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Consip, Renzi: “Pretendo la verità, il fango gli si ritorcerà contro” – Rai News

Pubblicati i verbali della deposizione al Csm della pm di Modena Musti sui rapporti con i carabinieri Scafarto e Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo, a cui erano affidate le indagini. Nel luglio del 2016, i militari avrebbero detto al magistrato di voler arrivare a Renzi e che avevano in mano una bomba da far esplodere. La pm di Modena non commenta, mentre Ultimo: “Mai citato Renzi e mai agito a fini politici” , carabinieri a pm: vogliamo arrivare a Renzi, ma il colonnello Ultimo smentisce Consip, carabinieri a pm: vogliamo arrivare a Renzi Caso Consip, Matteo Renzi telefonò al padre Tiziano: “Non dire bugie” Consip, Cantone: “cartello” tra aziende per dividersi un appalto da 2,7 miliardi Consip: falso atto su Tiziano Renzi, indagato ufficiale Noe Caso Consip, Csm invia atti alla Procura di Roma Consip, torna libero Alfredo Romeo. Il tribunale del riesame annulla la misura cautelare Consip, tre nuovi indagati: anche Gizzi Ad di Grandi Stazioni
15 settembre 2017 “Chi voleva usare il caso Consip per gettare fango su di me, vedrè questo fango ritorcersi contro di lui”. Matteo Renzi parla per la prima volta della inchiesta Consip dopo le rivelazioni della pm Lucia Musti e nel giorno dello scontro tra la magistrata e il colonnello dei Carabinieri Sergio De Caprio (il capitano Ultimo) che respinge e ribalta le accuse. “Se un Carabiniere falsifica prove- aggiunge Renzi- se un agente dei servizi segreti si intrufola dove non dovrebbe e c’è chi usa un presunto scandalo contro un esponente delle istituzioni, la verità prima o poi arriva. Hanno provato a colpire me ma verrà colpito chi ha tradito il senso dello Stato”. Bufera esplosa dopo la pubblicazione dei verbali della pm La bufera sull’inchiesta Consip si è scatenata dopo la pubblicazione – da parte di ‘Repubblica’, ‘Corriere’ e ‘Messaggero’ – dei verbali della pm di Modena Lucia Musti al Csm sui rapporti con i carabinieri Gianpaolo Scafarto e Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo, a cui erano affidate le indagini. “Se vuole – avrebbero detto in più di un incontro tra Modena e Roma il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto, indagato per falso nell’ambito dell’indagine sul caso Consip, e il colonnello Ultimo (che smentisce però di aver citato Renzi) – ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi”. Sono queste le frasi riferite dalla magistrata durante l’audizione tenuta il 17 luglio scorso al Csm. “La dottoressa Musti – smentisce, però il capitano Ultimo – è stata supportata in tutto quello che ci ha liberamente richiesto, compresa la presenza del capitano Scafarto a Modena, compreso il fatto di non informare delle indagini il comandante provinciale dei carabinieri di Modena e la prefettura perché li considerava collusi con le cooperative rosse su cui da tempo indagava autonomamente”. Lotti non commenta “Non credo di dover fare nessun commento” ha risposto il ministro allo sport Luca Lotti ai giornalisti che, a Rende, gli hanno chiesto un commento sulle ultime notizie relative al caso. Lotti, in uno dei filoni d’inchiesta, è indagato per rivelazione di segreto d’ufficio insieme al comandante generale dei carabinieri Tullio Del Sette e al generale di brigata dell’Arma Emanuele Saltalamacchia. Pinotti: Arma valuti dichiarazioni De Caprio “Ho letto le dichiarazioni del colonnello De Caprio che sono da attribuire a lui personalmente e non certo all’Arma dei carabinieri che ha sempre, e continua a dimostrare, grande fedeltà al proprio ruolo. Credo che dovranno anche essere valutate dal Comando generale per capirne l’ opportunità”, ha commentato il ministro della difesa Roberta Pinotti. La vicenda I colloqui, riferisce Repubblica, risalgono alla primavera del 2015: ad aprile di quell’anno, la Procura di Modena aveva appena ricevuto gli atti dell’inchiesta sugli affari della coop Cpl Concordia, aperta dalla Procura di Napoli e poi trasmessa per competenza territoriale nella città emiliana. È la stessa procuratrice a ricostruire i retroscena durante la seduta di oltre due ore e mezza davanti alla prima commissione del Csm. Nel corso dell’audizione, riferisce il quotidiano, “racconta di aver visto Scafarto e Ultimo particolarmente ‘spregiudicati’ e come ‘presi da un delirio di onnipotenza’”. Inoltre, dopo che a Modena era stato trasmesso dai Pm di Napoli Henry John Woodcock, Celeste Carrano e Giuseppina Loreto uno stralcio dell’inchiesta su Cpl-Concordia, con allegata un’informativa in cui erano inserite intercettazioni tra il generale della Gdf Michele Adinolfi e l’allora premier Matteo Renzi, De Caprio le avrebbe detto: “Lei ha una bomba in mano, se vuole la può far esplodere”. Musti avrebbe riferito di aver pensato che quei carabinieri erano “degli esagitati”. Secondo quanto riportato da Repubblica la magistrata si sarebbe sentita quasi messa sotto pressione, come se la sua libertà e le sue prerogative di capo di una Procura potessero in qualche misura essere coartate. Il verbale di Musti al Csm, che rientra in un accertamento avviato per far luce sulla fuga di notizie del luglio 2015 riguardante proprio le telefonate tra Renzi e Adinolfi, è stato inviato ai Pm di Roma per approfondimenti. Silenzio del padre di Matteo Renzi. “Non ho dichiarazioni da fare”, ha detto Tiziano. –

Sorgente: Consip, Renzi: “Pretendo la verità, il fango gli si ritorcerà contro” – Rai News

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