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Sos violenza a Roma, Raggi: “Più telecamere”. Ma il Comune dimentica di fare richiesta –  roma.repubblica.it

roma.repubblica.it – Sos violenza a Roma, Raggi: “Più telecamere”. Ma il Comune dimentica di fare richiesta.

Dopo lo stupro della donna tedesca. Polemica con la Regione: “Domanda per il bando fuori tempo” – di LORENZO D’ALBERGO e GIOVANNA VITALE

Alla vigilia del primo Comitato per l’ordine e la sicurezza convocato in prefettura dopo l’escalation di stupri che ha proiettato Roma al centro delle cronache nazionali, la giunta Raggi scivola proprio su uno dei suoi cavalli di battaglia: le risorse necessarie a dotare la città di un sistema di occhi elettronici capace di scoraggiare i reati e far sentire le donne più protette.

Una gaffe che fiaccherà le richieste della sindaca e indebolirà l’articolato dossier basato su più telecamere e controlli confezionato per l’occasione.

Colpa di Margherita Gatta, l’ultragrillina assessora ai Lavori pubblici che ha “bucato” la gara da 2 milioni sulla videosorveglianza, bandita dalla Regione Lazio.

Alla procedura hanno partecipato 254 comuni e 12 dei 15 municipi di Roma. E il Campidoglio? Non pervenuto. Il termine per partecipare è scaduto venerdì scorso.

Ma il progetto dell’amministrazione grillina per vigilare a distanza l’area del Colosseo è arrivato soltanto oggi. A termini ampiamente scaduti.

La ricostruzione dell’intera vicenda, condita da una feroce polemica a distanza tra sindaca e governatore, parla chiaro.

Due giorni prima della scadenza, il 13 settembre, in Regione arriva soltanto una comunicazione di Raggi che informa di aver delegato il dipartimento Simu (Sviluppo, infrastrutture e manutenzione urbana) a partecipare al bando.

Carta straccia perché serve il progetto: protocollato dal Comune il giorno successivo, resta però chiuso in un cassetto. L’assessora Gatta, forse convinta che la pratica fosse chiusa con il passaggio precedente, in Regione non lo spedisce.

Se ne accorgerà quattro giorni dopo, ieri mattina. E solo dopo che la capogruppo dem Michela Di Biase annuncia una interrogazione urgente sulla «grave disattenzione » della giunta capitolina. Lo staff grillino entra allora nel panico. Chiede lumi al Dipartimento Simu.

Dove però gli viene assicurato che è tutto a posto, il Pd ha preso un abbaglio. Agli uomini della sindaca non sembra vero.

AUGIAS Quell’orribile scempio nel cuore verde di Roma

Foto Il luogo dov’è avvenuta l’aggressione

Parte subito una nota di smentita per ribadire che «il Comune di Roma ha dato seguito tempestivo alla pubblicazione del bando regionale» e sottolineare pure che «i fondi destinati alla capitale, municipi inclusi, ammontano a 300mila euro, ovvero 50mila euro per ciascun singolo progetto.

A conti fatti, una cifra sicuramente modesta rispetto alle reali necessità di Roma».

Uno schiaffo. Destinato però a tornare indietro come un boomerang. Capito l’errore, alle 16,39, pochi minuti dopo la nota piccata del Campidoglio, dal dipartimento Simu parte una posta elettronica certificata indirizzata alla Regione con il progetto mancante. Sarà la stessa Pisana a comunicare data e ora della ricezione «per ristabilire la verità dei fatti».

Risultato? Il Campidoglio resta fuori dal bando sulla videosorveglianza. In compenso oggi partirà un provvedimento disciplinare per il dirigente che doveva spedire la mail e non l’ha fatto.

Non proprio un buon viatico per la sindaca Raggi, che oggi in prefettura tornerà a invocare «leggi speciali» per Roma e «più forze dell’ordine» nelle periferie.

Rilanciando l’idea di chiedere una mano ad Acea per installare sui nuovi pali della luce a led telecamere (50 i prototipi che la multiutility sta testando) e promettendo nuove assunzioni di vigili urbani per il monitoraggio della movida: 300 nel 2018 e altri 314 nel 2019.

«Ma, se il governo ci aiuterà sul piano di riequilibrio e taglierà i vincoli, potremmo prenderne anche di più», spiegano dal Comune.

Anche polizia e carabinieri chiederanno un cambio di passo sul tema della videosorveglianza. Perciò ok alle 487 telecamere sui bus riattivate prima dell’estate e nelle tre linee della metro. E via libera a quelle sui lampioni.

Più efficaci in termini di tempestività dell’intervento. Insieme si procederà alla mappatura delle zone più a rischio per ridurre il campo di azione, indicare le aree da sorvegliare con più attenzione e gestire al meglio le forze in campo.

Poi ci sono gli interventi di contorno: un maggiore coinvolgimento dei minicomitati per la sicurezza dei municipi (già accorpati in macroaree), la sensibilizzazione degli operatori del trasporto pubblico e un programma informativo destinato alle turiste con locandine “antistupro” tradotte in più lingue da distribuire nei locali del centro storico.

Un ultimo ordine è diretto agli agenti e ai carabinieri che operano sul territorio: dovranno sgomberare gli eventuali giacigli di fortuna in cui si imbatteranno durante i pattugliamenti.

Sorgente: Sos violenza a Roma, Raggi: “Più telecamere”. Ma il Comune dimentica di fare richiesta – Repubblica.it

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