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Domenicale del 3 settembre 2017 a cura di m@cwalt

uncolpodiremo.com – Una pagina che é quasi un editoriale, historia di una settimana tra cose serie, seriose e serissime del nostro Purgatorio Comunitario. –  di m@cwalt

Domenicale del 3 settembre 2017  

Abbiamo passato anche questa settimana a braccetto del Codice Minniti. Comunque la ri-giriamo non ci abbiamo fatto una bella figura, come popolo intendo. Il ministro – codice, autoimpostosi anche al Ministero degli Interni ha strombazzato e reso pubblico il suo incontro con la sindaco di Roma Virginia Raggi, non lo avesse fatto sono ben certo prevedeva dei guai col suo partito di appartenenza.

D’altronde mi son chiesto se dal Viminale al Campidoglio la strada fosse piena di buche (oh quelle si) e trabocchetti é bene si sappia che la ministra e il sindaco si vanno incontro, o no? Almeno gli ultimi – resistenti iscritti al Pd sono più tranquilli, possono contribuire anche loro alle infamate asserzioni pro-migrantes così fumose in questi giorni d’opprimente calura.

I due si son certo detti dell’aumento del tasso di ignoranza e imbarbarimento del Paese, della recrudescenza di sentimenti così nazonal-popolari modello berluscao – la Russa, quali: “ terrone, migrante, povero”, in ogni composita definizione: migrante-terrone, terrone povero, povero migrante terrone, che avvicina premurosamente dopo i famosi “vaffa” di Grillo, alla mediocrità italica contemporanea anche ogni iscritto alla caritas, alla fratenentis e alla populares progressium che han sempre resistito nei secula seculorum.

Un popolo il nostro al quale è stata dedicata anche una canzone d’estate: “ sei un pezzo di mé…sei un pezzo di mé”! Ordunque ci sentiamo più vicini anche a Trump, la mediocrità unisce che neanche la fantasia e salda che la nuova colla è il suo must.

Il presidént americano non abbisogna di insulti, lui li dice non li riceve, ma i sorrisi e la solidarietà manifestata a Charlotterville verso gruppi neo-nazi, suprematisti bianchi e K.K.Klan – lo si vede bene nella foto di copertina – è già di per se manifestazione e riconoscimento di impolverate amministrazioni USA vicine al generale Lee, al senatur Mccarthy e alla B & B (Bassotti band) indegne di quella Costituzione d’Indipendenza da tutti salutata come la più bella pagina della democrazia liberale.

Anche Thomas Jefferson era di ben altro spessore pur appartenendo allo stesso partito repubblicano, fu fondatore del Partito Democratico-Repubblicano

Va detto che il patinato tycoon newyorkese lemme lemme si é alienato le poche simpatie ricevute e per non smentire alcuni suoi vecchi predecessori ha rispolverato la paura del comunismo nella Russia zarista e lo spettro atomico della Korea del Nord, contro la quale é quasi pronto per spirito di corpo con i marines di John Wayne a scatenare una guerra locale, sempre che i generali dell’armada siano concordi e con l’ausilio dei missili IBCM, quelli a testata nucleare, sperando sempre che siano alla giusta temperatura. Così da rendere simili Pyonjang a Hiroshima e a Cartagine dove noi Italici sappiamo bene aver riempito di sale, che all’epoca abbondava sulla via Salaria, le sue rovine e macerie.

Contemporaneamente un’arzilla vecchietta della Virginia presa da atavica paura è stata prontamente rassicurata da un invasato cowboy che le ha detto: “ stai tranquilla nonnetta, noi impicchiamo solamente i negri ”.

Par d’essere ringiovaniti oppure siamo stati superati dalla storia sapendo per caso che certe affettate affermazioni erano già famose prima dello scontro tra i macellai del nord e quelli confederati verso la fine del 1800. E’ in ragione di quella bassa macelleria che al Generale Lee è stata dedicata una statua a cavallo negli States. E allora in generale (senza cavallo ne’ carroarmato) mi son chiesto se la Federazione Russa fosse rimasta l’ URSS voi credete sarebbe stato possibile alla NATO e a un qualsivoglia Presidente USA & getta, installare missili nucleari in Polonia e in Ucraina con la silenziosa complicità della UE e dei partners Onu? E poi ci reclamano che la Russia fa paura!?

Ma questi sembrano sempre affermazioni di un altro tempo, di un altro sentire e forse di un altro Mondo che dovrà prima o poi venire a formarsi. Prima che in qualche modo questo sparisca o per la sua mediocrità, o per la sua opulenza e imbecillità o, ed é quello che spero, quando i suoi poveri e i suoi poveri diavoli si enkazzeranno veramente e faranno tornar di moda monsieur Joseph – Ignace Guillotin, così variamente confuso durante i moti di Parigi nel 1789.

Bon nell’attesa che venga quel giorno fischiettiamo la canzone di Marsiglia e se possibile beviamo una caraffa di buon vino. Buona domenica.

Au revoire camarades! – di m@cwalt

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