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Tiburtino III donna inventa tutto: non c’è stato nessun lancio di pietre

La sua versione aveva causato un vero e proprio assedio al centro di accoglienza della Croce Rossa

Il pubblico ministero Alberto Galanti l’ha iscritta nel registro degli indagati. Pamela Pistis, 36 anni, era la donna che, per prima, aveva denunciato il lancio di pietre da parte di un eritreo di 40 anni nei confronti di alcuni bambini che stavano giocando presso il centro di accoglienza della Croce Rossa in via del Frantoio, nel quartiere Tiburtino III, all’estrema periferia di Roma. La donna aveva anche detto di essere stata sequestrata per un breve periodo di tempo all’interno dello stesso centro. Le sue parole e la sua denuncia avevano fatto partire immediatamente una protesta tra i residenti del quartiere che erano andati ad assediare la struttura che ospita i migranti. In quei momenti – l’episodio è avvenuto lo scorso 29 agosto – l’uomo eritreo di 40 anni era stato ferito.

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TIBURTINO III, LA RICOSTRUZIONE DEGLI INVESTIGATORI

Le accuse per la donna sono di lesioni aggravate dall’uso di un’arma. È stata lei, infatti, secondo la perizia, a colpire il 40enne con un tondino di ferro (e non con un coltello come si credeva in un primo momento) raccolto a terra. L’eritreo, poi, era stato trasportato in ospedale, dove era stato sottoposto alle cure del caso. Lì, ascoltato una prima volta dai carabinieri, aveva raccontato di non aver mai lanciato pietre contro i bambini.

Gli investigatori hanno ricostruito la dinamica dei fatti. Le cose, quel pomeriggio sono andate più o meno così: l’uomo di 40 anni, affetto da disturbi mentali, veniva preso in giro da un ragazzino di 12 anni – nipote della donna indagata – perché stava raccogliendo da terra alcuni mozziconi di sigaretta. L’uomo, a quel punto, ha reagito simulando soltanto il lancio di una pietra. Quindi, la donna, sollecitata dal racconto del bambino, si sarebbe scagliata contro l’eritreo. Da lì il parapiglia, con Pamela Pistis che viene invitata da coloro che occupavano il centro ad aspettare le forze dell’ordine: sarebbe stato questo il presunto rapimento di cui la donna ha parlato agli investigatori.

TIBURTINO III, RESTA ALTA LA TENSIONE NEL QUARTIERE

Tiburtino III, un quartiere alla periferia di Roma, è stato recentemente al centro di scontri tra gruppi di destra e di sinistra sull’ospitalità dei migranti. E la tensione, nonostante la ricostruzione degli inquirenti, resta alta: ieri, nel corso di una preghiera per la pace organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio, a cui partecipavano gli ospiti del centro della Croce Rossa, c’è stato un sit-in di protesta davanti alla chiesa di Santa Maria del Soccorso. Tra i manifestanti, sarebbe stato riconosciuto anche il noto esponente locale di Forza Nuova Giuliano Castellino.

Sorgente: Tiburtino III donna inventa tutto: non c’è stato nessun lancio di pietre

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