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Pubblicò i veri numeri sulla crisi greca: condannato – corriere.it

corriere.it – commenti – più o meno. Pubblicò i veri numeri

sulla crisi greca: condannato   – Danilo Taino
Il caso di Andreas Georgiou è noto, ma eventi recenti aprono una finestra sull’arroganza o sull’ignoranza di certe autorità. Economista statistico greco che lavorava al Fondo monetario internazionale, Georgiou nel 2010 lasciò l’istituzione di Washington perché chiamato ad Atene a guidare il nuovo ufficio statistico del Paese, Elstat.
La Grecia era in piena crisi e un nuovo approccio ai numeri del bilancio pubblico era necessario, dal momento che fino ad allora erano stati manipolati per nascondere l’entità del deficit e del debito. Georgiou fece il suo lavoro e pubblicò il risultato, dal quale emergeva la verità sullo stato disastroso dei conti.
Da allora, una buona parte del sistema politico (e non solo) ellenico ha iniziato a perseguitarlo in quanto additato come responsabile dell’arrivo della Troika ad Atene e della messa sotto tutela del Paese.
La novità, ora, è che lo statistico è stato condannato da un tribunale greco (a due anni con la condizionale) per avere pubblicato le cifre riviste del deficit senza l’approvazione del consiglio direttivo di Elstat.
Il tribunale che ha emesso la sentenza ha ritenuto che le statistiche di Georgiou dovessero essere messe in votazione (politica).
«Sono stato condannato — ha reagito l’economista — per avere seguito, in quanto capo statistico, il principio di indipendenza professionale come richiesto dalla Ue e dalla legge greca. In Europa non mettiamo al voto i risultati statistici».
Martedì scorso, la presidente dell’International Statistical Institute (Isi) Helen MacGillivray e il presidente del comitato etico dello stesso Isi, Stephen Penneck, hanno detto che «le statistiche ufficiali devono essere realizzate seguendo principi scientifici e metodologie determinate da statistici professionisti, non sulla base dei voti dei membri di un consiglio direttivo».
E hanno ricordato il principio 1 del Codice europeo di pratica statistica secondo il quale «i capi degli Istituti nazionali di Statistica…hanno l’esclusiva responsabilità di decidere sui metodi statistici, gli standard e le procedure, oltre che sui contenuti e la tempistica della loro pubblicazione».
Anche la American Statistical Association è intervenuta a sostegno della correttezza del lavoro di Georgiou e ha sottolineato di avere inviato una lettera al primo ministro ellenico Alexis Tsipras nella quale sosteneva che «in nessun caso» sono giustificate sanzioni criminali «per avere sviluppato e presentato dati statistici indipendenti e obiettivi».
Senza indipendenza, le statistiche sono zombie. E massaggiare politicamente i dati pubblici porta al disastro: ad Atene dovrebbero saperlo.

Sorgente: Corriere della Sera

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