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I prof «introvabili» al Nord: lingue, sostegno e matematica

 

di Claudio Tucci

Alle professioni “introvabili”sul mercato del lavoro italiano rischiano di aggiungersi anche gli insegnanti. Un paradosso per un Paese che dal 2015 a oggi ha assunto a tempo indeterminato circa 150mila docenti. Senza riuscire però a trovare le 22mila cattedre che restano scoperte e che anche quest’anno sono state assegnate ad altrettanti supplenti. Ventiduemila prof di cui, per la prima volta, si conosce l’identikit: insegnano (o meglio dovrebbero insegnare) al Nord, soprattutto nelle scuole medie e superiori lombarde, piemontesi, venete, toscane, e sono abilitati in lingue, sostegno e matematica e italiano.

Il fatto è che al Nord ci sono più alunni e non abbastanza docenti, che, peraltro, per l’80% hanno una residenza di nascita al Sud. Fa riflettere il caso limite registrato in Lombardia: su 12.700 cattedre da assegnare a un insegnante di ruolo, ben 8.240 sono rimaste vuote. La difficoltà è stata quella di reperire “candidati”: nelle graduatorie a esaurimento ormai le classi di concorso più gettonate al Settentrione hanno esaurito gli iscritti (tutti assunti a tempo indeterminato anche grazie alle immissioni degli ultimi anni). E anche i semplici abilitati sono merce rarissima: lo testimoniano i pochissimi partecipanti all’ultimo “concorsone” bandito nel 2016. In Piemonte erano disponibili 552 posti per matematica e scienze. Ma alla selezione si sono presentati solo 383 candidati (hanno superato le prove in 271, e oggi sono di ruolo nelle scuole). Situazione opposta al Sud: qui i candidati al “concorsone” 2016 sono stati in numero superiore ai posti disponibili (peraltro, nel Mezzogiorno tra il 2015/2016 e il 2017/2018 gli alunni sono diminuiti di ben 91.396 unità, riducendo la necessità di cattedre).

A non far scappare di mano la situazione è stato, finora, il rispetto del cronoprogramma stabilito in estate dalla ministra, Valeria Fedeli: «Sono i primi giorni di lezioni – ha sottolineato al Sole24Ore la titolare del Miur -. Le notizie che ci arrivano dagli Uffici scolastici regionali evidenziano un avvio ordinato del nuovo anno. Stiamo garantendo tutti gli insegnanti in cattedra». Sui 51.773 posti autorizzati dal Mef a coprire stabilmente sono stati immessi in ruolo 29.686 insegnanti. I rimanenti 22.087 non rimangono vuoti: saranno coperti con supplenze lunghe (il docente porterà la classe avanti fino alla fine dell’anno) e assegnazioni provvisorie.

Su questi due fronti, si registrano sensibili miglioramenti: la “supplentite” resiste, ma quest’anno si stima che gli incarichi “lunghi” si attesteranno a circa 82.500 unità, comprese le 40mila deroghe sul sostegno; un numero elevato, ma inferiore ai 125.211 supplenti presenti in classe lo scorso anno. E comunque per la prima volta si scende sotto le 100mila unità. Anche il giro di vite sulle assegnazioni provvisorie (gli spostamenti vicino casa) ha sortito i suoi frutti: quest’anno hanno cambiato istituto 12.100 docenti, in calo rispetto ai circa 30mila insegnanti del 2015/2016.

Il punto è che ora bisognerà intervenire sulle “cattedre vuote”. Al Centro-Nord. A infanzia e primaria la situazione non è così grave: nel 99% dei casi gli alunni frequentanti hanno docenti di ruolo. Alla secondaria invece iniziano i problemi: al Nord, specie in Lombardia e Piemonte, le graduatorie (Gae o concorsi) in matematica e italiano sono esaurite. E quindi è stato necessario nominare un supplente. Situazione simile anche per le lingue straniere (francese), discipline letterarie, scienze e tecnologie informatiche.

Discorso a parte, merita il sostegno. Qui, quest’anno, erano disponibili per le assunzioni stabili 13.393 posti. Sapete quanti sono stati coperti con personale di ruolo? Appena 3.382. Ciò significa che 10.011 cattedre sono rimaste libere, e sono andate pertanto a supplenza. In diversi casi anche a professori senza titoli specifici. Ciò purtroppo accade anche perché tanti docenti specializzati preferiscono insegnare su posto comune, e perciò appena possibile vi si spostano. Non a caso ad aprile è stato bandito da parte del Miur un nuovo corso di specializzazione sul sostegno per 9.949 posti.

«Stiamo lavorando per avere un quadro chiaro delle cattedre disponibili su tutto il territorio nazionale – ha chiosato la ministra Fedeli -. Su questi numeri bandiremo i prossimi concorsi a cattedra puntando su una programmazione efficace e una formazione di qualità. Faremo una grande operazione trasparenza. E soprattutto assumeremo docenti dove davvero servono. Garantire la continuità didattica è un obiettivo di qualità ed è per me un valore».

La questione settentrionale
Le regioni più colpite dalla carenza di docenti di ruolo

 

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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