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Oreste Scalzone – …Et voila, la ‘visione’

…Et voila, la ‘visione’,Diceva Jean-Paul Sartre:”Quando Dio tace, gli si puo’ far dire quello che si vuole.”‘idea forza di una sorta di ”teologia della migranza”(con riferimento alla ”teologia della liberazione”)di cui qualcuno aveva appena parlato riferendosi a Bergoglio ”Papa Francesco”, sembra già ‘capitolo chiuso’.Si è difronte ad una giravolta che sa di voltafaccia.Devo dire, e senza ‘états d’âme’ – né compiaciuti”come volevasi/dovevasi dimostrare”,né dis-illusioni sbigottite da riposte aspettative disattese –,che questa appare proprio come una penosa piccinerìaassai ‘cheep’, un affrettato allinearsi a…un Minniti,addirittura elogiando l’abietta ‘connection’ con lo schiavismo delle bande di tagliagole statali di Libia.La velocità ormai vertiginosa di voltafaccia,contro-voltafaccia, ri/controvoltafaccia è(così come il ginepraio di doppiezze in cui LorSignori stessi sembrano perdersi come in labirinto di specchî nelle nebbie), propria della Ragion geo-strato-politica e del suo riflessonel ”mercato politico interno”.Ecco un altro Capo-di-Stato (ché anche questo è Bergoglio),che fa il suo mestiere. Fine di un miraggio.Della cessione d’indipendenza, di capacità di tessitura d’autonomia, di vita e azione comune, ad un altro ”campionee demiurgo della liberazione umana”,del ”riscatto degli ultimi delle periferìe del ondo e delle città”… Voila : aiuterà forse ad imparare a non avereo credere di avere ”santi in paradiso” quali che sianoe comunque si chiamino e qualsivoglia ‘cosa’ professinoe veste indossino…Una ‘digressione’, divagazione apparenteCome tanti termini, ‘parole-chiave’ logorati, usurati dall’abuso inflattivo, da polisemìe moltiplicantesi, da stupri sematici’,da mal/intesi, contraffazioni e sterilizzazioni, il polisenso”u-topia”, usato al dritto o al rovescio, è divenuto inaudibile. Cionondimeno, il ”mai visto”, se è separato dal correlato”eu-topia”, luogo di perfezione assoluta,paralizzante nel suo inseguire disincarnate inattingibiliaccecanti purezze, non necessariamente escludedi accostargli la parola ”ancora”.Per contro, l’antonimo ”dis-topìa” è quanto di più visto,replicato nelle più diverse variazioni su tema|…In ogni caso – facciamo qualche esempio –« Le società contro lo Stato – ricerche di antropologia politica » di Pierre Clastres, così come « Zomia,o l’arte di non essere governati »* di James C. Scott[*♪ differita] muovono da rilevazioni etnografiche,o di ‘geografia umana’, da cui si dipana un percorso antropologico e una concettualizzazione filosofica.E ancora : soprattutto, le Comuni insurrezionali hanno vissuto, sia pure come lucenti meteore.E nella loro folgorante intensa breve durata(così come forme pregresse, anche remote di ‘vita comune’) sono state, consistenti su un piano d’immanenza.Sono state, concretamente, dei ”distesi cronotopi”di libera comunanza, di tessitura di comune autonomia.Mentre l’im-pensabilità di ‘altra cosa’ che Governo, Stato, verticalità, irradiazione dall’alto, gerarchìa,Poteri costituentisi e pervenuti a costituirsi,coazione alla performatività utilitaristica(così come Lavoro, Denaro, Merce, Democrazia||…e fermiamoci qui), questa ‘impensabilità’ a me pare una sortadi ‘zavorramento’, di muro nelle teste, come un pregiudizio superstizioso.Tutti questi concetti, questi paradigmi, le loro incarnazioni storiche, sono qualcosa di già visto e ri-visto,fino alla nausea : e francamente a me pare impressionanteche da una tale regolarità (nelle più diverse variazioni su tema) non si inferisca – se non vogliamo dire una ‘legge’,e nemmeno una ‘previsione’ –quantomeno una disincantata estraneità,un rifiuto di passare da un autoillusionismo al successivo.Non avendo folle di certezze categoriche assolute –e comunque la benché minima presunzione di avere strumenti adeguati a questa ‘sicurezza’ (o sicumèra) –non lancio in giro giudizî sprezzanti, liquidatorî ;piuttosto, devo dire che per quanto concerne personeper le quali, per le loro pratiche di vita e d’azione,ho amicizia e rispetto autentico, questo che percepiscocome acecante autoincantamento mi turba||…Quello che vorrei, sarebbe una sorta di ‘epoché dei partiti presi’ e degli investimenti passionali e delle contrazioni identitarie|…|, per poter dar luogo ad un campo della controversiain spirito di ricerca, di tentativo quantomeno di chiarificare, delucidare, e al netto di tutto, capirsi un po’…(Questo, evidentemente fra quanti e quante manifestamentenon sono mossi da ”interesse privato”, ruoli istituiti,funzioni e relative false coscienze, ‘economie politiche’in senso allargato, tra ‘utili’ e ‘beneficî secondarî’|…).E stoppiamola qui, ché si deve andare, ‘la rue’ comincia a muoversi sulla piazza di Parigi (Paris, France)…[→ Continua, ‘a singhiozzo’]

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