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Un appello dalle piazze in ostaggio «Basta, serve un presidio fisso» – corrierefiorentino.

corrierefiorentino. – sicurezza – Un appello dalle piazze in ostaggio. «Basta, serve un presidio fisso». Spaccio e violenze, Santo Spirito e Santa Croce chiedono più forze dell’ordine – di giulio gori

Pomeriggio, in Santo Spirito un uomo prova a vendere cocaina a una signora di 70 anni; al prevedibile rifiuto, lui la prende a insulti.

Ora dell’aperitivo, in via de’ Benci un ubriaco colpisce le auto parcheggiate con la catena di una bici. Notte fonda, in piazza Santa Croce due turiste straniere vengono assalite e scippate delle borse.

Due piazze, due centrali dello spaccio. Ma in Santo Spirito e in Santa Croce la droga porta con sé anche borseggi, rapine, risse, intimidazioni. Così, da entrambi i lati dell’Arno, si torna a reclamare con rabbia presidi fissi delle forze dell’ordine.

«Siamo soli, abbandonati — è l’appello del gestore di un bar notturno di via de’ Benci — La strada e la piazza sono in mano a un gruppo di venti pusher. Sono loro che comandano».

Succede che il cliente lasci i soldi sul tavolo del dehors e i malviventi arrivino prima del cameriere; succede di venire rapinati per strada col coltello alla gola per uno smartphone, o di essere accerchiati e borseggiati mentre si preleva al bancomat. Poi le risse continue tra i pusher.

 «Noi titolari dei locali da due anni chiediamo un presidio fisso della polizia, ma niente — prosegue — Ci siamo detti disponibili a pagarlo di tasca nostra, ma ci hanno risposto che per legge non si può fare.

Abbiamo anche pensato di pagare delle guardie giurate, ma sono inutili, non hanno alcun potere. L’unica soluzione è una volante, fissa, delle forze dell’ordine. Altrimenti non se ne esce».

Non solo spaccio e violenze, anche umiliazioni continue: «La panchina di pietra di via de’ Benci è l’ufficio degli spacciatori.

È territorio loro. Se uno si avvicina partono le battute, gli insulti». Così, le donne sole spesso scelgono di non passare da via dei Benci e attraversano Santa Croce dal lato della Basilica, ora che gli spacciatori si sono spostati dal sagrato alla fontana.

Al di là dell’Arno, in piazza Santo Spirito, già alle cinque del pomeriggio di ieri, mentre un clochard ubriaco è svenuto nel giardino, ecco spuntare un ragazzino in bici che punta i turisti per piazzare droga.

I commercianti per ora sono tranquilli: «Finché all’ora di andar via c’è ancora la luce non abbiamo paura. I problemi arrivano con l’autunno quando alle otto è buio». Prospettiva diversa per i residenti: «Lonely Planet dice che siamo il quartiere più cool del mondo?

Se è vero non lo so, ma quanto a cool..tellacci con gli spacciatori sono messi piuttosto bene».

L’appello alle istituzioni arriva dalla basilica di Santo Spirito: «Cosa deve ancora succedere perché si affronti il problema alla radice? Qui serve un presidio costante», dice padre Giuseppe Pagano.

«Ormai la sera evito di uscire in piazza perché mi urta vedere com’è ridotta. Gli spacciatori fermano persino i miei confratelli per vendere la droga. Non nego l’impegno delle forze dell’ordine, ma evidentemente c’è un problema di numeri.

È la politica che deve ristabilire le proprie priorità, i valori». Il 6 settembre, padre Giuseppe si vedrà con l’assessore comunale alla sicurezza Federico Gianassi: «Una cosa dev’essere chiara, non è più tempo di analisi, è tempo di soluzioni.

E qui, oltre alle forze dell’ordine, servono iniziative culturali e sportive in piazza. Le famiglie devono riappropriarsi di questo luogo. Ma non una volta ogni tanto, altrimenti è solo uno spot inutile

….

Così Roma rischia di morire

Sorgente: Corriere della Sera

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