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Usa e Russia alla guerra del gas – Magazine – ANSA.it

La richiesta di gas naturale è in crescita in tutto il mondo. La Russia di Putin è il principaleesportatore di metano e una bella fetta della ricchezza nazionale – e del suo peso politico -dipende dall’oro blu. Ma gli Usa, grazie alla rivoluzione dello shale gas, sono entrati nellapartita: ed è in corso un risiko globale per vincere la mano.

Tutti lo vogliono, molti lo cercano, pochi ce l’hanno. E se lo tengono stretto oppure lo vendono al miglior offerente. Perché è la fonte fossile di gran lunga più pulita e duttile, sempre più richiesta a livello globale. E’ il metano. Da questa estate al centro di una lotta feroce tra Washington e Mosca – per tacer di Bruxelles – a colpi di sanzioni e mastodontici gasdotti. La Russia è il primo paese esportatore di gas naturale, il secondo produttore poco dopo gli Stati Uniti. La Gazprom è il colosso incaricato dal Cremlino di gestire l’oro blu russo: economia e politica, in questo caso, vanno a braccetto. E per Mosca lo scacchiere sta diventando sempre più globale. Ecco perché il 2018 potrebbe essere il tassello d’inizio di una lunga guerra: la guerra del gas.

Stando agli ultimi dati – provvisori – dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) per il 2015, la produzione mondiale di gas naturale si attesta a 3.590 miliardi di metri cubi (o mmc) Al primo posto della classifica dei paesi produttori – sin dal 2009 – figurano gli Stati Uniti, con 769 mmc; sul podio seguono la Russia (638) e l’Iran (184); il resto della top-ten è composta da Qatar (164), Canada (164), Cina (134), Norvegia (122), Arabia Saudita (87), Turkmenistan (83) e Algeria (82). Se si guarda però alla classifica degli esportatori netti le cose cambiano e la Russia resta salda al primo posto (192 mmc) seguita da Qatar e Norvegia, entrambi con una quota da 115 miliardi di metri cubi. I paesi invece che importano più metano sono il Giappone (117 mmc), la Germania (73) e l’Italia (61). Seguono la Cina, la Turchia, la Corea, la Francia, il Messico, il Regno Unito e la Spagna. Insomma, l’Europa occidentale e i colossi asiatici. Che poi sono i mercati di riferimento dei paesi produttori. Il quadro di riferimento potrebbe però cambiare a breve e drasticamente.

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Sorgente: Usa e Russia alla guerra del gas – Magazine – ANSA.it

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