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La burocrazia dei vaccini, tutto si risolve all’italiana – huffingtonpost.it

huffingtonpost.it – il blog – La burocrazia dei vaccini, tutto si risolve all’italiana  Alfonso Celotto Prof. e scrittore

Si avvicina l’inizio dell’anno scolastico e bisogna dare attuazione al tanto discusso obbligo di vaccinazioni, ora nuovamente imposto dal D.L. n. 73 del 2017.

La mancata vaccinazione per i ragazzi da zero a sedici anni comporta non solo sanzioni per i genitori, ma addirittura la non ammissione nelle scuole per l’infanzia.

In uno Stato normale dovremmo aspettarci che i controlli siano semplici: la scuola trasmette alla Asl di competenza l’elenco degli iscritti e rapidamente ottiene la verifica di chi è vaccinato. Ma da noi è tutto molto più complicato.

Alcuni bambini non sono stati tempestivamente vaccinati, i centri vaccinali sono sommersi dalle richieste e specie nelle grandi città ci sono liste d’attesa di mesi e mesi (per una vaccinazione obbligatoria e gratuita). Le Asl non sono pronte. Le scuole non sono pronte.

Ma l’obbligo di vaccinazione è già in vigore. Come fare?

La fantasia del legislatore trova sempre la soluzione giusta: il controllo in collaborazione fra Amministrazioni pubbliche, nel rispetto della normativa sulla privacy, opererà soltanto… dall’anno scolastico 2019/2020 (sperando che tra due anni Asl e scuole siano in grado di scambiarsi gli elenchi degli iscritti e quello dei vaccinati).

Prima di allora, tutto si risolve “all’italiana”. Ogni genitore dovrebbe farsi rilasciare dalla Asl il certificato vaccinale e presentarlo a scuola. Ma già temendo l’assalto alle Asl e alle segreterie delle scuole, con la conseguente serie di polemiche, raccomandazioni, elusioni, deroghe e ingarbugli si è pensato di risolvere tutto con una semplice autocertificazione.

Non è importante che i bambini siano davvero vaccinati. Basta che i genitori (o i tutori) dichiarino sotto la propria responsabilità, che il bambino è stato correttamente vaccinato ai sensi della normativa vigente. Nessuno potrà mai dare la colpa alla scuola o alla Asl per la mancata vaccinazione: è colpa del genitore che ha dichiarato il falso.

Così le “carte sono a posto”. Tutti i bambini andranno comunque regolarmente a scuola e nessuno potrà mai dare addebitare allo Stato il mancato rispetto dell’obbligo vaccinale: tutto grava sul cittadino.

Siamo davvero una Repubblica fondata sulla burocrazia.

Anzi no. Anche sulle troppe leggi non applicate. Perché a ben vedere molte vaccinazioni già erano obbligatorie e necessarie per l’accesso a scuole: gli artt. 100 e 117 del Testo Unico D.Lgs. n. 297 del 1994 già subordinano l’ammissione alla scuola dell’infanzia alla certificazione delle vaccinazioni già obbligatorie per legge (antidifterica: l. n. 891 del 1939; antitetanica: l. n. 292 del 1963, n. 292; antipoliomelitica: l. n. 51 del 1966 e così via).

Ma ce ne eravamo dimenticati, come a volte accade per l’obbligo di mettere le cinture di sicurezza anche sui sedili posteriori o la marca sul passaporto. Tutte obbligatorie per legge.

Sorgente: La burocrazia dei vaccini, tutto si risolve all’italiana

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