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La domanda che nessuno fa al M5s: chi certifica i voti online? – Lettera43.it

La Casaleggio ha diffuso il nome della società controllore due volte: Quirinarie 2013 e Non Statuto 2016. Ma in tutti gli altri casi quale ente terzo garantiva la regolarità delle votazioni sul web?LORENZO ANDRAGHETTITwitter CORRELATIM5s, la bufala di Di Maio sul vincolo di mandato “alla portoghese”M5s, la vera piattaforma di e-democracy non vedrà mai la luceDa anni i cinque stelle vanno in tivù dicendo che sulla loro piattaforma, Rousseau, tutti i voti online sono certificati da un ente terzo. Lo disse Di Maio dalla Gruber nel 2014 (dal minuto 16:39 del video), lo ripeté da Formigli nel 2016 (dal minuto 6:15) e perfino il nuovo responsabile della democrazia diretta online, Massimo Bugani, lo ha ripetuto il primo febbraio 2017 da Myrta Merlino a L’Aria che tira (da 1:29:10).DI MAIO SMENTITO DA CASALEGGIO. Peccato però che Gianroberto Casaleggio smentì la presenza dell’ente terzo certificatore (tranne nel caso delle Quirinarie) in un’intervista a Peter Gomez nel 2014. E lo ribadì a Gianni Barbacetto nel 2015. Ma forse Di Maio non le aveva lette. C’è però una domanda che nessuno ha mai fatto, ovvero: Qual è il nome della società terza che certifica il voto online?PUBBLICITÀinRead invented by TeadsPERICOLO HACKER E MANOMISSIONI. Andiamo per ordine. L’ente terzo di controllo del voto online è utilizzato per convalidare votazioni in Rete che, in mancanza dello stesso, potrebbero subire alterazioni nei risultati senza che nessuno ne sia a conoscenza. Serve a controllare che il sistema non venga infettato da hacker o manomesso da chi gestisce il voto.RESTANO SCOPERTE 70 VOTAZIONI. Al momento il Movimento 5 stelle ha commissionato la certificazione del voto sul web soltanto due volte in quattro anni, in occasione delle Quirinarie 2013 e per la votazione del “Non Statuto” nel 2016. In entrambe i casi furono pubblicati, in grassetto sul blog, il nome e la relazione della società terza di controllo (Dnv) che certificava il voto. In tutti gli altri casi (circa 70) mai alcun voto è stato certificato dato che nessuna società terza è stata citata. Quindi, tecnicamente, questi voti potrebbero essere stati suscettibili di manomissione da parte di hacker o della Casaleggio stessa. Ma non lo sapremo mai.QUERELE SOLTANTO MINACCIATE. Il giornalista Fabrizio Rondolino ha più volte accusato Casaleggio di manomettere i voti online e di fare della democrazia via web una grande presa in giro non essendoci, per l’appunto, alcuna società terza del controllo del voto. È stato minacciato di querela più volte da Rocco Casalino, capo comunicazione del M5s in Senato, ma ha sempre reiterato le accuse in varie trasmissioni dicendosi pronto ad andare davanti a un giudice.LA PROVA DAVANTI A UN GIUDICE? Delle querele a Rondolino, a oggi, non si hanno notizie, né lui ha mai dichiarato di averle veramente ricevute. E una querela ovviamente obbligherebbe la Casaleggio, davanti a un giudice, ad aprire i suoi server per dimostrare che il voto online non certificato non ha subito alterazioni.SOLO UNA QUESTIONE DI FIDUCIA. Per scoperchiare definitivamente quello che potrebbe essere un vaso di Pandora, basterebbe chiedere a gran voce: qual è il nome della società terza di controllo che certifica tutti i voti online? Se in questo frangente nessuno potrà mai dimostrare, in assenza di prove, che Casaleggio abbia truccato il voto online in passato, nemmeno Casaleggio potrà dimostrare alcuna correttezza del voto espresso vista la mancanza di un ente certificatore. È quindi un meccanismo che si basa sulla fiducia degli utenti nell’azienda che gestisce il voto.«C’È, LO SANNO TUTTI» NON BASTA. Quando si parla di voto online ci dovrebbe essere ogni volta citato il nome della società terza di controllo, per tutte le votazioni effettuate. Non basta dire «C’è! Lo sanno tutti». (citazione Bugani). È facilissimo fare una verifica.*Ex attivista e collaboratore parlamentare alla Camera per il Movimento 5 stelle

Sorgente: La domanda che nessuno fa al M5s: chi certifica i voti online? – Lettera43.it

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