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Scuola, emergenza presidi: “In due su tre sarà part-time” – lastampa.it/torino

lastampa.it/torino – Scuola, emergenza presidi: “In due su tre sarà part-time”. Mancano i dirigenti: 82 istituti costretti ad affidarsi a un reggente – maria teresa martinengo

torino – Sono 82 in provincia di Torino le scuole che nel nuovo anno non avranno un dirigente titolare e che saranno affidate a un reggente: una scuola su tre, dal momento che nell’area metropolitana, tra direzioni didattiche, medie, comprensivi e superiori, gli istituti sono 254.La circolare che invita i dirigenti a farsi avanti e sceglierne una è di ieri.

Non c’è differenza tra quartiere e quartiere: ci sono scuole scoperte alla Crocetta (Coppino e Foscolo) come alla Falchera (Da Vinci), a San Salvario (Manzoni e Pellico) come in Barriera di Milano (Novaro, Ilaria Alpi e Sabin) o alle Vallette (Nino Costa). Però, le zone più centrali e appetibili saranno le prime a trovare il reggente, la periferia farà più fatica.

E una fatica ancora maggiore faranno le scuole della seconda cintura e oltre: manca il dirigente nei comprensivi di Grugliasco, di Rivalta, a Settimo sono scoperti il comprensivo di via Cuneo e i due istituti superiori 8 marzo e Galileo Ferraris, a Lanzo l’istituto superiore Albert e il comprensivo.

Nel Canavese, Pinerolese, Chivassese Val di Susa ci sono istituti comprensivi con dodici o più sedi: un lavoro impegnativo guidarle.

 Le 82 scuole alla fine avranno un preside part-time. «Ma anche la scuola in cui quel dirigente è titolare, finirà con l’avere una guida part-time», sottolinea Lorenza Patriarca, responsabile dei dirigenti scolastici Uil, sindacato che ha preparato una lettera con cui i colleghi potranno manifestare la loro indisponibilità ad accettare l’incarico aggiuntivo. La lettera sottolinea il carico di responsabilità che i presidi si trovano a gestire, dalla sicurezza in avanti.

«Ognuno poi aggiungerà le proprie specifiche difficoltà. Il contratto nazionale, però, dice che gli incarichi aggiuntivi non possono essere rifiutati…

Ma almeno scrivere una lettera – spiega Patriarca – eviterà che vengano assegnate reggenze a chi ha gravi problemi di salute o altre situazioni serie».

Un caso particolare è poi quello dei Cpia, i Centri per la formazione permanente degli adulti, gli ex Ctp, le scuole dove si tengono i corsi di italiano per stranieri. In provincia di Torino sono scoperti due su cinque.

«In Piemonte, hanno un dirigente solo 4 Cpia su 12», ricorda Jeanclaude Arnod, che lascia dopo tre anni quello di via Bologna per trasferirsi all’ex magistrale Berti. «Purtroppo – prosegue – quando sono nati non c’è stato, da parte del ministero, alcun incitamento ad occuparsene».

Delle difficoltà di scuole e dirigenti parla anche l’Asapi, l’Associazione delle scuole autonome piemontesi. «Il concorso non si sa quando verrà fatto – osserva il presidente, Tommaso De Luca – e nessuno ormai si azzarda più a ipotizzare date.

Anche la più fulminea delle procedure, comunque richiederebbe un anno, sempre che un ricorso non blocchi tutto. Di certo, poi, quando verrà bandito, le fasi preliminari saranno lunghe perché tantissimi docenti lo tenteranno.

È l’unica possibilità per cambiare lavoro, fare carriera». Ancora: «Come Asapi abbiamo fatto presente la situazione nella nostra regione, dove di presidi ne mancano 174 su 555, ma si tratta di scelte che devono essere fatte dal consiglio dei ministri».

De Luca ricorda che il rifiuto della reggenza fa parte delle varie forme di protesta che i presidi stanno mettendo in atto contro il carico di responsabilità e la scarsa retribuzione. «Ma alla fine – osserva de Luca – è probabile che molti la richiedano: per non vedersene assegnare comunque una lontano».

Sorgente: Scuola, emergenza presidi: “In due su tre sarà part-time” – La Stampa

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