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Senza nome il migrante è una non-persona – nigrizia.it

nigrizia.it – Senza nome il migrante è una non-persona – di Marco Aime

movimenti xenofobi

Xenofobia è un termine composto da due parole greche xenos (che vuol dire straniero) e phobos (che significa paura). Quindi è la paura dello straniero. Paura, secondo la definizione della Treccani, che si manifesta attraverso comportamenti e atteggiamenti di rifiuto nei suoi confronti fino a generare il pregiudizio.

«Il migrante è un gerundio». La frase era stata pronunciata da Matteo Salvini il 4 giugno 2015, ospite del programma Virus, su Rai Due.

Il disprezzo e l’ignoranza della lingua italiana sono le colpe minori; ciò che è peggio è lo svilimento dell’esistenza altrui, la riduzione di persone a errore grammaticale.

Fa parte di un bagaglio lessicale tipico dei movimenti xenofobi, le cui retoriche comunicative non solo sono finalizzate all’esclusione dell’altro, ma sono anche mirate alla sua riduzione, alla sua disumanizzazione.

Termini come “migranti”, “clandestini”, “extracomunitari” finiscono per creare categorie generaliste, informi, enormi contenitori verbali, che ammassano storie e aspirazioni, vicende e progetti di persone quanto mai diverse tra di loro. In questo modo si toglie a quegli uomini e a quelle donne la “personalità”, riducendole così a non-persone.

«Perché un nome è perduto per sempre se nessuno lo chiama», cantava il mio amico Gianmaria Testa. Ecco, non chiamare quelle persone per nome è l’ultima violenza che si possa fare a chi già ha sofferto.

«C’è infine, quando si ha fame e si ha sete, qualcuno per scacciarvi», scriveva Arthur Rimbaud e chi fugge da dittature, miseria, guerra lo trova nei molti che continuano a sbandierare il vessillo dell’autoctonia, come se ci fosse qualche merito nell’essere nati in un luogo piuttosto che in un altro.

Il luogo, poi, cambia i suoi confini a seconda delle convenienze: prima gli italiani, prima i padani, prima i torinesi… Una geografia ad assetto variabile sulla base delle convenienze elettorali.

«Sono clandestini», ha continuato Salvini. «L’etimologia della parola “clandestino” – ha detto lo scrittore di origine algerina Tahar Lamri – indica chi si nasconde di giorno, chi si intrufola, chi è in agguato per fare del male.

Noi stiamo parlando di persone che non hanno documenti e che in altri paesi come la Spagna o la Francia sono chiamati “Sans papiers”».

A proposito, non sono proprio quelli della Lega a dire che bisogna fare un esame di lingua italiana agli stranieri che vogliono vivere qui?

Sorgente: Senza nome il migrante è una non-persona – nigrizia.it

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