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Inquinamento dopo l’alluvione di Livorno: gli esiti dell’ispezione Arpat nella raffineria Eni – Greenreport

greenreport.it – Inquinamento dopo l’alluvione di Livorno: gli esiti dell’ispezione Arpat nella raffineria Eni. Entrata in funzione la centralina mobile installata in via della Costituzione a Stagno

Oltre ai primi elementi già comunicati sugli accertamenti svolti dagli operatori Arpat  riportiamo di seguito altri aspetti emersi dai sopralluoghi dei tecnici del Dipartimento di Livorno all’interno dello stabilimento Eni di Stagno nei giorni 12 e 13 settembre:

Ispezioni all’interno della Raffineria Eni di Stagno

Gli operatori ARPAT hanno potuto accedere all’interno dello stabilimento nella giornata del 12 e del 13 settembre, con l’ausilio del mezzo dell’antincendio di Raffineria, ed effettuatuare un sopralluogo in varie aree dell’impianto.

In particolare nell’area dei serbatoi, a sud dell’impianto, in prossimità del confine dove si è verificata la fuoriuscita di acqua contaminata da idrocarburi.

Nel corso del sopralluogo è stato possibile verificare che la Società stava utilizzando mezzi autospurgo per aspirare il liquido ancora presente con chiazze di idrocarburi sulla superficie, in varie zone intorno agli impianti, ed a trasferirlo all’interno di serbatoi.

E’ stato eseguito in entrambi i giorni un sopralluogo presso l’impianto di trattamento acque reflue (TAE) nelle aree raggiungibili con i mezzi messi a disposizione dalla Società in quanto l’area dell’impianto risultava completamente allagata.

Il perimetro interno della raffineria limitrofo all’impianto TAE, risultava anche ieri in parte interessato dalla presenza di acqua ma, rispetto al giorno precedente (12 settembre), le chiazze di idrocarburi risultavano quasi del tutto rimosse.

La Società infatti ha utilizzato mezzi autospurgo per l’aspirazione ed ha trasferito il prodotto aspirato all’interno di serbatoi.

L’impianto TAE sarà mantenuto in assetto di ricircolo e pertanto non scarica in acque superficiali (fosso acque Salse) fino a quando non sarà possibile dimostrare l’efficacia del trattamento mediante una determinazione analitica dello scarico.

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Arpat sarà informata preventivamente dell’avvio dello scarico.

Nel corso del sopralluogo nel pomeriggio di ieri lo scarico non era in atto ed erano state posizionate panne di assorbimento e contenimento in sette punti diversi.

Ispezioni esterne all’impianto della Raffineria Eni

I sopralluoghi degli operatori Arpat sono proseguiti nelle due giornate per verificare lo stato dello sversamento di acque contaminate da idrocarburi fuoriuscite dal perimetro sud della raffineria Eni di Livorno nel Fosso del Capannone.

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In particolare è stato ispezionato il muro perimetrale esterno della raffineria riscontrando due punti di rottura (lato sud dell’impianto); sono state verificate le operazioni di messa in sicurezza messe in atto dalla Società constatando che erano state effettuate riparazioni mediante la costruzione di un cordolo di cemento lungo tutto il muro lato sud ed in corrispondenza della rottura più evidente (angolo Eni confinante con la ferrovia Livorno – Collesalvetti ).

Una ditta specializzata nella giornata di ieri stava ancora effettuando le operazioni di pompaggio del prodotto idrocarburico nel fosso del Capannone tramite recoil ed erano in atto anche operazioni di asportazione della vegetazione per favorire il pompaggio del prodotto; in alcuni tratti erano cominciate operazioni di scarifica dell’argine imbrattato dagli idrocarburi.

Il sopralluogo è proseguito lungo tutto il perimetro esterno della Raffineria dove non sono stati rilevati sversamenti attivi verso l’esterno.

Arpat ha richiesto alla Società Eni documentazione aggiuntiva rispetto a quanto richiesto il primo giorno di ispezione comprensiva di un cronoprogramma delle attività di ripristino delle normali condizioni del sito e di un dettaglio dei volumi ancora disponibili per l’eventuale stoccaggio delle acque ancora presenti in Raffineria.

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Come annunciato nel comunicato emesso ieri a seguito della riunione presso il Centro di Coordinamento (CCS) della Protezione Civile è stato istituito un tavolo specifico, coordinato dal Sindaco di Collesalvetti, rivolto alla gestione della situazione ambientale e alle eventuali problematiche sanitarie connesse, emerse nella frazione di Stagno.

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L’area è monitorata dalla centralina di Livorno via La Pira, appartenente alla rete regionale Qualità dell’Aria ed è stata installata una centralina mobile in via della Costituzione a Stagno, vicino alle scuole Rodari, che è entrata in funzione nella giornata odierna e consentirà di effettuare un monitoraggio specifico nella zona della frazione di Stagno dei seguenti inquinanti: Monossido di carbonio (CO), Biossido di zolfo (SO2), Ossidi di azoto (NO2), BTX (Benzene,Toluene e Xileni).

Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana – Arpat

Sorgente: Inquinamento dopo l’alluvione di Livorno: gli esiti dell’ispezione Arpat nella raffineria Eni – Greenreport: economia ecologica e sviluppo sostenibile

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