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Firenze, uno dei due carabinieri si presenta in procura: “Sono stato con la ragazza, ma lei era consenziente” – Repubblica.it

I militari sono stati sospesi. L’avvocato delle studentesse: “Si sono fidate”. Intanto si aspettano gli esiti dei prelievi della scientifica sul materiale organico trovato sul luogo indicato dalle studentesse americane come quello dello stupro. Nardella: “Stato di ebbrezza non è attenuante. Ma Firenze non è la Disneyland dello sballo”. Maria Elena Boschi: “Se fosse vero, gravissimo utilizzare le divise per approfittarsi della situazione”

FIRENZE. Uno dei due carabinieri accusato di violenza sessuale si è presentato oggi in procura a Firenze ammettendo di aver avuto un rapporto con una delle due ragazze, ma spiegando che “lei era consenziente”. Ha riferito di essere stato invitato a salire. E’ questa la linea di difesa contro la denuncia di stupro delle due studentesse.I due militari comunque sono stati sospesi precauzionalmente dall’impiego con il provvedimento già notificato.

“Le due ragazze sono sconvolte per quanto accaduto, si devono ancora riprendere dal terribile shock. La scuola aveva detto loro che dovevano fidarsi solo ed esclusivamente della polizia e dei carabinieri. Ex post, questo avvertimento suona paradossale”. Così dice l’avvocato fiorentino Gabriele Zanobini, che difende una delle due studentesse americane, quella di 19 anni, che ha denunciato di aver subito violenza, con l’amica di 21 anni, da parte di due carabinieri. “La violenza sessuale – spiega il legale – non si consuma solo con la violenza fisica o con la minaccia. Si consuma anche, e lo dice il codice penale, abusando delle condizioni di inferiorità psichica o fisica al momento del fatto. E le due ragazze erano in una situazione alterata, anche a causa dell’alcol. In questa fattispecie segnalata dal codice penale il non consenso è implicito”.

Secondo il legale, esiste poi un’aggravante nei confronti dei due carabinieri, prevista dall’articolo 61 del codice penale, che punisce “il fatto commesso con abuso del potere o con violazione dei doveri inerenti una pubblica funzione: qui siamo di fronte a due pubblici ufficiali che avrebbero dovuto proteggere e non abusare delle ragazze”.

Le ragazze adesso sono lontane dalla città, “in un posto sicuro, al riparo dal clamore” racconta chi le ha viste e le descrive come molto provate. Ventuno e diciannove anni, americane, a Firenze da pochi giorni, dalla fine di agosto, per studiare in una delle università . Si sono fidate dei carabinieri, della loro divisa per questo hanno accettato l’altra notte un passaggio in auto dalla discoteca fino a casa, in centro storico. Un tragitto di tre chilometri percorso intorno alle 3. Adesso gli investigatori della squadra mobile stanno ultimando i controlli sulle telecamere della zona, ma hanno già trovato i riscontri che cercavano: la gazzella entra nella piccola e stretta via in cui abitano le studentesse e ne esce ventitré minuti dopo. Cosa è successo in quel lasso di tempo? Le ragazze denunciano lo stupro, l’aggressione sulle scale e in ascensore. Loro nel terrore e nell’impossibilità di difendersi: avevano bevuto molto, una non era in grado nemmeno di camminare. L’altra è comunque in uno stato confusionale.

L’avvocato Zanobini spiega anche che le studentesse “non hanno sottoscritto una assicurazione specifica anti-stupro e non sapevano nemmeno di avere una copertura assicurativa generica, di quelle che l’università americana fa in automatico per tutte le allieve che vengono in Italia”. Questo per smontare l’ipotesi che le ragazze possano aver inventato l’aggressione per un profitto economico.

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La svolta. Un momento di svolta per le indagini saranno gli accertamenti sulle tracce biologiche trovate nel palazzo abitato dalle ragazze, sulla gonna e su una camicetta. Gli esami si svolgono in queste ore sul materiale trovato nell’androne nel palazzo del centro storico e su alcuni oggetti sequestrati nell’appartamento. I militari sono indagati per violenza sessuale.

