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Girandola d’incontri per il programma di governo. Di Maio riabilita le lobby – La Stampa

foto – Candidato in pectore. Luigi Di Maio, 31 anni, al Forum Ambrosetti di Cernobbio

lastampa.it – Girandola d’incontri per il programma di governo. Di Maio riabilita le lobby. Malumore tra i parlamentari per la parola censurata a Cernobbio – ilario lombardo

La metamorfosi moderata del Movimento Cinque Stelle, dopo l’uscita di Di Maio a Cernobbio, procede senza indugi. E sono molti gli indizi che confermano il trend.

Nel discorso che Luigi Di Maio aveva di fronte a sé, sul tavolo, davanti alla platea di Cernobbio, scritto con l’aiuto del consigliere politico Vincenzo Spadafora e supervisionato dalla comunicazione, era riportata la parola «lobby».

La frase esatta, contenuta ieri nello sbobinato sul blog di Beppe Grillo, è: «È arrivato il momento di regolamentare il rapporto tra la politica e le lobby, così come accade in molte altre parti d’Europa».

Ma quella parola, «lobby», da Di Maio, alla fine, non viene pronunciata. Preferisce «portatori di interesse».

Allo stesso modo, ma in maniera opposta, Di Maio cita come modello di riferimento di buon governo lo spagnolo Mariano Rajoy, di cui non c’è traccia nel discorso apparso sul blog.

Fare riferimento a un popolare conservatore che poco ha a che spartire con storia e spirito originario del M5S ed eludere la parola lobby, è stata una sua iniziativa che ha prodotto non poche reazioni nelle chat private di molti parlamentari 5 Stelle.

 Lobby è ancora un termine carico di senso negativo nel Movimento che ha fatto dell’aggressione agli intrecci tra politica e finanza una mission fondativa.
Per questo Di Maio è stato cauto, e ha preferito la più omeopatica locuzione «portatori di interesse» quando ha annunciato che il Movimento a breve avrebbe incontrato questi soggetti.

I portatori di interesse in inglese sono gli stakeholders, termine più amato da Davide Casaleggio, che per visione aziendale è il vero fautore di quel percorso di avvicinamento al mondo delle imprese e della finanza che ha visto nel Forum Ambrosetti di Cernobbio una tappa fondamentale.

Tra settembre e ottobre ci saranno i primi incontri. Con le associazioni di categorie e le realtà imprenditoriali. Saranno gestiti dai gruppi di lavoro in cui sono stati suddivisi i parlamentari per stilare i punti del programma votati sul blog.

Chi si occupa di banche avrà colloqui con l’Abi, con Bankitalia, con il credito cooperativo e gli istituti popolari. Chi ha in mano il dossier su lavoro e welfare vedrà i sindacati e le associazioni dei datori di lavoro.

Poi sarà la volta di Confcommercio, Confindustria, la Coldiretti, gli artigiani e altri. L’elenco è sul tavolo degli uffici del M5S che stanno preparando gli inviti. I primi contatti sono già stati presi. Nessun settore verrà escluso.

Di Maio, coordinato da Casaleggio, potrebbe partecipare ai vertici più importanti e lo farà da candidato premier, dopo l’incoronazione del 24 settembre a Rimini. Tutto dipenderà dal livello degli interlocutori che gli stakeholder sceglieranno per parlare con il M5S.

Molto atteso è l’incontro con Enel, a cui i grillini guardano con grande interesse, ricambiati per ovvie ragioni. Il programma energia del M5S punta sulle rinnovabili e la mobilità elettrica, la e-mobility che al Forum Ambrosetti è stata al centro del discorso di Di Maio come prospettiva per rilanciare l’industria italiana.

Proprio a Cernobbio diversi tra i presenti hanno notato una certa insistenza del deputato nel citare Enel e nel ringraziare l’azienda, guidata da Francesco Starace (voluto al vertice da Matteo Renzi), per aver fornito l’accesso alle colonnine da cui è stato ricaricato il pulmino elettrico del tour siciliano del M5S.

Sicuramente gli incontri più delicati mediaticamente saranno fissati dopo la tre giorni di Rimini che celebrerà l’ascesa di Di Maio.

Perché si vuole evitare che le prevedibili polemiche interne e le accuse di simpatia con quelli che una volta i grillini vedevano come nemici pesino sul voto online.

Già è bastata la trasferta di Di Maio sul lago di Como a suscitare perplessità. Ieri, tra i deputati che hanno notato la sua ritrosia nell’usare il termine «lobby», c’è stato chi ha segnalato le differenze con l’intervento di Mattia Fantinati sul palco del Meeting nel 2015, da dove il deputato grillino definì Comunione e Liberazione «una lobby di denaro e potere».

Fu un attacco frontale che forse si aspettavano anche da Di Maio. Non chi conosce bene i suoi toni soft, e l’astuzia strategica che qualche collega definisce «da democristiano navigato».

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Sorgente: Girandola d’incontri per il programma di governo. Di Maio riabilita le lobby – La Stampa

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