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La vitamina K2, il paradosso del calcio e la sinergia con altri elementi

di Federico Giovannini (Fefochip)

Questo articolo vuole solo incuriosire, e non certo essere in qualche modo esaustivo riguardo a questo argomento letteralmente sconvolgente.

Cominciamo con il dire che la vitamina K2 è una vitamina veramente essenziale per la vita umana. Il dottor Pierce negli anni venti la chiamava “fattore x”, e già allora aveva scoperto che l’alimentazione moderna ne causava una carenza. (1)

La vitamina K2 ha l’immenso compito di fissare il calcio nello scheletro. Sì avete letto bene, ma come, non era la vitamina D? Anche.  La vitamina del sole (vit. D3) si occupa di far assorbire il calcio a livello di circolazione ematica, ma senza la vitamina K2 il calcio rimane nelle arterie e crea tutta una serie di problematiche, dall’osteoporosi all’ arteriosclerosi (2) (calcificazioni delle coronarie, valvole , vene varicose ,ecc), che sono due facce della stessa medaglia. Come se non bastasse, la vitamina K2 si occupa anche dell’insulino-sensibilità; detto più semplicemente, la sua carenza ha una relazione molto stretta con il diabete di tipo 2.

Si è visto che gli integratori di calcio, da soli, non portano sostanziali vantaggi alle ossa, proprio in virtù dell’errore che commette continuamente la medicina, pensando il corpo sia come a una bottiglia da riempire.

Anzi, sembrerebbe che l’assunzione di integratori di calcio da soli aumenti i rischi cardiovascolari, proprio perché se il calcio non si fissa nelle ossa alla fine va ad accumularsi nelle arterie, nelle coronarie (provocando infarto se le ostruisce), e in tutti i posti che non sono quelli dove deve finire il calcio.

Insomma, più si assume calcio e meno ne finisce nello scheletro, che è lungi dall’ essere una specie di “stampella” inerte, ma è una vera e propria ghiandola endocrina, che ha continui scambi con il resto dell’organismo.

Ma dove prendiamo la vitamina K2? La vitamina K1 abbonda nelle verdure, ma non ha le stesse funzioni della K2. In minima parte il corpo produce k2 mk7, o meglio lo fa il nostro microbiota. La vitamina K2 mk4 è presente in tutti i grassi animali alimentati brucando l’erba verde (grass fed). In pratica la nostra alimentazione ne è fortemente carente, in quanto gli allevamenti ormai non usano più l’erba per crescere gli animali. Quindi sia vegani che onnivori stanno nel mirino della carenza di K2. Una fonte eccezionale è il natto giapponese, ma a parte i giapponesi che se lo mangiano a colazione tocca avere uno stomaco di ferro perchè fa veramente schifo.

La vitamina K2 agisce in sinergia con la vitamina D e la vitamina A e qui devo dare un’altra brutta notizia per i vegani, in quanto la vitamina A (retinolo) non è la stessa cosa dei betacaroteni (precursori della vitamina A), in quanto non è detto che assumendo quantità elevate di betacaroteni (presenti in frutta e ortaggi arancioni) si riesca a soddisfare il bisogno giornaliero di vitamina A. La vitamina A si occupa di eliminare il calcio in eccesso, come dice l’autore del libro suggerito, vitamina D e A sono come acceleratore e freno del calcio.

La vitamina K2 si immagazzina nel cervello (e infatti ci sono relazioni con l’Alzheimer ), nel pancreas (avevamo parlato di diabete vero?), nelle ghiandole salivari (le carie infatti sono messe in relazione a carenza di K2), e nello sterno (sarà un caso che sia vitale che le costole siano elastiche?).

La K2 ha importantissime relazioni con la guaina mielinica e infatti chi integra vitamina D per curare la Sclerosi Multipla dovrebbe riflettere se aggiungere anche la K2, perché quest’ultima ottimizza l’assorbimento della vit. D, che è fondamentale appunto contro le malattie autoimmuni e il sistema immunitario (3).

Insomma il corpo umano è lungi dall’essere una bottiglia che va riempita, e se si ha una carenza di qualcosa spesso non è dovuto alla carenza dell’elemento in questione, ma ai meccanismi che fissano quell’elemento. Ad esempio non abbiamo nominato il magnesio, che nell’equazione del calcio e della vitamina D è fondamentale (4).

Tutti adesso potrebbero essere tentati di correre a fare un esame, per vedere se si è in carenza di vitamina K2. Purtroppo non è così facile, e ad oggi in Italia il test ucOC (che è un test indiretto ovvero misura un altro parametro messo in relazione con la K) non viene eseguito, e si può solo cercare di capire attraverso altri parametri se si è in carenza. La buona notizia è che non ci sono notizie di sovradosaggi. (5)

Non mi è semplice riuscire a riassumere l’intero argomento, ma spero di aver stimolato abbastanza la voglia di approfondirlo, perché senza ombra di dubbio la vitamina K2 (insieme alle altre liposolubili) nasconde uno dei segreti di una vita sana per la stragrande maggioranza delle persone.

 

Sorgente: Luogocomune – La vitamina K2, il paradosso del calcio e la sinergia con altri elementi

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