazione per una cura contro la leucemia che costa oltre 400 mila dollari, alle startup tenute a battesimo da Google e da altri nomi della tech community californiana, con dotazioni già superiori al miliardo di dollari per fare dare battaglia alla vecchiaia e per scovare l’elisir di quasi eterna giovinezza.

Il dilemma delle pmi, il fattore Iran e il Riso Gallo

Di ricostituenti e di idee brillanti hanno bisogna anche le aziende italiane, capaci di farsi valere quando la competizione globale è per pesi piuma, ma sempre più escluse se la taglia diventa grande. Che cosa si può fare per giocare meglio la carta delle dimensioni? Chi sarebbe nelle condizioni di raddoppiare il fatturato? Tra le storie di chi lavora per farsi conoscere e per crescere ecco quella della famiglia Astaldi, che costruisce la metro di Milano e che oggi in Cile sta lavorando al progetto del telescopio più grande del mondo. Poi ci sono gli ultimi piani della famiglia Preve, proprietaria del Riso Gallo e arrivata alla sesta generazione in azienda. Ferruccio de Bortoli, invece, affronta una vicenda singolare: la paralisi di 30 miliardi di investimenti destinati da diverse imprese italiane all’Iran. Dopo l’elezione di Trump il clima internazionale è cambiato, e la partnership di cui si è tanto parlato mesi fa rischia di rimanere solo un progetto.

Il duello nell’armadio tra Zara e H&M

Mentre nel capoluogo lombardo si chiude la prima edizione di Xl, la manifestazione che ha provato a unire il sistema creativo nazionale, iniziano le sfilate della settimana della moda femminile. Ma il duello più popolare negli armadi è quello tra H&M e Zara, le due multinazionali della moda a basso costo, che fa tendenza e, qualche volta, incrocia le griffe di alta gamma. Poi c’è l’atto secondo di Borsalino: il cappello di Bogart, il prodotto italiano più famoso nella Hollywood degli anni ruggenti, è ora gestito dal finanziere italo- svizzero Camperio. La regia e i protagonisti dell’operazione.

Apple: mille e non più mille

Mille miliardi di capitalizzazione: Apple sogna il traguardo che nessun titolo quotato al Nasdaq ha mai raggiunto. Ce la può fare se la scommessa del costoso iPhone X, appena lanciato, si rivelerà azzeccata. E ancora: Stefano Mauri, editore di Messaggerie, rivela che la nuova frontiera dei libri è antica come la carta oppure inedita come i libri da ascoltare in streaming, mentre gli ebook sono «superati». I prezzi delle case sono in ripresa.

Casa, prezzi in ripresa

Il mattone non dorme più: la mappa dei quartieri più caldi copre tutta la penisola, da Milano a Napoli. Intanto n Piazza Affari si mettono in luce i titoli che potrebbero beneficiare della web tax, l’imposta che l’Unione europea potrebbe riuscire a far pagare ai giganti della Silicon Valley che finora hanno fatto “sparire” i profitti generati nel Vecchio Continente.

Sorgente: Corriere della Sera

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