Firenze, 15 settembre 2017 – Un tasso alcolemico intorno a 1,5 mg per litro, quattro ore dopo il rapporto, avvenuto nell’ascensore: con questo dato era capace la studentessa americana di essere «consenziente» oppure il suo stato di «etilismo acuto», constatato quando è stata visitata per la prima volta in ospedale (quindi circa quattro ore dopo i fatti), la poneva in condizione di «minorata difesa»?

Le dichiarazioni di Pietro Costa, il carabiniere scelto di 32 anni sentito martedì pomeriggio in procura, si scontrano con alcuni dati oggettivi sulle condizioni psicofisiche della studentessa con cui si è appartato. Il militare ha infatti riferito, tramite il suo legale, Andrea Gallori, di aver fatto sesso senza abusare della ragazza, ma oltre ai dati scientifici già in possesso degli inquirenti, ci sono pure testimonianze che riferiscono dello stato di alterazione della giovane, poi addirittura svenuta.

Con 1,5 mg per litro, tanto per intendersi, la patente di un automobilista viene immediatamente ritirata. E anche i referti medici, almeno quello di una delle due ragazze, sbugiarderebbero la versione del «sesso consenziente».

L’ultima parola spetta comunque alla perizia tossicologica, che stabilirà, in base al dato di partenza, quale fosse l’alterazione al momento del contatto tra le ragazze e i carabinieri.

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Ma nei prossimi giorni, tutto diventerà più chiaro, almeno per le parti processuali. L’incidente probatorio ufficialmente richiesto dalla procura al gip sarà di fatto un’anticipazione del processo a tutti gli effetti.

Proprio per la sua delicatezza, l’avvocato Gabriele Zanobini, difensore della studentessa 19enne italo-americana, ha chiesto l’audizione «protetta» della sua assistita.

In pratica, verrano adottate le stesse precauzioni con cui si ascoltano i minori: lei e il giudice (e in questo caso l’interpete), mentre il pubblico ministero, gli avvocati ed eventualmente gli indagati, resteranno non visibili alla parte lesa ed ogni domanda verrà veicolata appunto dal gip incaricato dell’accertamento.

Ieri mattina, dalla pm Ornella Galeotti, sono sfilate alcune amiche delle ragazze. Nell’alloggio di borgo Santi Apostoli, infatti, c’erano alcune coinquiline che hanno fatto scattare l’allarme quando le amiche sono rincasate e hanno raccontato cos’era accaduto loro.

Intanto, procede a passo spedito anche l’inchiesta della procura militare di Roma, anzi potrebbero essere proprio questi giudici ad imporre le prime sanzioni nei confronti dei due militari.

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Circola voce che proprio oggi l’appuntato scelto Marco Camuffo, 53 anni, ed il suo collega più giovane, entrambi già sospesi, debbano comparire davanti alla procura della Capitale.

Alla magistratura militare interessano una serie di aspetti disciplinari, frutto dell’assurda sequenza inanellata dalla pattuglia quella notte.

La gazzella di Camuffo e Costa sarebbe infatti arrivata alla discoteca Flò intorno alle 2.15 per una richiesta di intervento per rissa, i militari avrebbero consumato un caffé al bancone quando la situazione era tornata calma e probabilmente qui sarebbero iniziati i primi approcci con le due americane.

Lo testimonierebbe anche il mini-video, il brevissimi filmatino rinvenuto in uno dei due cellulari delle ragazze che ritrae frontalmente la divisa di un carabiniere dentro il locale.