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La narrazione del 2 agosto: così Bologna si apre alla memoria – bologna.repubblica.it

bologna.repubblica.it – La narrazione del 2 agosto: così Bologna si apre alla memoria.

Mercoledì 85 narratori ricorderanno le vittime della strage alla stazione: ecco i luoghi scelti (non a caso) dove ascoltare le loro storie  di ILARIA VENTURI

BOLOGNA – La telefonata di Velia prima dello scoppio rivissuta alla cabina pubblica di via Rizzoli. Dodici lettere infilate nella buchetta di via Righi 26 per spedire, dopo averla letta, la vita interrotta della giovane Flavia.

Francesco che sarà ricordato dentro un taxi, l’auto del suo mestiere.

E poi i bambini Eckhardt e Kai, con la mamma Margret, di cui sentiremo parlare davanti alla finestrella sul canale delle Moline: il loro papà voleva visitare Bologna e forse li avrebbe portati lì.

Rosina viveva Bologna come fosse casa sua e per questo l’artista Sara Vimercati stenderà un simbolico bucato fatto di disegni che la raccontano in piazza Nettuno.

LA MAPPA Dove ascoltare i narratori

Luoghi e coreografia della memoria. Quella degli 85 narratori che mercoledì, dalle 11 alle 23, ricorderanno le vittime della strage alla stazione in tutta la città non è solo una maratona di storie scritte e declamate perchè non vadano perdute.

Sarà anche la rappresentazione plastica, incarnata nella città, di un ferita che ancora brucia, 37 anni dopo. Un teatro su un palcoscenico largo 51 posti. Differenti, sparsi.

Ma non casuali. Una narrazione “popolare inurbata”, dice il regista e attore Matteo Belli, che ha ideato l’iniziativa promossa dall’assemblea legislativa regionale con la storica Cinzia Venturoli e i famigliari delle vittime.

Il 2 agosto 1980, avrà la sua mappa del ricordo fatta di pietre e aiuole, orologi e binari, sagrati e marciapiedi.

Sono undici i percorsi, dove trovare i narratori, che attraversano le piazze principali, arrivano in Cirenaica e al Baraccano, là dove c’è il centro sociale Làbas, si fermano davanti alla bottega del commercio equo in via Altabella, entrano alla libreria Trame, in palazzi di cittadini che hanno aperto le loro porte. Luoghi pubblici e privati. E soprattutto fortemente simbolici.

La stazione: al binario 1 sarà ricordata Catherine, perchè lì fu uccisa dall’esplosione. In sala d’attesa sarà narrata la storia di Iwao Sekiguchi perchè lì fu ritrovato il diario del suo viaggio in Italia.

E nell’atrio la narrazione sarà dedicata alle ragazze della Cigar. Mentre sulla scala del piazzale Ovest la figlia dello scrittore Loriano Macchiavelli, Sabina, ricorderà Giuseppe, 18 anni, morto perchè col suo passo veloce arrivò roppo presto al binario.

Poi sotto all’orologio che segna le 10.25; alla fermata dell’autobus 37 che quel giorno trasportò morti e feriti; le Due Torri, il Comune e i centri sociali Montanari, dedicato alla vittima più anziana, e il “2 Agosto”.

Ma anche l cortile della coop Risanamento, in Cirenaica, gli interni di via San Vitale 40/3 e via Bertoloni 11, la terrazza di via Pietralata 38 e . Un docente del Righi ha chiesto di ricordare Torquato Secci nel suo liceo. Una preside e un professore saranno narratori in via Castiglione, davanti a Santa Lucia, con tanto di lavagna e banchi del Galvani.

Vincenzo andava a Verona per l’Aida, è morto come Radames, sepolto, e per questo lo “incontreremo” nel sottopasso di piazza Re Enzo. Roberto invece sognava il mare: in piazzetta Prediparte sarà allestita una gigantografia della città vista dall’alto, l’unico mare che Bologna può permettersi.

Sorgente: La narrazione del 2 agosto: così Bologna si apre alla memoria – Repubblica.it

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