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Le parole del sindaco. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Dario Nardella: “L’eventuale stato di ebbrezza in cui potevano trovarsi le due ragazze che hanno denunciato di essere state violentate dai carabinieri non può rappresentare nessuna attenuante a quanto sarebbe accaduto”.  “Anzi – aggiunge – aver agito in un quadro di difficoltà in cui si sarebbero trovate le due giovani può solo aggravare il quadro di quanto successo”. “Ho parlato con il console generale Usa a Firenze – aggiunge il sindaco – cercheremo con il consolato e le università di proteggere studentesse americane a Firenze perché non siano vulnerabili e vivano la città in allegria e sicurezza”. Poi aggiunge una frase che gli attira contro molte polemiche. “E’ importante che gli studenti americani imparino, anche con l’aiuto delle università e delle nostre istituzioni, che Firenze non è la città dello sballo”, dice il sindaco. “E’ una città vivace, accogliente, plurale, ricca di opportunità culturali e di svago, ma credo che dal punto di vista delle regole e del buon comportamento non abbia niente di diverso da tante città americane. Questo ovviamente al netto del gravissimo episodio di cui stiamo parlando, perché il fatto ha riacceso i riflettori anche sul modo con cui i giovani studenti stranieri vivono la nostra città. Mi piacerebbe che fossero più integrati nella vita culturale e collettiva, e non considerassero Firenze soltanto una Disneyland dello sballo”.

Maria Elena Boschi. Alla festa dell’Unità delle Cascine il sottosegretario alla presidenza del Consiglio affronta un dibattito sulla violenza contro le donne e i femminicidi. Ovviamente la prima domanda è sul fatto del giorno. “Si tratta di una vicenda scioccante per noi e per Firenze”, dice Boschi. “Questa città ha una tradizione di accoglienza e qui ci sono tante università americane. Le indaginii sono in corso ma se venisse confermata la tesi delle ragazze sarebbe un fatto ignobile: si tratta di due persone nello svolgimento del proprio servizio e con una divisa indosso. Ed è grave di per sé che si sia utilizzata la divisa per approfittarsi della situazione”.

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Le reazioni.  “Se confermato, quello di Firenze sarebbe un fatto gravissimo, che arreca un danno grave alla reputazione dell’Arma, che ha sempre svolto un lavoro a fianco dei cittadini e a sostegno di chi vive condizioni di disagio”, ha detto il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico che”mette in discussione – ha aggiunto – il vincolo di fedeltà che i Carabinieri hanno assunto giurando sulla Costituzione. La vicenda non può oscurare il lavoro prezioso e l’impegno quotidiano dell’Arma e delle altre forze di polizia. Un fatto grave, ma isolato, e sono certo che, in caso di conferma delle ipotesi, ci sarà un atteggiamento molto duro – ha concluso Bubbico – perché non è consentito a nessuno di infangare l’Arma dei Carabinieri, creando anche una lesione grave per le vittime di questo reato”. Il leader della Lega Matteo Salvini ha invece scritto un post su Facebook: “In Italia ci sono più di 100.000 Carabinieri che fanno bene il loro lavoro. Hanno tutta la mia stima, guai a chi li tocca. Se due di questi a Firenze, in divisa e in servizio, hanno fatto sesso con due ragazze, anche

se loro erano d’accordo, hanno fatto un errore enorme e dovrebbero immediatamente lasciare il lavoro e la divisa”. Ma aggiunge:  “Se poi si trattasse di stupro dovrebbero essere trattati come tutti gli altri infami che mettono le mani addosso a donne o bambini. Permettetemi però, fino a prova contraria, di avere dei dubbi che si sia trattato di uno ‘stupro’, e di ritenere tutta la vicenda molto ma molto strana. Sono l’unico a pensarla così?”.

Sorgente: Firenze, uno dei due carabinieri si presenta in procura: “Sono stato con la ragazza, ma lei era consenziente” – Repubblica.it

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