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Ditegli tutto, a Giuliano Pisapia, ma non che non sia coerente.

 

“Un listone con Pd e Alfano? Per me, e non solo per me, sarebbe un incubo ed è folle solo pensarlo” (27.1.2017).

“Alfano è incompatibile col centrosinistra. Ha storia e idee opposte alle mie. La destra faccia la destra, con Alfano ci divideremmo il giorno dopo” (9.3.2017).

Poi l’incubo, anzi la follia, si realizza in Sicilia (in vista delle elezioni nazionali): il Pd si accorda con Ap per il rettore di Palermo Fabrizio Micari. E Pisapia? “La candidatura Micari è un progetto civico simile a quello che ha vinto a Palermo: è un errore chiamarsi fuori” (25.8).

Invece Mdp e SI non vogliono Alfano e lanciano Claudio Fava. Pisapia s’incazza: “In Sicilia Mdp ha fatto scelte che non condividiamo” (6.9.2017, ore 17.26).

Quindi è confermato che Pisapia sta con Micari contro Fava? Mica tanto: il patto Pd-Ap per Micari “è un’alleanza ambigua e innaturale rispetto al mondo progressista” (6.9.2017, ore 19.33).

Ergo sta con Fava contro Micari? Non esageriamo: il patto Mdp-SI per Fava “è l’ennesima riproposizione di uno schema di testimonianza, seppur nobile, già fallito in passato” (6.9.2017, ore 19.34).

Allora vuole un terzo candidato? Ah saperlo: “Chiedo a entrambi ogni sforzo per ritrovare l’unità del centrosinistra” (6.9.2017, ore 19.35).

Delle due l’una: o Micari confluisce in Fava o Fava confluisce in Micari. L’importante è non far decidere agli elettori con le primarie, come da Statuto Pd. E “Insieme”, l’alleanza con Mdp? “C’è da vedere se rivive”, sennò lui potrebbe “fare un passo indietro”. Anzi no: il progetto “continua in tutte le altre regioni”. Tranne la Sicilia che vota. Chiaro no?

di Marco Travaglio

Sorgente:  Facebook

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