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Vaccini, basta una copia della mail o della raccomandata inviata alla Asl – Il Sole 24 ORE

ilsole24ore.com – Vaccini, basta una copia della mail o della raccomandata inviata alla Asl – –di

Basteranno anche una mail o una raccomandata inviata alla Asl, da presentare a scuola, per dimostrare la volontà di vaccinare i propri figli. Lo prevede una circolare emanata dai ministeri della Salute e dell’Istruzione, con le disposizioni per l’anno scolastico 2017/2018 per agevolare scuole e famiglie. La nota ministeriale arriva dopo il via libera del Garante per la privacy, che da oggi consente agli istituti scolastici e ai servizi educativi per l’infanzia di trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl per consentire la verifica della regolarità vaccinale.

La procedura
La procedura è la seguente: le scuole trasmettono gli elenchi degli iscritti alle aziende sanitarie. Le Asl li “spuntano” per verificare le singole posizioni vaccinali e per avviare le procedure previste dalla legge, tra cui la convocazione delle famiglie, o per pianificare le attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione richiesta. Risultato: procedure snellite e famiglie sgravate dall’onere di spulciare archivi di famiglia e confrontare certificati e calendari vaccinali in vigore nell’anno di nascita del bambino.

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In risposta alla richiesta della Regione Toscana
Il Garante per la privacy ha approvato un provvedimento urgente, in risposta alla richiesta formale presentata dalla Regione Toscana, che proprio nella direzione di un collegamento scuole-Asl si era mossa. Le nuove indicazioni dell’Authority consentono di anticipare la procedura che la legge 119/2017 – che ha reintrodotto l’obbligo vaccinale per 10 profilassi nella fascia d’età tra zero e 16 anni – ammetteva a regime soltanto a partire dall’anno scolastico 2019/2020.

«Con il nostro provvedimento – afferma il presidente Antonello Soro – è ora consentita la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle Asl. Al momento, invece, manca un’adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole. Resta naturalmente ferma la nostra disponibilità a esaminare ogni soluzione normativa che possa eventualmente introdurre ulteriori semplificazioni».

Le ulteriori prescrizioni dell’Ufficio
«Al riguardo – precisano quindi dall’Ufficio del Garante – si ricorda che se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge, i soggetti pubblici possono richiederci di esprimerci in questo senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare – con parere conforme dell’Autorità – che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy».

Dal Garante ricordano infine che le stesse aziende sanitarie, di propria iniziativa e in un’ottica di semplificazione, «possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole».

Autocertificazione solo per l’anno scolastico 2017/2018
Dopo il via libera del Garante è arrivata la circolare dei ministeri della Salute e dell’Istruzione. La nota prevede che solo per l’anno scolastico 2017/2018, «in alternativa alla presentazione della copia della formale richiesta di vaccinazione si potrà autocertificare di aver richiesto alla Asl di effettuare le vaccinazioni non ancora somministrate». La soluzione ha l’obiettivo di agevolare scuole e famiglie.

Basta anche mail o raccomandata a Asl con richiesta
Basteranno anche una mail o una raccomandata inviata alla Asl, da presentare a scuola, per dimostrare la volontà di vaccinare i propri figli. «Per agevolare le famiglie, per l’anno scolastico 2017/2018 – si legge nella circolare – la richiesta di vaccinazione potrà essere effettuata anche telefonicamente (purché la telefonata sia riscontrata positivamente, con un appuntamento fissato), inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica ordinaria (PEO) o certificata (PEC) di una delle ASL della regione di appartenenza o inoltrando una raccomandata con avviso di ricevimento».

Sorgente: Vaccini, basta una copia della mail o della raccomandata inviata alla Asl – Il Sole 24 ORE

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