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I ministri del G7 ospiti in Canavese. A Torino restano solo i contestatori – lastampa.it/torino

foto – La Reggia di Venaria

lastampa.it/torino – I ministri del G7 ospiti in Canavese. A Torino restano solo i contestatoriIl vertice alla Reggia, per ragioni di sicurezza le delegazioni dormiranno fuori città

simona lorenzetti  andrea rossi

Le proteste a Torino. Tutto il resto altrove. Con il passare delle settimane il G7 dell’Industria e del Lavoro, che si terrà alla Reggia di Venaria da 26 al 30 settembre, comincia a prendere forma. Lentamente, ché l’organizzazione ha più volte rischiato di incagliarsi nelle scorse settimane, soprattutto per i continui tira e molla tra i ministeri coinvolti.

Superato lo scoglio di trovare una sede per il summit dei ministri di Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Stati Uniti, Giappone, Canada, negli ultimi giorni hanno tenuto banco questioni di ordine logistico. Dove far alloggiare le delegazioni?

Nei prossimi giorni i responsabili dell’ordine pubblico effettueranno gli ultimi sopralluoghi ma la situazione si va delineando: nessun ministro o membro dello staff dovrebbe alloggiare a Torino.

Questioni di ordine pubblico. Nelle scorse settimane gli organizzatori avevano sondato i migliori hotel della città, poi è arrivato lo stop del Viminale: la sede del G7 è stata spostata dal Lingotto a Venaria per motivi di sicurezza (più facile blindare il vertice e gestire le prevedibili contestazioni), che senso avrebbe far dormire le delegazioni nella città da cui si è deciso di tenerle lontane?

Il G7 si farà, ma forse solo a Venaria. Lingotto difficile da difendere dalle contestazioni

Scelte a fine mese

Per arrivare alla decisione definitiva manca solo il sì dell ministero dello Sviluppo, lo stesso che ha tenuto duro fino all’ultimo sul Lingotto e che adesso vorrebbe che almeno la parte non operativa del summit si tenesse a Torino. Difficile che succeda.

Mentre i ministri dell’Industria e del Lavoro discuteranno alla Reggia, Torino sarà il crocevia di contestazioni più o meno pacifiche. E ospitare le delegazioni in alberghi facilmente attaccabili è una soluzione che i responsabili dell’ordine pubblico sconsigliano fortemente.

Così negli ultimi giorni sono ripresi i sondaggi, stavolta in provincia, e sono state individuate alcune soluzioni, dal castello di Pavone, nel Canavese, all’Antica Zecca di Caselle.

Entrambe hanno il pregio di essere un po’ isolate e difficilmente bersaglio di manifestazioni o “assalti”.

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Una decisione definitiva verrà presa fine mese, ma il canovaccio sembra questo: ministri e delegazioni giostreranno tra Venaria e quella porzione di provincia tra Torino e il Canavese; contestatori e movimenti si daranno invece appuntamento in città per manifestare.

I network antagonisti sono da settimane al lavoro: l’obiettivo è richiamare migliaia di persone, un po’ da tutta Europa, per una grande manifestazione di protesta, probabilmente in centro.

 Il contro summit  

E poi c’è il contro vertice, quello che partiti e organizzazioni della sinistra – in testa Sinistra italiana – stanno organizzando. Si chiamerà Proxima, come la stella più vicina al sistema solare e nelle intenzioni degli organizzatori si dovrebbe svolgere ai Murazzi.

Sarà un vero contro vertice: «Per quattro giorni parleremo di società, cultura, politica, di presente e di futuro con persone che nel loro Paese hanno cambiato o stanno cambiando il corso delle cose, e con chi ha studiato e ragionato su ciò che oggi, nel nostro mondo, sono diventati l’economia e il lavoro, le trasformazioni», spiega Marco Grimaldi di Sinistra italiana.

Anche il contro summit deve fare i conti con le esigenze di ordine pubblico. Nelle scorse settimane gli organizzatori hanno incontrato prefetto e questore, poi anche la sindaca.

«Stiamo ragionando sull’applicazione a questo genere di manifestazioni della circolare Gabrielli sugli eventi in piazza», spiega Grimaldi. Problemi sostanziali non dovrebbero esserci, anche se il Comune non sembra troppo entusiasta all’idea di un contro vertice in città.

Sorgente: I ministri del G7 ospiti in Canavese. A Torino restano solo i contestatori – La Stampa

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