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Marcia su Roma, il capo della polizia Gabrielli: «Nessun atto, non ci sarà». E Forza Nuova sfila al Tiburtino III

Il capo della polizia Franco Gabrielli a Carrara intervenendo al Festival «Con-vivere» spiega che la «marcia dei patrioti» annunciata dal movimento di estrema destra Forza Nuova non è stata seguita da «nessun atto sul quale siamo chiamati a decidere»

Sfidando il divieto della Questura di Roma, Forza Nuova ha tenuto venerdì sera la «passeggiata per la sicurezza» al Tiburtino III, periferia della Capitale, teatro a fine agosto del ferimento di un rifugiato eritreo durante una lite con italiani vicino a un presidio umanitario della Croce Rossa. Un’altra passeggiata è annunciata a Padova. Intanto però il capo della polizia Franco Gabrielli, da Carrara, assicura che non si farà la «marcia patriottica» annunciata dal movimento di estrema destra per il 28 ottobre, anniversario della «Marcia su Roma» fascista del 1922. «Come al solito in questo Paese si parla del nulla perché fino a oggi è stato chiesto al ministro dell’Interno Minniti di intervenire – ha detto Franco Gabrielli -. Su che cosa? Non c’è un atto sul quale noi siamo chiamati a decidere. Se vi posso dire la mia, la marcia su Roma non ci sarà».

La sfida a Campidoglio e Questura

Non sono dello stesso avviso i diretti interessati. Che, intanto, hanno sfidato Questura di Roma e Campidoglio sfilando per le strade del Tiburtino III. «La passeggiata stasera a Roma si farà», avevano fatto sapere in mattinata da ambienti di Fn sull’ iniziativa già lanciata nei giorni scorsi – prima della discussa «Marcia su Roma» – e vietata dal questore per «motivi di ordine pubblico» e per «concomitanza con altri eventi». «Trattandosi non di una manifestazione ma di una passeggiata per la sicurezza, non servono preavvisi», è la tesi sostenuta da Forza Nuova. L’iniziativa, voluta in realtà dal movimento, sempre di ultradestra, «Roma ai romani», si è svolta in un clima di tensione nonostante la presenza di poche decine di militanti che alla fine sono stati allontanati dalla polizia.

Urla e denunce per il corteo al Tiburtino

Il corteo dei militanti di estrema destra al Tiburtino non è stato senza conseguenze: «Andate via», hanno urlato alcuni cittadini verso i militanti di Forza Nuova, circondati dalle forze dell’ordine su via Grotte di Gregna, alla periferia di Roma, durante la «passeggiata per la sicurezza» vietata dal questura. I militanti del movimento di estrema destra, una sessantina, sono stati bloccati dopo aver percorso diverse strade del quartiere e acceso fumogeni. «Infame, ti nascondi dietro la polizia», hanno replicato. Diversi i cori contro polizia e carabinieri.
I tre organizzatori sono stati accompagnati presso il commissariato di zona per la denuncia immediata, mentre i restanti 59 sono stati filmati dalla Polizia Scientifica per la successiva denuncia.

La «marcia patriottica»

La «marcia patriottica» di Forza Nuova è stata invece convocata sui social per il 28 ottobre contro, dicono i militanti, «lo ius soli – la cittadinanza ai figli di migranti nati in Italia – e gli stupri commessi da immigrati». Il Pd e la sinistra hanno chiesto di vietarla e di sciogliere Forza Nuova per apologia del fascismo. «No alla macchietta della Marcia su Roma», ha detto il governatore Pd del Lazio Nicola Zingaretti. «Un riferimento opportuno» il suo, secondo il ministro della Difesa Roberta Pinotti. In serata, poi, è giunta la presa di posizione di Gabrielli.

Sorgente: Corriere della Sera

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