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Lucia Del Grosso »  I HAVE A DREAM: UNA SINISTRA CHE NON SI FACCIA ODIARE DAL SUO POPOLO

Caro D’Alema, credo che quando parliamo di disaffezione alle urne degli elettori di sinistra non abbiamo l’esatta percezione del fenomeno: non sono disaffezionati, ci odiano proprio.

Odiano quella patina così perbene con cui ci affacciamo ai social che secondo noi è una piazza di zotici cafoni e noi con la manima sulla bocca: “Uhhhhhhhhhh, signora mia, Facebook è un ritrovo di imbecilli frustrati, bulli da tastiera, per carità!”.

Odiano la spocchia con cui bolliamo di razzismo le tensioni in periferia tra locali e immigrati, le risse davanti i centri di accoglienza, senza comprensione per quella convivenza forzata che andrebbe gestita per non esplodere in guerre tra poveri, ma è più facile rimettere la manina davanti alla bocca: “Uhhhhhh, che roba, contessa, queste bestie ignoranti egoiste e razziste”.

Odiano quell’arroganza con cui Renzi risponde alla signora che ha perso i suoi risparmi per la delinquenza di una Banca: “Ladri lo dice a sua sorella”. Vabbè, Renzi non è Che Guevara, ma si è appropriato delle insegne della sinistra e le inquina.

Ci odiano e perciò hanno il sospetto, se non la certezza, di grande fregatura quando segretari di partito senza base e capi che nessuno ha eletto (mi fate vedere il verbale dell’assemblea o altro organo che ha conferito un qualche titolo o incarico a Pisapia?) trattano alleanze su cui fino a una settimana prima si è giurato e spergiurato che mai e poi mai, me possino cecamme.

Caro D’Alema, credo che alla base delle tue ultime dichiarazioni ci sia questa consapevolezza: è faciloneria pensare che quel popolo abbandonato dal PD e che non vota più, o vota altro, si richiami con un fischio, cioè una scissione, se poi non segue una netta discontinuità e un ripensamento sugli ultimi decenni di storia della sinistra.

E già qui hai il primo problema perché la tua posizione radicale (nel senso che affonda il coltello nelle radici) non è affatto condivisa. Tu parli di nostalgia di un popolo per una politica aderente ai principi di rispetto delle Istituzioni e senso dello Stato, ma mi pare che dalle tue parti la nostalgia sia più per un centrosinistra incorrotto prima dell’arrivo di Renzi. Glielo fai capire tu che Renzi è figlio di quella melassa ulivista che tu, pochi lo sanno, hai accettato senza convinzione senza tuttavia, peccato, avversarla con decisione?

A proposito di odio: dopo la parola “Sinistra” la più detestata dagli italiani è la parola “Ulivo”.

E già questo basta a incanalare a un dialogo tra sordi l’assemblea costituente che tu proponi.

Ma c’è dell’altro. Ha ragione Fassina quando dice che le nostre democrazie soffrono una crisi sia di rappresentanza, sia di efficacia dei governi. I governi, stretti tra vincoli di bilancio e esterni, non risolvono i problemi dei cittadini. E giù per li rami, passando per le Regioni fino ai Comuni. E questo spiega, oltre alla leziosità e alla spocchia della classe dirigente, l’odio verso la sinistra che pervade il nostro popolo, più bisognoso di misure efficaci rispetto alle classi dominanti. Parassiti che succhiano lo stipendio da parlamentare dalle tashe della gente, ecco come è percepita la classe dirigente di sinistra, buona solo a fare sfilate sul tappeto rosso (ogni riferimento a fatti e persone non è per niente casuale). E i parassiti, si sa, sono quanto più detestato in natura.

Ma come recuperare agibilità politica in un’Europa che si prepara ad essere ancora più oppressiva, come se non bastasse, con la proposta di un ministero europeo delle finanze? Perché è chiaro che questo mostro sarebbe la definitiva ingessatura dei governi, una sciagura di tali proporzioni da rendere perfino inutile un percorso di ricostruzione della sinistra (per fare che?).

E allora, caro D’Alema, condivido la tua propsta di un’assemblea costituente animata da popolo vero e non solo da ceto politico, ma a patto che ci guardiamo dritto negli occhi e non schiviamo i nodi.

Perché io rivorrei l’orgoglio della mia sinistra, quella che non deve temere il disprezzo del suo popolo.

Con sincera stima.

Sorgente: Lucia Del Grosso » Blog Archive » I HAVE A DREAM: UNA SINISTRA CHE NON SI FACCIA ODIARE DAL SUO POPOLO

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