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milano biblioteca alberi semina dei milanesi – Corriere.it

milano.corriere.it – Il progetto – Domenica cittadini chiamati a realizzare un parco di 9,5 ettari –  di Maurizio Giannattasio

È una Biblioteca particolare. Dove ognuno potrà portare il suo contributo. Solo che non ci saranno libri. E neanche scaffali. A dir la verità non si tratta neanche di una vera biblioteca.

È un parco.

Quello che diventerà il terzo per estensione del centro cittadino. In questo caso la parola «città» va sottolineata. Perché saranno proprio i milanesi di buona volontà a seminarlo. Domenica da contadini.

Chi vorrà potrà partecipare alla «semina collettiva» dei prati della Biblioteca degli Alberi, l’ultimo tassello di quella trasformazione urbanistica che ha modificato lo skyline della città: Porta Nuova.

La Fondazione Riccardo Catella ha invitato i milanesi alla semina collettiva dei prati del futuro parco incastonato tra il Bosco verticale, la torre Unicredit e quella piazza molto glamour che risponde al nome di Gae Aulenti, l’architetto del Musée d’Orsay.

L’ultimo tassello di un’operazione urbanistica che ha trasformato una ferita nel centro di Milano in una copertina di The Architectural Review.

C’erano e ci sono i grattacieli, c’era e c’è la piazza, c’era e c’è il mix abitativo tra nuovo e antico.

Mancava il parco. Il cuore di una fruibilità pubblica rimandato per troppo tempo a causa di ritardi e bonifiche andate per le lunghe : 9 ettari e mezzo, 450 alberi di 19 specie arboree differenti, 34.800 metri quadrati di prato e circa 90 mila tra siepi, arbusti, rampicanti, piante acquatiche e ornamentali progettati da Petra Blaisse e Piet Oudolf.

Si parte con la semina dei 3.500 metri del prato. Si procederà a novembre con piante e alberi. Conclusione: agosto 2018. Ogni volta con l’occhio attento al calendario astronomico.

Qualcuno lo definisce il nuovo giardino botanico di Milano vista la biodiversità che animerà i 95 mila metri quadrati: frassino, pioppo nero, carpino bianco, cipresso calvo, storace americano, ginkgo biloba, betulla dell’Himalaya, liriodendro, pino nero , pioppo bianco, corniolo, bambù, piante aromatiche e arbusti, piante acquatiche, fiori selvatici.

E l’elenco potrebbe andare avanti sfidando la tassonomia linneana.

Ma la finalità non è quella di un museo all’aria aperta, ma una serie di percorsi che generano un mosaico di stanze verdi. Gli alberi saranno posizionati in una serie di cerchi, distribuiti in tutto il sito, che insieme formano la Biblioteca degli Alberi.

Ciascun albero è presentato in un cerchio aperto o concluso, ciascun cerchio è denominato e indicato con scritte tracciate sui vialetti che lo attraversano o lo costeggiano. Stanze vegetali abitabili, spazi a disposizione del pubblico.

I sentieri, i campi e le foreste circolari del parco formeranno uno spazio pubblico, in grado di ospitare programmi culturali, ricreativi, commerciali: da piazzole o teatri all’aperto fino ad aree di gioco e campi sportivi, da terrazze e giardini a salotti e zone per picnic, da mercati a gallerie d’arte, da sale per concerti a spazi per conferenze.

 Si chiama «cittadinanza attiva». Ed è il bis di quello che è successo prima di Expo. In quell’occasione, la Fondazione Catella, per evitare di lasciare un terreno arido e brullo nei sei mesi dell’esposizione, chiamò i milanesi alla semina di un campo di grano di cinque ettari sviluppando il progetto di arte ambientale dell’artista Agnes Denes, sperimentato per la prima volta a New York nel 1982.

Per realizzarlo sono stati utilizzati quasi 15.500 metri cubi di terra, 1.250 chili di sementi e circa 5 mila chili di concime. I milanesi che hanno risposto all’appello sono stati 8 mila. Questa volta è differente.

Non si tratta di qualcosa di temporaneo. Quello che verrà seminato resterà e invecchierà con i «contadini» che lo hanno fatto nascere.

È un parco della città, fatto dai cittadini e (si spera) vissuto dalla collettività.

Sorgente: milano biblioteca alberi semina dei milanesi – Corriere.it

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