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Grancia e Manno, i Comuni svizzeri dove i frontalieri superano i residenti – milano.corriere.it

milano.corriere.it – Grancia e Manno, i Comuni svizzeri dove i frontalieri superano i residenti. Il record dei due paesi del Canton Ticino: impiegati più lavoratori italiani che elvetici. I sindacati: «Speriamo che ora non ci siano attacchi politici ai connazionali»

Un frontaliere e mezzo per ogni residente. A Manno, comune del Canton Ticino a nord di Lugano, i lavoratori italiani sono più degli abitanti. E lo stesso accade a Grancia.

Due esempi limite, nell’ambito di un trend che vede i frontalieri in costante aumento, a dispetto delle continue iniziative e norme pensate per mettere un freno alla forza lavoro proveniente da oltreconfine.

La fotografia è stata scattata dall’Ust, l’Ufficio federale di statistica, che ha reso noto il bilancio aggiornato a fine giugno dei frontalieri. Il dato segna un nuovo record, 65.490 lavoratori stranieri impiegati in Canton Ticino, nella quasi totalità dei casi italiani residenti nei territori di Como e Varese.

E se Lugano guadagna il titolo di comune con la forza lavoro italiana più numerosa, il dato più eclatante è proprio quello di Manno e Grancia, dove le persone che ogni giorno arrivano per lavorare sono addirittura di più rispetto ai residenti.

Nel dettaglio, nel primo caso l’Ust ha censito 1.896 lavoratori stranieri a fronte di 1.226 cittadini. Nel secondo caso, il rapporto è di 628 frontalieri in un paese che conta 505 abitanti.

 Il sorpasso non è ancora avvenuto ma potrebbe essere imminente invece a Stabio, con oltre 4 mila frontalieri e circa 4.600 abitanti, ma anche in realtà quali Bioggio e Cadempino, altri paesi con un’elevata concentrazione di lavoratori stranieri.

Restando ai numeri più curiosi, nel rapporto dell’ufficio di statistica compaiono anche cinque comuni senza nemmeno un italiano impiegato in aziende, uffici e negozi. Infine, aumenta il numero degli stranieri occupati anche in zone distanti dal confine.

I numeri vanno inevitabilmente ad alimentare il fuoco della polemica dei partiti svizzeri, Udc in testa, che da tempo chiedono di mettere un freno al numero di frontalieri e hanno promosso iniziative quali «Prima i nostri», il referendum tra i ticinesi per imporre l’obbligo ai datori di lavoro, in caso di nuove assunzioni, di dare la precedenza agli svizzeri.

Per il portavoce dei lavoratori italiani invece, i numeri non rappresentano affatto un’anomalia.

«I frontalieri continuano ad aumentare nonostante i periodi di crisi dell’economia e le polemiche — dice Sergio Aureli, segretario dell’Unia del Canton Ticino, il sindacato interprofessionale svizzero —.

Questo significa ancora una volta che i lavoratori italiani sono un ammortizzatore dell’economia del Canton Ticino. La Svizzera ha bisogno di questa forza lavoro». I numeri, secondo il sindacalista sono facilmente spiegabili. «Non c’è da stupirsi di questo sorpasso — spiega Sergio Aureli —.

Il numero così elevato dipende dal tipo di insediamenti che ci sono in quei paesi. Grancia è la zona dei grandi centri commerciali, strutture nelle quali sono impiegati moltissimi lavoratori italiani. Manno, invece, ha una prevalenza di industrie classiche, fabbriche e aziende che accolgono a loro volta una grande forza lavoro italiana».

La speranza dei rappresentati dei frontalieri è che i nuovi dati non diventino l’occasione per l’ennesima polemica o tentativo di «rappresaglia» contro gli italiani. «Evidentemente l’economia svizzera e del Ticino in particolare ha bisogno dei frontalieri — prosegue Aureli —. Sfatiamo il mito che è il frontaliere a decidere.

Sono gli imprenditori che fanno le assunzioni e che scelgono i loro dipendenti.

È il mercato a decidere, mentre al sindacato spetta assicurarsi che le assunzioni avvengano nel rispetto delle regole e della dignità di ogni lavoratore.

È chiaro che questi numeri possono essere strumentalizzati — conclude Aureli —. Molto facile attaccare l’anello debole della catena. Auspico che non succeda di nuovo alla luce del dato del sorpasso dei frontalieri sui residenti in due paesi.

Sarebbe l’ennesima scorrettezza verso gli italiani che fanno un servizio di qualità e non rubano affatto il lavoro agli svizzeri».

Sorgente: Grancia e Manno, i Comuni svizzeri dove i frontalieri superano i residenti – Corriere.it

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