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In Toscana vecchi nove edifici su dieci Corsa ai fondi per i lavori anti sismici – CorriereFiorentino.it

corrierefiorentino – dopo il terremoto a ischia – In Toscana vecchi nove edifici su dieci. Corsa ai fondi per i lavori anti sismici. Agevolazioni ignorate per anni, ora le richieste per adeguare le case superano il budget stanziato dalla Regione: presentate 680 domande per 22 milioni (ma ce ne sono 9) 

Nei Comuni toscani a più alto rischio terremoto, ma non solo, è cresciuta la sensibilità antisismica di cittadini ed istituzioni, ma il patrimonio edile della Toscana resta in gran parte vecchio.

E gli interventi di adeguamento avrebbero bisogno di molte più risorse di quelle in campo.

I privati in campo

Nel settembre dello scorso anno la Regione ha approvato una delibera predisposta dall’assessore Federica Fratoni per usare i 30 milioni di finanziamenti della Protezione Civile in interventi antisismici per il periodo 2011-2016, finalmente disponibili. Palazzo Strozzi Sacrati ha assegnato 15,6 milioni di euro per adeguamenti di edifici pubblici (ospedali esclusi), 1,2 milioni ai Comuni per la microzonazione del territorio in base al rischio sismico, e 9 milioni di contributi per edifici privati, dando priorità alle domande dai sette comuni della Valtiberina più vulnerabili (Anghiari, Badia Tedalda, Caprese Michelangelo, Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, Sestino).

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La graduatoria per i finanziamenti ad edifici pubblici ha visto approvare 27 interventi, 13 su complessi scolastici e 14 su altri edifici, con i primi 6 milioni di euro già assegnati, permettendo così l’avvio delle procedure per appaltare i lavori. Il bando riservato ai privati dei 90 comuni in zona 2 di rischio (dove cioè possono verificarsi forti terremoti) grazie anche agli incontri di informazione sul territorio, ha visto un boom di domande: a fronte dei 9 milioni di fondi, sono stati richiesti interventi per un valore di 22 milioni, attraverso 680 domande.

La Regione nelle prossime settimane pubblicherà la graduatoria (il 20% andrà alla Valtiberina), che sarà scorsa fino ad esaurimento del plafond. Il successo dell’iniziativa è evidente se paragonato al precedente bando del 2012: nonostante un finanziamento di soli 3 milioni contro i 9 di oggi, erano arrivate domande per un importo complessivo di appena 1,5 milioni di euro.

«La maggior parte delle domande presentate riguarda interventi di “ricucitura” — spiegano gli uffici di Palazzo Strozzi Sacrati — come l’ancoraggio di solai, il consolidamento di muri dove è stata aperta una finestra o una porta, l’impiego di longarine, così che la casa non crolli anche se danneggiata da una scossa».

È andata avanti anche l’assegnazione dei soldi ai Comuni: entro la fine dell’anno, grazie ai 37 studi in corso tutti i Comuni inseriti nella zona di rischio 2 avranno la loro microzonazione, zona per zona e quartiere per quartiere.

Case vecchie

La fotografia di case ed edifici in Toscana è possibile grazie ai dati Istat ed emerge che la gran parte del patrimonio edilizio è stato costruito prima del 1980, quando cioè complice il disastroso terremoto in Irpinia arrivarono le norme anti-sisma.

Case vecchie non significa automaticamente case vulnerabili, ma ad esempio nei 90 comuni a rischio oltre una casa ogni dieci ha più di cento anni di vita e potrebbe avere bisogno di controlli o adeguamenti, utilizzando anche le nuove tecniche.

Non c’è grande differenza tra i vari capoluoghi di provincia per età delle case ( a Firenze oltre il 97% è stata realizzata prima del 1980), mentre è più variabile la percentuale di edifici in calcestruzzo rispetto a quelli in muratura. La media Toscana mostra che l’82% delle case è ante 1980 e che il 70% è in muratura.

Controlli

Dal 2015 ad oggi sono aumentati, e non poco, i controlli della Regione anche se l’organico degli addetti non è aumentato.

Le autorizzazioni preventive per gli interventi nei 90 Comuni sono passate da 170 a 250 al mese, le domande depositate sulle quali vengono eseguiti controlli a campione da 800 a 1.300, quelle su edifici pubblici da 15 al mese nel 2015 a 45 ogni trenta giorni nel 2017.

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I controlli sono sia formali, cioè se i progetti presentati sono a norma o se vanno integrati, sia sui cantieri; «Nel caso si riscontrino irregolarità nei lavori o difformità rispetto ai progetti autorizzati — concludono gli uffici regionali — i lavori possono essere fermati e può scattare la denuncia all’autorità giudiziaria».

Sorgente: In Toscana vecchi nove edifici su dieci Corsa ai fondi per i lavori anti sismici – CorriereFiorentino.it

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