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Ci risiamo: ronde e securitarismi contro la violenza? Non in nostro nome! – Al di là del Buco

abbattoimuri – Ci risiamo: ronde e securitarismi contro la violenza? Non in nostro nome!

quando si parla di violenze sulle donne parte immediatamente la campagna a chi ce l’ha più rosa o a chi ce l’ha più duro. ovviamente tutt* dimenticano che la maggior parte delle violenze avvengono dentro casa e per mano di familiari e conoscenti. ad ammazzare la ragazza in puglia è stato il fidanzato e non un estraneo di passaggio.

a vincere il campionato della durezza sono i rondaroli che riportano in vita lo strumento della ronda anti immigrati prendendo a pretesto le donne vittime di molestie e abusi.

a vincere quello della roseità invece c’è il messaggero con la campagna che sta raccogliendo le peggiori proposte di sempre già messe in circolo ai tempi di Rutelli sindaco (ricordate i bracciali antistupro, strumenti di controllo delle donne?). i soliti taxi rosa. spazi rosa. più telecamere di sicurezza, più sorveglianza e controllo e in poche parole più securitarismi.

siamo alla logica berlusconiana del militare da affidare a tutela di ogni “bella ragazza”, perchè quelle brutte lo stupratore ovviamente le scarta per principio. si, come no.

Da Il Messaggero. In fondo è colpa delle donne, no?

Allo slogan che ribadisce come la sicurezza nelle strade dipenda dal fatto che le donne le attraversino, senza che si dia conto di questioni di decoro o sorveglianze di ogni tipo, che tra l’altro rendono a chi guadagna su questo, questa sorta di comitato politico risponde intendendo che le strade vanno svuotate, le donne controllate, rese invisibili e trincerate in spazi ghettizzanti che di certo non servono a mettere in discussione la cultura dello stupro.

a roma è già successo che si investisse in cose sbagliate salvo poi fare storie quando si parla di prevenzione e di educazione sessuale e al rispetto dei generi da praticarsi nelle scuole.

nel nord, specie nel nord est, è già successo che gente di destra inscenasse pantomime che a nulla servono se non a trovare consensi tra razzisti di ogni sorta.

Quel pozzo senza fondo in cui giacciono le vittime di violenza di genere

ricordo ai paternalisti veri o falsi che pretendono di parlare o agire in nome delle donne che non siamo vittime silenziose e che siano noi a dover decidere cosa sia giusto fare, per difenderci da sole, in primo luogo da chi pretende di ergersi in nostra difesa, cosa che metteremmo in dubbio ricordando la vicenda di firenze.

sappiamo parlare in nostro nome e politici che pretendono di decidere quel che è meglio per noi, sovradeterminandoci ancora, non sono migliori di quelli che ignorano che abbiamo il diritto di esprimere consenso o di dire no.

per chi vuole ascoltare ed esprimere un linguaggio antiviolenza diverso  ricordo che questo sabato a firenze si manifesta in solidarietà delle vittime e contro la cultura dello stupro. partecipate numeros*. grazie.

Sorgente: Ci risiamo: ronde e securitarismi contro la violenza? Non in nostro nome! – Al di là del Buco

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