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Trump trombone e il gelo con Cuba, nemico utile 

La presidenza Usa del ‘disfare’: distruggere quello che ha fatto Obama. Trump ricrea il gelo con Cuba: non andateci, ‘nuoce alla salute’. Sul ‘mangiano i bambini’, ci sta pensando. Dopo il minaccioso discorso all’Onu, stop ai visti e via il 60% del personale dall’ambasciata all’Avana. I presunti «attacchi acustici» ai diplomatici.

Programmi interni ed esteri vaghi, sostanzialmente irrealizzati, ma un linea della presidenza Trump è chiara: disfare tutto quanto di buono o di criticabile ha fatto il predecessore Barak Obama. E la differenza di ‘abbronzatura’ tra i due presidenti, probabilmente non è irrilevante. Tutto ciò che è Obama e anche solo vagamente ‘progressista’, innovativo. Ed ecco che Donald venerdì ha congelato a tempo indefinito i rapporti diplomatici con Cuba, ristabiliti nel 2016 dal presidente Obama.
La Casa biancaha annunciato che verrà sospesa l’emissione di visti nella sua Ambasciata all’Avana, ordinando il rientro in patria del 60% del corpo diplomatico. Inoltre stop ai viaggi delle delegazioni ufficiali incaricate di far progredire la normalizzazione dei rapporti tra i due paesi. E l’ invito ai cittadini Usa a non recarsi a Cuba per timore di probabili «attacchi» alla loro salute negli hotel dell’isola.

Torna l’isola del male. Trumpismo che riporta le relazioni diplomatiche con Cuba al clima della guerra fredda. Formalmente legato ai supposti «attacchi acustici» che avrebbero provocato seri danni all’udito e traumi a più di una ventina di diplomatici americani in missione nell’isola. Tali attacchi sarebbero iniziati alla fine del 2016 e sarebbero proseguiti, secondo speculazioni della Cnn, anche lo scorso agosto.
Solo che nessuno, nemmeno i servizi di sicurezza degli Usa, invitati a Cuba dal presidente Raúl Castro per indagare sui supposti attacchi, è riuscito a produrre una minima prova. Come pure nessuno ha prodotto una ragione valida per cui il governo cubano, impegnato in un processo di normalizzazione con gli Usa giudicato strategico per la sua economia, possa avere autorizzato tali provocazioni.

Lo ha spiegato il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, nell’incontro con il Segretario di Stato Rex Tillerson. Il quale, secondo fonti cubane, avrebbe accettato le argomentazioni cubane, ma si sa che alla Casa Bianca c’è chi ragiona a modo suo, molto personalizzato per modi e interessi. Ancora una volta Trump ha dato ascolto ai duri dell’anticastrismo della Florida, in particolare al senatore Marco Rubio che guida una commissione che potrebbe mettere il naso negli affari del magnate presidente.
Non piccoli piccoli interessi privati in cose d’ufficio, che non è solo vizio italiano, vediamo. E anche se in questo caso c’è in ballo un pezzo di pace in un pezzo di continente americano.

Per Cuba, all’Onu, Trump aveva rilanciato il vecchio tema degli Usa «difensori internazionali dei diritti umani», salvo dimenticanze e distrazioni dalla parti dell’Arabia Saudita, tanto per non fare nomi. Granma, il quotidiano del Pc cubano, giovedì ha pubblicato un’intera pagina con il titolo «Cuba mette in guardia dalla politicizzazione dei supposti incidenti con diplomatici degli Usa all’Avana». Nell’articolo si afferma che «nonostante la mancanza di ogni prova e l’opinione contraria dei maggiori specialisti», l’ipotesi di un «attacco acustico» con «sofisticate armi soniche» continuava ad essere agitata dai mass media statunitensi. E che Cuba confermava la sua disponibilità a cooperare. Invano.

Argomenti ignorati da Trump, che ha deciso di usare una sorta di «arma turistica» per colpire l’economia cubana a seguire l’uragano Irma, che ha investito il 70% del territorio cubano e ha procurato danni immensi che incidono sulla fragile economia impegnata a recuperare sulla stagnazione del 2016, seguita alla crisi del Venezuela. Il turismo, assieme agli investimenti esteri specie nel campo energetico, è uno dei settori sul quale punta il governo per rianimare l’economia. Tanto che ha messo al primo posto gli interventi di riparazione del settore alberghiero in modo che sia pronto a ricevere i turisti per l’alta stagione che inizia a novembre. Molto difficile che si possa raggiungere per il 2017 l’obiettivo sperato di 4,7 milioni di turisti. E che una maggiore partecipazione della Russia ai piani di sviluppo economico dell’isola –la settimana scorsa sono stati siglati sei accordi per incrementare i rapporti commerciali– possa compensare gli attacchi americani.

Sorgente: Trump trombone e il gelo con Cuba, nemico utile – Remocontro

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