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Alla Merkel la sfida tv con Schulz: «Più credibile e competente» – ilsole24ore.com

ilsole24ore.com – elezioni tedesche. Alla Merkel la sfida tv con Schulz: «Più credibile e competente» – –dal nostro corrispondente

FRANCOFORTE – Un dibattito dai toni civili, ma noioso e senza un vero confronto. Anzi, i due contendenti si sono trovati più spesso ad annuire che a dissentire sulle opinioni l’uno dell’altro. Un “TvDuell” che non ha certo fatto onore al proprio nome.

Se l’unico testa a testa televisivo della campagna elettorale fra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il suo sfidante Martin Schulz doveva essere l’opportunità per quest’ultimo, a venti giorni dalle elezioni, per colmare l’enorme divario nei sondaggi fra i democristiani (Cdu/Csu) del capo del Governo, dati al 38%, e i suoi socialdemocratici (Spd), oggi al 24%, si è trattato in larga misura di un’occasione sprecata.

Tanto che le prime rilevazioni, subito dopo la conclusione di un’ora e mezzo di trasmissione, davano nettamente vincente la signora Merkel anche in questo sondaggio, avendo mostrato, secondo gli elettori, “più credibilità e più competenza”.

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I potenziali vincitori sono semmai i partiti che non hanno partecipato al dibattito tv, l’ultradestra della AfD, i risorgenti liberaldemocratici della Fdp, la sinistra della Linke e i Verdi, tutti raggruppati fra l’8 e il 9% delle preferenze, secondo i sondaggi pubblicati domenica: se i quattro partiti in lotta per la terza piazza sapranno proporre ricette che si distanzino da quelle, quasi sovrapponibili, dei due partiti maggiori.

In particolare, AfD, che già appare avviata a raddoppiare i consensi di quattro anni fa e a entrare per la prima volta in Parlamento, può avvantaggiarsi del fatto che i leader dei due maggiori partiti hanno passato tutta la prima parte della discussione a dibattere il tema dell’immigrazione, vero cavallo di battaglia della destra, e senza esibire soluzioni immediate che una parte, minoritaria ma significativa, dell’elettorato sembra richiedere.

Schulz ha criticato la scelta del cancelliere, due anni fa, di aprire le porte ai migranti, ma soprattutto per non aver consultato adeguatamente l’Europa.

I primi due terzi della trasmissione, resa ancora più pesante dalla mancanza di incisività di ben quattro moderatori, sono state dedicate di fatto, oltre che all’immigrazione, a temi di politica estera, come la Turchia (anche qui il leader della Spd ha cercato di differenziarsi sostenendo che metterebbe fine alla trattativa per l’ingresso di Ankara nell’Unione europea, di fatto già in stallo quasi totale) e la Corea del Nord, dove è emerso un malcelato scetticismo di entrambi sulla capacità del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di gestire la situazione.

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Ogni tentativo dello sfidante di diversificare significativamente la propria posizione è stato peraltro rintuzzato dal cancelliere ricordando che la Spd è stata per gli ultimi quattro anni parte del Governo di grande coalizione. Un’ipotesi di maggioranza che, allo stato dei sondaggi, resta di attualità anche per la prossima legislatura, anche se Schulz ha cercato di smarcarsi, rifiutando di escludere un’intesa con la Linke (che peraltro, anche con l’appoggio dei Verdi, al momento non avrebbe i voti per governare), mentre la signora Merkel ha escluso solo ogni possibile accordo con l’estrema destra e sinistra.

Per il resto, il dibattito ha lasciato ben poco spazio a temi di sostanza, come l’economia e i problemi sociali, o la riforma dell’eurozona, o a questioni fondamentali per il futuro del Paese, come l’istruzione e la digitalizzazione.

Vaga la trattazione del “dieselgate” che rischia di infliggere danni enormi all’industria automobilistica tedesca, ma puntuale la discussione sui pedaggi autostradali (Schulz è contrario). In compenso, i moderatori hanno ritenuto che fosse importante chiedere ai due aspiranti capo di Governo se la mattina erano stati in chiesa (no per entrambi) e se fossero d’accordo con il fatto che i Mondiali di calcio del 2022 si giochino in Qatar (anche in questo caso entrambi sono contro).

Sorgente: Il Sole 24 ORE

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