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Il Pd non tradisca sullo ius soli

Non mi rassegno all’ipocrisia e all’opportunismo sulla pelle dei nuovi italiani

Tra un mese esatto saranno passati 2 anni dall’approvazione alla Camera della riforma in materia di cittadinanza. Una riforma necessaria e urgente, nata dal basso, attraverso una proposta di legge popolare che ha raccolto in poco tempo 200 mila firme.

Quando sono stato eletto nel 2013 l’impegno elettorale che il Pd, il mio partito, si era preso era di far approvare la riforma della cittadinanza entro i primi 100 giorni di governo. Insomma, quando siamo entrati in Parlamento, nel marzo 2013, pensavamo che avremmo avuto una nuova e buona legge entro l’anno.

Poi, tutti sappiamo come è andata e così non è stato, i tempi sono stati più lunghi e le mediazioni più complesse e impegnative.

Ma siamo arrivati comunque all’approvazione del nuovo testo di legge il 13 ottobre 2015, un testo che introduce lo ius soli temperato per chi nasce o cresce in Italia, una legge che punta tutto sull’integrazione e le politiche di cittadinanza perché, noi lo sappiamo da tempo, sono gli antidoti più forti contro la radicalizzazione e le devianze violente. Una legge che è capace di guardare in faccia l’Italia di oggi, un’Italia plurale e multi religiosa, un’Italia che ha bisogno di conoscersi e dialogare per non cadere nella trappola dell’odio reciproco.

Sono circa 800 mila i ragazzi che aspettano questa riforma, parliamo di giovani e giovanissimi italiani senza cittadinanza, ragazzi che frequentano le nostre scuole, giocano a calcio con i nostri figli e sono stanchi di aspettare e di essere trattati come ospiti, come italiani di serie B, che necessitano di un permesso di soggiorno per poter vivere nel Paese nel quale sono nati, che amano e sentono come casa loro.

La politica della paura portata avanti in questi anni dalla Lega e dalla destra più radicale – con il benestare del Movimento Cinque Stelle che si è astenuto alla votazione alla Camera – ha reso più complesso l’iter di approvazione della legge, anche se questa legge, a dirla tutta, non c’entra nulla con l’immigrazione perché è stata pensata per i bambini e i ragazzi la cui unica colpa è di essere figli di immigrati senza cittadinanza italiana.

Sono passati due anni ormai, e siamo davvero al rush finale, anche perché la legislatura sta finendo.

Non ci rassegneremo all’ipocrisia di chi antepone strampalati discorsi sulla sicurezza alla necessità di diritto di questi ragazzi, è tempo che l’Italia riconosca questi suoi figli e stringa un patto con le seconde generazioni, un patto che ci tuteli dai rischi della radicalizzazione e restituisca a questi ragazzi il posto che a loro spetta all’interno della collettività.

È importante che il Partito Democratico faccia la sua parte, con coraggio, chiedendo al Senato l’approvazione immediata di una legge buona e importante nella quale il nostro partito ha sempre creduto e sulla quale abbiamo molto lavorato in Commissione.

Oggi alle 14 sarò al loro fianco nel sit in che hanno organizzato a Piazza Montecitorio per sostenere questa battaglia di civiltà, non vogliamo più aspettare: è tempo di coraggio e di diritti.

Sorgente: Il Pd non tradisca sullo ius soli

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