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Prima Pagina – Il Manifesto e i primi articoli online

Dopo il pericoloso test atomico di Kim Jong-un, è effetto domino tra i Paesi che hanno l’atomica. All’Onu gli Usa chiedono «misure più dure possibili». Reazione di Russia e Cina: via diplomatica, no all’uso della forza. Trump rimprovera la moderazione di Seul costretta così a bombardare il confine

Europa

In Germania è già Grosse Koalition

Guido Caldiron

Svanito l’«effetto Schulz», nel dibattito tv la cancelliera Merkel e il candidato dell’Spd d’accordo quasi su tutto. E con la sinistra che arranca, avanza la destra xenofoba: l’AfD punta a farsi terzo partito

La svolta di Tsipras: erede di Andreas Papandreou

Teodoro Andreadis Synghellakis, Fabio Veronica Forcella

Per il premier di Atene il leader socialsita ebbe la capacità di difendere la coesione sociale in un momento difficile dicendo addio alle idee radicali

Internazionale

Gli Usa a Pyongyang: «Basta dialogo». Cede anche Seul

Marina Catucci

Stati uniti, Francia e Gran Bretagna d’accordo su nuove sanzioni. Disaccordo interno alla Casa bianca sull’intervento militare. Il presidente pacifista Moon autorizza simulazioni di un attacco contro il sito del test nucleare, ma Kim non arretra: possibili nuovi lanci di missili il 9 settembre e il 10 ottobre

Al-Sisi accolto dai Brics. E sale l’export verso l’Ue

Chiara Cruciati

Al summit cinese il presidente egiziano esalta le riforme economiche dell’Fmi ma non cita i 20 milioni di poveri. Durante l’incontro con Putin, annunciata la finalizzazione dell’accordo per la prima centrale nucleare del paese. Intanto un altro giornalista scompare nelle maglie della repressione e 405 siti web restano offline

Russia e Cina presi in contropiede da Kim ma duri: «No a repliche sbagliate»

Yurii Colombo

Uniti su «One Road One Belt», ma la crisi nella penisola coreana ha modificato l’agenda del summit. Contraddetto il vertice voluto da Xi sulla strategia economica comune con Mosca. Messaggio a Washington:«Rigettiamo qualsiasi ulteriore sanzione verso il regime di Pyongyang e qualsiasi soluzione che implichi l’uso della forza»

Commenti

Il grande e sporco gioco atomico

Manlio Dinucci

Mentre Pyongyang viene denunciata come unica fonte di minaccia, una ristretta cerchia di Stati mantiene l’oligopolio delle armi nucleari: chi le possiede minaccia chi non ce le ha e è sempre più probabile che altri cerchino di procurarsele e ci riescano. Oltre ai nove paesi che le posseggono già, altri 35 sono in grado di costruirle.

Bello essere moderni se lo si sopporta

Massimo Bacigalupo

All’età di 90 anni è morto a Hudson il poeta e critico d’arte John Ashbery. L’ultimo suo libro è la raccolta «Commozione degli uccelli»

Venezia 74

A lezione di democrazia con Frederick Wiseman

Cristina Piccino

In concorso per la prima volta il nuovo lavoro del grande documentarista «Ex Libris – The New York Public Library». Incontri e seminari nella grande biblioteca della Grande mela diventano un racconto che è anche una precisa analisi politica dell’America

Addio Gastone Moschin

Redazione

Morto a 88 anni in un ospedale l’attore che aveva esordito negli anni Cinquanta. Teatro, doppiaggio e cinema, la grande popolarità con il personaggio di Rambaldo Melandri nel film di Monicelli «Amici Miei»

Il jazz italiano contro il sisma

Luigi Onori

Da Paolo Fresu e Daniele di Bonaventura a Peppe Servillo e i Solis String Quartet, quattro giornate di solidarietà per le popolazioni colpite dai terremoti

Sorrisi e lacrime, la terza età in fuga dal mondo

Cristina Piccino

In concorso «Ella & John» di Paolo Virzì, viaggio on the road di una coppia matura formata da Helen Mirren e Donald Sutherland. «Una famiglia» di Salvatore Riso, melò con Micaela Ramazzotti costretta dal compagno Patrick Bruel a vendere i figli

Guédiguian e il sapore amaro della sconfitta

Silvana Silvestri

In concorso per la prima volta a Venezia, il regista di «Marius et Jeannette» in «La villa» mette al centro la vecchiaia insieme al cambiamento dei tempi e alla perdita degli ideali

L’Ultima

Il pane o la guerra

Claudio Canal

Agosto 1917, mentre «il Piave è il cimitero della gioventù» a Torino è rivolta, con le operaie in prima fila al canto di «Prendi il fucile buttalo per terra». Barricate ovunque, insorti armati: 41 morti, duecento feriti, centinaia di arresti

Sorgente: Prima Pagina – Il Manifesto | Giornalone

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