“A noi le strade a voi il privè”. E’ la scritta che compare su uno degli striscioni portato in corteo da circa trecento manifestanti la scorsa notte, a Torino.

E’ l’inizio della “Street Parade”, tre giorni di proteste contro contro il G7 in corso alla Reggia di Venaria. I partecipanti hanno sfilato fino oltre mezzanotte nel quartiere San Salvario e sul lungo Po dei Murazzi, per poi raggiungere zona Vanchiglia.

E non sono mancati momenti di tensione: lanci di uova, cassonetti capovolti e slogan contro le forze dell’ordine. Dietro le proteste c’è la regia dell’assemblea Reset G7 che su Facebook annuncia anche iniziative “a sorpresa”, oltre a quelle previste.

Durante il percorso, i dimostranti hanno deviato in via San Massimo per tentare di raggiungere piazza Carlina, dove soggiornano le delegazioni internazionali che partecipano al summit.

Dopo una lunga trattativa con la polizia, che ha schierato il reparto mobile in assetto antisommossa, sono tornati indietro.

Nel percorso sono state lanciate delle uova contro la sede della Fondazione Agnelli che ospita la sede di Foodora. Ed è spuntato anche uno striscione con la scritta “Cisl e Poletti odiano i giovani”, attaccato proprio sotto la sede del sindacato.

Tanti gli slogan contro le forze dell’ordine mentre alcuni cassonetti dell’immondizia sono stati rovesciati. In via Madama Cristina si è registrato il momento di maggior tensione: un supermercato Carrefour è stato simbolicamente chiuso con del nastro adesivo in segno di protesta “contro lo sfruttamento dei lavoratori da parte delle multinazionali”.

E ci sono stati anche attimi di agitazione – senza nessuno scontro – quando gli antagonisti hanno urlato contro gli agenti della Digos, affinché abbandonassero il corteo.

Quello di ieri sera è stato solo il primo momento di una serie di manifestazioni di protesta previste per i prossimi giorni. Già questa mattina, sempre a Torino, la giornata al preso il via con il corteo studentesco nazionale con partenza da piazza XVIII dicembre.

“Noi giganti, voi sette nani”: è lo striscione  degli studenti che sfila per le strade del centro.

“Della vostra zona rossa non me ne frega niente”, “Voi nelle regge, noi nelle piazze”, “Torino è la mia città, voi ministri che ci state a fà?”, sono alcuni dei cartelli, molti contro il ministro Poletti, che proprio oggi presiede alla Reggia di Venaria il summit sul lavoro, ultimo appuntamento della Innovation Week Italian.

In mattinata, a Porta Nuova, è annunciata anche un’iniziativa No Tav. Nel pomeriggio un’altra manifestazione alla porta 2 della Fiat e un presidio all’Ilo. In programma c’è anche un incontro con il ministro del lavoro Poletti.

Mentre la giornata di domani 30 ottobre arriverà il momento clou. Alle 10.30 è prevista l’assemblea Reset – l’organizzatrice delle proteste – terrà un presidio al mercato di corso Cincinnato.

Per il primo pomeriggio è annunciato poi il corteo unitario contro il G7 del lavoro con partenza da largo Toscana e destinato nelle intenzioni dei manifestanti a raggiungere la Reggia di Venaria.

Lanci di uova, slogan contro le forze dell’ordine e cassonetti rovesciati

Con il corteo di sabato pomeriggio “speriamo di festeggiare la cacciata dei nuovi nobili dal loro palazzo”. È quanto ha affermato in una nota l’Assemblea Reset G7. Il summit del lavoro  “resterà alla storia come il vertice che scappa”.

Per gli organizzatori della protesta a partire “dal menu, al luogo di svolgimento ai contenuti”, il G7 “è stato costruito per evitare le proteste a riprova della debolezza di un summit che si è rivelato come un vero e proprio schiaffo ai milioni di disoccupati, precari e lavoratori del nostra paese”.

“Ci sono serie possibilità – si legge nella nota – che sabato assisteremo alla capitolazione definitiva del vertice della vergogna: Poletti, Fedeli e gli altri nuovi nobili barricati nella reggia proveranno a piegare armi e bagagli andando via in anticipo su quanto annunciato da settimane?”.