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#COGITOERGOSUM – Stupro, miseria esistenziale e schiavitù umana – artspecialday.com

artspecialday.com – #COGITOERGOSUM – Stupro, miseria esistenziale e schiavitù umana

Ogni estate che si conclude saluta i propri tormentoni, così lo stupro sembra essere diventata una sorte di turpe nuova moda: le cronache degli ultimi mesi, e in special modo degli ultimi giorni, ci restituiscono un paese in cui gli atti di congiungimento carnale imposto con la violenza sono sempre più frequenti.

Nel giro di pochi anni la situazione si è aspramente aggravata e lo stupro non fa quasi più notizia: piuttosto assorda la mente e induce un’indignazione ormai automatica (e perciò già sciatta), distaccata, non coinvolta.

Eppure lo stupro non può essere ridotto a semplice cronaca e non è affare per sole donne, anzi: esso è la negazione dell’amore, dell’umanità e del rispetto, ma ancora più radicalmente è l’annullamento di ogni orizzonte sentimentale.

La nostra è ufficialmente l’epoca della maleducazione dell’anima: non sappiamo amare e nemmeno odiare, laddove perfino lo sgarbo è straboccato nella turpitudine e nella disumanità.

Arthur Schopenhauer (1788-1860)

Gli esseri umani, giovani in primis, vanno formati al sentimento, guidati al controllo della pulsionalità più becera, instradati al dialogo: chi stupra è un essere che vive tutta la vita dietro l’incessante domanda di soddisfacimento di una cieca volontà, fino a risultare esacerbato dalla stessa.  Arthur Schopenhauer aveva descritto l’atto di volere come l’inestirpabile sensazione che fa oscillare l’uomo «come un pendolo tra il dolore e la noia», affidando poi alla sapienza e al genio artistico le possibilità di salvaguardare l’umano da questo truce destino.

La volontà vuole solo per volere, cerca sazietà nella carne per poter avere di nuovo fame, si attorciglia su se stessa soffocandone chi di volta in volta ne è l’interprete: se non vogliamo che il mondo e la vita umana siano la narrazione dell’operare struggente di una forza insensata ed inarrestabile abbiamo una sola via possibile.

È un sentiero urgente, da calpestare il prima possibile, che non può aspettare di più.

Lo stupro non deve spaventare come un tabù perché non ci può paralizzare e non va trattato come un male radicale: esso va considerato piuttosto un’erbaccia da stroncare con il veleno dell’impegno della comunità e le cesoie dell’animo aperto al cambiamento.

Pene capitali, capricci killer nei confronti dei genitali dei colpevoli non risolveranno nulla se non aumentare il vortice di odio; è una rivoluzione culturale la sola in grado di cambiare le cose: ripartire dalle poesie d’amore e dagli inni alla femminilità di cui le letterature e le arti sono ricolme, ad esempio, per educare al rispetto maschi che si dovranno guadagnare con le azioni e i pensieri l’appellativo di uomini.

Non la forza del corpo ma solo quella della mente e del cuore deve rapire le donne… e salvarci dalla miseria esistenziale.

video – Lo stupro monologo di Franca Rame

By: Francesco Girolimetto

Guerra di genere? Più in là del binomio maschile-femminile

genere

Sorgente: #COGITOERGOSUM – Stupro, miseria esistenziale e schiavitù umana

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