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I grattacieli di legno, la nuova tendenza degli architetti per città sempre più green corriereinnovazione.corriere.it

corriereinnovazione.corriere.it – I grattacieli di legno, la nuova tendenza degli architetti per città sempre più green

Wooden skyscrapers (grattacieli in legno) possono raggiungere notevoli altezze grazie alle nuove tecnologie che consentono di produrre pannelli di legno resistenti quanto il calcestruzzo e l’acciaio  di Elena Papa

Ghisa, acciaio e vetro: nascono i primi grattacieli

New York City e Chicago sono state sempre i principali centri di costruzione di grattacieli, già dalla fine dell’ Ottocento a New York sorgono i primi Buildings con l’armatura in ghisa, sono i Cast Iron che si possono vedere ancora oggi nel quartiere di SoHo.

Mentre a Chicago, dopo l’incendio del 1871 che aveva distrutto completamente il centro della città, si costruirono grattacieli con ossatura in acciaio, più resistente della ghisa. In quegli anni, la possibilità di impiegare materiali, all’epoca considerati nuovi, come la ghisa, l’acciaio e il vetro offrì ai progettisti prospettive prima impensabili.

Chicago skyline

Ma se nel Nord America questa nuova tipologia edilizia è stata la conseguenza della massiccia immigrazione che rese necessario pensare a un modello urbano che, in poco spazio, concentrasse edifici numerosi e molto alti, negli anni Settanta il grattacielo è stato eletto a status symbol internazionale della upper class.

Dal modello statunitense in poi

A partire dagli anni Venti, in linea con le nuove tendenze espresse dalla società, la visione della città moderna coincide con quella di un organismo sviluppato in altezza. Il tessuto delle città europee è radicalmente diverso dal modello americano ma non per questo estraneo alla verticalità e l’Europa si appresta a interpretare il grattacielo come occasione di rinnovamento architettonico. Risalgono al 1919-20 i progetti di grattacielo di Mies van der Rohe nella Friedrichstrasse a Berlino, prototipi di edificio multipiano in cemento armato, acciaio e cristallo.

Tra il 1947 e il 1952 Le Corbusier costruisce a Marsiglia La Unité d’Habitation, nota anche come Cité radieuse, un palazzo di 18 piani.

Anche in Italia l’edificio verticale raggiunge la propria maturazione tramite l’interpretazione e l’assunzione di responsabilità intrapresa dal pensiero razionalista.

Il ruolo di Hilberseimer, Mies, Gropius, Mendelsohn, Le Corbusier, e successivamente della cultura urbanistica sovietica, diventa determinante nel riconoscere l’edificio alto quale elemento morfologico e funzionale della nuova città anticipando le risposte necessarie a contrastare il prevalere di un’omologazione “internazionale”, dominata dall’assimilazione del modello statunitense.

Nel 1925 nel libro «Urbanistica» Le Corbusier scriveva …«Al posto degli ignobili quartieri che non conosciamo mai abbastanza, con densità di 800 abitanti per ettaro, ecco quartieri la cui densità può toccare i 3.600 abitanti per ettaro.

Vorrei che il lettore, con uno sforzo di immaginazione, cercasse di rappresentarsi questo nuovo tipo di città sviluppata in altezza: s’immaginasse che tutto questo caos di forme cresciute sul terreno come arida crosta venisse raschiato via, eliminato, e sostituito da puri prismi di cristallo, alti sino a 200 metri e ossia distanti tra loro, con la base che si perde tra le fronde degli alberi.

Una città che sinora strisciava per terra e si eleva d’un tratto in uno stato di ordine più naturale, che sulle prime può sembrare inconcepibile alla nostra mentalità fossilizzata da secolari abitudini»…

Legno, la nuova sfida

Se metallo, cemento e vetro sono stati fino ad ora i materiali più utilizzati per costruire i grattacieli, adesso una nuova ambiziosa proposta promette di introdurre il legno per ridisegnare lo skyline delle città verticali. Capace di coniugare insieme tradizione e innovazione da un lato ed efficienza energetica e resistenza statica dall’altro, il legno ha delle caratteristiche che lo rendono unico. Innanzi tutto il peso: un edificio in legno pesa circa un quarto di un palazzo equivalente costruito in cemento, ciò significa che le fondamenta dovranno essere più piccole.

Costruire edifici in legno è molto meno rumoroso, non servono macchinari pesanti per scavare profonde fondamenta, inoltre, dato che i pannelli di legno sono compatti, sono più facili da trasportare. Di conseguenza un palazzo in legno ha un’impronta ecologica fino al 75% inferiore rispetto a quella di un edificio tradizionale.

I dati parlano chiaro: in Gran Bretagna il 47% delle emissioni di gas serra sono provocate dagli edifici e il 10% del CO2 nell’aria arriva dai materiali di costruzione. L’utilizzo del legno come materiale di costruzione avrebbe come conseguenza la cattura di CO2 da parte degli edifici e la riduzione dell’inquinamento dell’aria.

Un esempio, citato dal Guardian, è la comparazione di un edificio di venti piani tradizionale le cui emissioni ammontano a circa 4.300 tonnellate/mc contro le 3.100 tonnellate/mc “catturate” da una costruzione in legno.

Cool e hi-tech

La tecnica di costruzione in legno laminato è stata introdotta in Europa negli anni Novanta, e si è diffusa via via per edifici sempre più grandi. Grazie alle nuove tecnologie si possono produrre pannelli di legno pressato e incollato tanto resistenti quanto i normali materiali edili come il calcestruzzo e l’acciaio.

Sono pannelli di legno massiccio CLT ottenuti dalla sovrapposizione di più strati di legno incollati uno sopra l’altro con angolazioni definite e servono a realizzare le pareti portanti (la struttura) e sono particolarmente adatti per la realizzazione di edifici alti.

Una maggior presenza di legno nell’involucro edilizio permette di sfruttare al meglio le proprietà del materiale in termini di regolazione termo-igrometrica, assicurando un comfort abitativo decisamente elevato.

A differenza di quanto si potrebbe pensare, le costruzioni in legno si difendono bene anche dagli incendi: il CLT, essendo molto compresso tende a non bruciare, proprio come un caminetto o una stufa troppo piene di legna faticano ad accendersi.

Gli strati più esterni del materiale proteggono infatti quelli più interni evitando così il divampare delle fiamme. Questa caratteristica del legno, unita alle moderne tecnologie anti-incendio, rende gli edifici in legno sicuri tanto quanto quelli tradizionali.

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