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Ischia, la priorità ora sono gli sfollati. Mentre i sindaci pensano di chiedere i danni – Identità Insorgenti

Oltre tremila gli sfollati per il terremoto che cinque giorni fa ha colpito Casamicciola, causando il crollo di un’abitazione e lesioni più o meno gravi a tanti altri edifici – case, condomini e strutture ricettive pubbliche e private – del comune ischitano. Il clima di tensione e inquietudine costante che aleggia da lunedì sera poi non aiuta: cresce la paura per altre possibili scosse, aumentano a dismisura le domande inviate al Comune per sopralluoghi statici che possano valutare con certezza le condizioni di sicurezza degli edifici. E cresce anche la paura di sbagliare, tanto che i tecnici presenti sul posto, pressati dalle innumerevoli richieste e dalla situazione che richiede una certa attenzione, in molti casi non se la sentono di sottoscrivere l’agibilità delle abitazioni, facendo sì che scattino sempre più sgomberi forzati e che i cittadini siano così costretti a lasciare le loro case.Ma non solo loro: c’è anche chi non può raggiungere la propria dimora perché la strada in cui si trova è inagibile o ancora ostruita da detriti, addirittura chi viene sgomberato perché lo è stato il palazzo adiacente, quando magari il proprio non è nemmeno lesionato. La gogna pubblica fa paura e nessuno vuole rischiare di trovarsi sotto i riflettori della critica. Ma gli sfollati continuano ad aumentare.Sono ormai più di mille, infatti, le richieste di verifica statica pervenute, localizzate prevalentemente tra i comuni di Casamicciola, epicentro del terremoto, e Lacco Ameno. La priorità è di smaltire le richieste nel modo più veloce possibile, in modo da permettere agli ischitani di tornare nelle loro abitazioni in tempi brevi. Per permettere che ciò avvenga sono al lavoro anche dei volontari qualificati, ovvero degli ingegneri specializzati in catastrofi naturali, coordinati dal Presidente dell’Ordine partenopeo degli Ingegneri Luigi Vinci. Sarebbero oltre duecento le verifiche già effettuate grazie al lavoro di questi volontari, che continueranno ad alternarsi sull’isola finché l’emergenza sgomberi non sarà rientrata.Intanto, i sindaci ischitani sembrano sul piede di guerra. Il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino, che già nei giorni scorsi aveva difeso l’isola dallo sciacallaggio mediatico in corso da parte di alcuni giornali e TV, adesso minaccia di chiedere i danni all’Osservatorio vesuviano. Più caustico il sindaco di Casamicciola Giovan Battista Castagna, che tuttavia parla di errore inconcepibile da parte dell’Ingv. Sono in effetti tanti e troppo gravi gli errori in cui è incappato l’osservatorio vulcanologico, di cui vi avevamo già parlato, che ha corretto il tiro solo quattro giorni dopo, quando la bagarre mediatica che aveva posto l’attenzione più sull’abusivismo che sulla tragedia vera e propria si era già sviluppata. Una tragedia che si sarebbe verificata in ogni caso visto che la scossa ha causato un abbassamento del suolo di 4 centimetri. Quel che è certo è che la situazione a Ischia resta molto difficile, soprattutto con un tale numero di sfollati ancora senza casa. Adesso occorre che le polemiche imperanti negli ultimi giorni si fermino e che ci si attivi, che si metta in sicurezza l’isola, in modo da riportare la situazione a una parvenza di normalità il più presto possibile. Il resto può aspettare.Lorenzo Pierleoni

Sorgente: Ischia, la priorità ora sono gli sfollati. Mentre i sindaci pensano di chiedere i danni – Identità Insorgenti

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