Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

Il paradosso delle dighe mai così piene d’acqua – lastampa.it/torino

foto – La diga del Serrù, realizzata alla fine degli Anni 50 insieme a quella dell’Agnel, con i suoi 2500 metri di quota è una delle più alte della Valle Orco, a poca distanza dal confine francese

lastampa.it/torino – Il paradosso delle dighe mai così piene d’acquaEcco come Iren garantisce energia elettrica a 600 mila torinesi – andrea rossi

ceresole reale (TO) – Il più straniante dei paradossi si svela salendo oltre i 1.500 metri, alla diga di Ceresole Reale, e alle due più piccole che la sovrastano.
Più di 60 milioni di metri cubi di acqua dentro invasi apparentemente immobili, in realtà costantemente innervati dalle piccole cascate che si fanno strada tra le rocce.Tre bacini colmi fin quasi al limite. Poco più di un mese fa lo sono stati anche oltre, tanto che si è dovuto aprire i rubinetti e far defluire un po’ d’acqua a valle.

 La differenza tra la siccità che infesta questo scorcio di 2017 e il 2003 dell’arsura totale è tutta qui: allora non c’era acqua né a monte né a valle; stavolta in quota le riserve abbondano e in questi giorni servono ad alimentare la gigantesca fame di elettricità per rifornire tutti gli impianti di refrigerazione, a cominciare dai condizionatori.

DOMANDA E OFFERTA

In valle Orco Iren gestisce cinque centrali idroelettriche alimentate da sei dighe: Agnel (capienza 4 milioni di metri cubi), Serrù (13 milioni), Ceresole (34 milioni), Valsoera (7,5 milioni), Telessio (22 milioni), Eugio (5 milioni).

Sono tutte piene. È dal 1992 che non c’è così tanta acqua quassù. In questi giorni Iren sta facendo grandi affari. Ieri mattina alle 10 alla borsa dell’energia un Megawattora di corrente valeva circa 100 euro, più o meno il doppio del normale.

La sera, quando la corrente prodotta dalle fonti rinnovabili si esaurisce, i prezzi schizzano anche fino a 500 euro. Potere di una domanda che il caldo ha reso asfissiante.

«Il settore energetico di Iren è cresciuto del 20%», racconta Giuseppe Bergesio, amministratore delegato di Iren Energia.

Merito anche dell’idroelettrico, con i suoi 1,4 miliardi di kilowattora di produzione l’anno, la metà dei quali proviene dalla valle Orco: 1900 metri di salti e tubature che portano l’acqua dai 2.400 metri ai 700 delle centrali a cominciare da quella di Rosone di Locana, dove viene trasformata in corrente e spedita a valle.

Riforniscono le centrali che garantiscono luce a 233 mila abitazioni, vale a dire quasi 600 mila persone. Due terzi abbondanti di Torino.

LEGGI ANCHE: Stavolta anche il Piemonte ha pura della siccità  

PROGRAMMAZIONE

Se la montagna non soffre la sete, a differenza delle pianure, è solo perché da queste parti l’inverno è stato generoso. Tanta neve. Si è sciolta in fretta, a giugno, e ha riempito gli invasi, in buona parte alimentati dal ghiacciaio Ciardoney. Chissà per quanto: in venticinque anni ha perso trenta metri di spessore, entro il 2050 sarà quasi scomparso.

«Ecco perché oggi è più che mai importante immagazzinare e stoccare l’acqua», spiega Nicola Brizzo, direttore produzione idroelettrica di Iren.

Vuol dire arrivare a fine estate con gli invasi pieni, svuotarli gradualmente entro la primavera e ricominciare daccapo. Poter affrontare le emergenze, «che in futuro saranno sempre più frequenti, ci saranno picchi di abbondanza e altri di estrema penuria».

Non a caso in queste settimane succede che Iren apra le sue dighe per far defluire acqua a valle, soprattutto al Canale Caluso.

Operazioni programmate. In caso di emergenza la Prefettura può ordinare di riversare acqua verso la pianura.

Quest’anno non è ancora successo, segno che la situazione è grave ma non disperata. E che, in caso di necessità la pianura può contare su montagne che da venticinque anni non vedevano così tanta acqua.

Sorgente: Il paradosso delle dighe mai così piene d’acqua – La Stampa

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *